Questo non è un post sul papà o la festa del papà.
In questi giorni tanti se ne sono scritti; tanti libri sull’argomento sono straordinariamente belli ma oggi… più degli altri giorni il mio pensiero è andato a quei bambini che un papà non ce l’hanno per mille e uno ragioni.

Come si sente un bambino che non ha il papà quando tutti festeggiano la festa del papà? Quando a scuola tutti fanno i lavoretti da regalare al papà? Ovviamente questo vale anche per la festa della mamma…

Stasera, la nostra lettura della buonanotte con la grande, di 5 anni, ci ha sorprese e comprese, stasera è venuta da sé proprio la lettura di cui avevamo bisogno.

DIVERSO COME UGUALE
Luana Vergari, Massimo Semerano, Diverso come uguale. Beccogiallo.

Diverso come uguale, albo illustrato della collana “Critical Kids”di Beccogiallo è innanzitutto una sorpresa per la bellezza del libro e poi è tutto ciò che vorrei ad un certo punto si insegnasse ad ogni bambino. I libri ci donano tutto, basta scegliere quello giusto al momento giusto, Diverso come uguale è un pass partout per continuare a guardare il mondo a testa in giù “perché è come camminare sul cielo e sembra tutto diverso!”.

A dispetto di quel che talvolta ci ostiniamo a pensare ad un certo punto (molto presto) i bambini e le bambine vengono travolte dalla realtà che li circonda e ampliare le possibilità dell’esistenza attraverso i libri può essere una gran buona idea per accompagnarli nel reale in cui; come diceva Basaglia, “visto da vicino nessuno è normale” e forse anche i diversi, visti da vicino non sono poi così diversi, basta averli vicino, appunto!

Leone ha 6 anni e come tutti ha delle paure e delle passioni da condividere con gli amici che lo aiutano e sostengono. Gli amici di Leone sono:

Francesco, 5 anni. Al ristorante ordina sempre la pizza con la mozzarella e i funghi. Down.
Erica, 5 anni. Si veste sempre di rosso. Epilettica.
Luca, 7 anni. Colleziona bottoni. Autistico.
Tony, 5 anni. Mangia tanti ghiaccioli. Ha 1 gatto, 1 mamma e 2 papà.
Marcel, 8 anni. Conosce un sacco di canzoni a memoria. Cieco.
Agata, 9 anni. Odia il rosa, ma le piacciono i libri di favole. Diabetica.
Giulio, 6 anni. Nati a Berlino. Paraplegico.
Fathia, 6 anni e capelli liscissimi. Forse da grande porterà l’Hijab, musulmana.
Ali Rezad, 10 anni. Dorme a pancia in giù e gioca a baseball. Profugo
Leone, 6 anni, Oggi ha perso il suo primo dente, (dimenticavo di dirvi che è ebreo ma non porta la kippà).

Uno potrebbe dire, ma che ci azzeccano i bambini con disturbi fisici con quelli psichici, con le differenze di tipo sociale o religioso e chi più ne ha più ne metta? E io risponderei: perché? ci deve essere un legame? Nelle favole c’è sempre un legame esplicitato tra i protagonisti o li acquisiamo e accettiamo così come ci vengono presentati in ordine di apparizione e per il loro ruolo nella storia?

Ecco, in questa storia sono tutti uguali, in ordine di apparizione.
Ecco, in questa storia sono tutti diversi, in ordine di apparizione.

Diversi come uguali. Diverso come uguale (complimenti per il titolo!)

Lo possiamo proporre come testo obbligatorio dai 5 anni a scuola?

Buonanotte, chiunque voi siate: papà, mamme, down, autistici, ebrei, musulmani, gay, lesbiche, epilettici, diabetici, autistici, ciechi, paraplegici, profughi, celiaci, adottati, sordi, muti……………………………………………………………………………………………………………………………….