Geoffroy de Pennart, Sofia la mucca musicista, Babalibri, 2014.

Sofia è, lo dice il titolo, una mucca musicista, una pianista per l’esattezza, che un giorno decide di andare nella grande città a tentare la fortuna in un concorso per orchestre. La città di Sofia deve essere speciale dal momento che sul giornale locale compaiono decide di annunci di gruppi musicali in cerca di musicisti; poi però a ben vedere tanto speciale questa città non è perché vi si ripropongono i meccanismi stereotipati di sempre: tutte le orchestre non cercano un pianista di talento bensì qualcuno corrispondente alla loro idea pregiudiziale di pianista.

E’ così che Sofia risulta una mucca…con le corna che non vanno bene, con il mantello che non va bene, con il peso che non va bene, con l’eleganza che non va bene e via dicendo fino a quando sempre più arrabbiata Sofia si scoraggia e sta quasi per abbandonare l’impresa quando…

Il bell’albo di Goffrey de Pennart edito da Babalibri è una storia perfetta per insegnare in maniera ironica e in qualche modo irreale qualcosa di moolto moolto importante: l’importanza della caparbietà?
Di più,
L’importanza della musica?
Di più,
La consapevolezza della propria identità?

Sì, anche questo ma ancora di più:
che bisogna valutare in base alle competenze e non ai pregiudizi.

Cosa centra la musica con la corna? Si domanda Sofia sempre più arrabbiata; cosa centra il colore del mio mantello con la musica?
Noi l’abbiamo fatto diventare un refrain per le “uscite assurde” a casa come a lavoro: cosa centra il colore dei capelli con la bellezza? E la maglietta del compagno con la simpatia (ecco perché sarei per l’obbligatorietà del grembiule a scuola…)?

Ma ancora più su, cosa centrano le guerre con la democrazia? E gli attentati con la religione qualsiasi essa sia?

Insomma, Sofia è un albo prezioso, si può leggerlo anche dai 2-3 anno e dietro la bella storia della mucca musicista cominciare ad instillare i presupposti per la convivenza civile, la passione e il rispetto reciproco contro ogni forma di pre-giudizio e dunque di strisciante razzismo.

E fu così che Sofia incontrò un compagno di un’altra razza con il quale misero insieme una band di animali “fuori-target” ma bravissimi musicisti selezionati con regolare audizione e vinsero il primo premio alla gara di orchestre.

Qualsiasi cosa ci piaccia, qualunque stile di vita, religione, pensiero abbiamo, non lasciamo che nessuno ci giudichi per stereotipi, ecco forse uno degli insegnamenti più grandi che possiamo e dobbiamo dare ai nostri piccoli da parte di un autore che in tutti i suoi libri (La principessa, il drago e il prode cavaliere e Guido, il cavaliere irritante anch’essi editi di Babalibri) punta sempre a sovvertire l’ordine stereotipato, a capovolgere il pregiudizio in giudizio.

Cosa centra un albo illustrato per bambini con l’educazione civica?
Tutto, se sono come Sofia la mucca musicista!