Cane nero
Levi Pinfold, Cane nero, Terre di mezzo, 2013.

Stasera sono stata a lungo combattuta se scrivere o meno questo post, questo straordinario albo che oggi ci ha folgorato ha avuto diverse e belle recensione, la migliore, a mio avviso, quella della libreria radice labirinto; tuttavia siccome questo spazio lo dedichiamo semplicemente e puramente alla nostra passione allora ho deciso di seguire il piacer mio e di parlarvene ugualmente.
“Mi declini le generalità”:
Titolo: Cane nero
Autore: Levi Pinfold
Casa editrice: Terre di mezzo.
data pubblicazione: novembre 2013
data e luogo prima pubblicazione: 2011 UK
Temi: paura, speranza, coraggio
Ambientazione: Inghilterra, inverno
Altro? A sì, dimenticavo…il cane nero ha lo stesso identico muso del nostro il che ha prodotto un effetto di straniamento nella lettura del testo con i miei piccoli molto interessante: il tema principale della paura se n’è andato a far benedire, quello della speranza mediato in maniera sottile dal cognome Hope dei protagonisti incomprensibile a bambini che non sappiano l’inglese, pure. Resta il coraggio e, soprattutto restano le illustrazioni che bastano a tutto.
Le tavole si alternano tra piccole in nero di seppia in cui l’autore ci mostra i passaggi narrativi, e la grande tavola colorata in cui si manifesta l’attimo essenziale di quella pagina di racconto; ai colori gialli e verdi fanno eco i grigi dell’inverno degli spazi esterni e il calore privo di colore del nero di seppia. Il tempo che si impiega per leggere le immagini si dilata a dismisura, basta cominciare a contare i polipetti verdi disseminati qua e là, i gatti, gli omini giocattolo, i disegni e le mutande lasciate in giro dagli Hope, che già il tema narrativo si riassorbe nella quotidianità di questa casa alquanto caotica.
E poi ci sono loro: Cane nero e Small, la bambina che fa tranquillamente colazione con la tutina troppo lunga che le fa i piedini da elfo, quando tutta la sua famiglia (2 genitori, 1 fratello e 1 sorella) pare impazzire alla vista di un cane nero in crescita smisurata che sembra voler solo sbirciare nella casa calda, e siccome la casa ha diversi piani lui diventa sempre più grande per arrivare a “svegliare” anche l’ultimo membro della famiglia che dorme al piano più alto. Per fortuna Small è una bambina vera: pratica, salda e soprattutto capace di inventarsi un sacco di rime che fanno rimpicciolire il cane man mano che lo porta “a spasso” fino a farlo tornare alle dimensioni “normali”. Un po’ come la protagonista de Il mostro peloso, Small usa la cantilena in rima per agire sul “mostro”; in questo caso naturalmente il cane nero è solo apparentemente mostruoso ed infatti, invece che esplodere come accade al (vero) mostro peloso, lui viene alla fine ammesso a scaldarsi davanti al fuoco di una vera famiglia!
Davvero imperdibile questo albo, qualunque cosa vogliate/riusciate/sappiate leggervi dentro e di qualunque colore e dimensione sia il vostro cane…se ne avete uno…e se non lo avete…forse questo albo vi convincerà!