“I bambini pensano grande” di Franco Lorenzoni

I BAMBINI PENSANO GRANDE
Io lo scriverei a caratteri cubitali sui muri delle scuole e dietro la cattedra, come c’è scritto sui banchi dei tribunali “la legge è uguale per tutti”.
Così come metterei come lettura obbligatoria per tutti gli insegnati di ogni ordine e grado questo libro di Franco Lorenzoni edito da Sellerio.
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Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande, Sellerio, 2015.

Il sottotitolo vale a spiegarvi di cosa si tratta ma vi assicuro che il contenuto è impagabile: “Cronaca di una avventura pedagogica”, e che avventura! Quella di un insegnante come vorrei ce ne fossero più di quanti ne immagino, come vorrei ne incontrassero tutti i bambini, che oltre i stretti sentieri dei programmi ministeriali intravede nella scuola la possibilità di sperimentare tutte le possibilità di vita per educare (non formare, parola stra-abusata in questi anni) i bambini ad essere liberi pensatori, liberi cittadini attraverso la sperimentazione e la teatralizzazione di vite eccezionali…al pari delle loro.

Ma ve la immaginate una scuola in cui i bambini imparano la geometria riproducendo i metodi utilizzati da talete? Approcciano la filosofia a partire dai loro ragionamenti e supportati dalla Scuola di Atene di Raffaello in cui ciascun bambino dialoga con ciascun sapiente….e che risponde loro anche con delle lettere in cui si tratta di ogni argomento dello scibile umano?
Incredibile, questa esperienza educativa, sembra avere davvero dell’incredibile nella scuola italiana, eppure c’è, c’è stata e ci sarà ancora. E mi fa una rabbia pensare ai tanti insegnanti che ho incontrato nei laboratori e non solo che per seguire la loro logica (che si suppone, essere quella “burocraticamente” più corretta) mortificano il pensiero dei bambini…
Mi piacerebbe essere capace di raccontarvi per filo e per segno questo libro e soprattutto l’esperienza raccontata ma mi è impossibile tanto più che anche l’autore e maestro di questa straordinaria classe di cui si narra, non ha potuto far altro, con maestria e enorme bravura, che riportare fedelmente le stupefacenti riflessioni dei bambini lasciati liberi di vagare col pensiero a partire da spunti di ogni genere, filosofici, storici, matematici o pragmatici che fossero. Vi dico solo che hanno inscenato teatralmente (la teatralità è elemento essenziale della modalità d’insegnamento di Franco Lorenzoni) la ricerca della radice di 2 ai tempi di Archimede…
Sarà l’adesione al Movimento di Cooperazione educativa, la costruzione della casa-laboratorio di Cenci, sarà che il genio ha tante forme e fortunatamente ne può prendere anche in ambito scolastico, ma l’esperienza di Franco Lorenzoni meriterebbe di essere a lungo studiata da chi regolarmente si occupa di scuola e di bambini a qualunque livello lo faccia. Devo dire che per altro l’invidia nel vedere la collaborazione anche dei colleghi e dei genitori (tutti pare collaborativi anche negli esperimenti che qui immagino avrebbero scatenato sit-in fuori dalle scuole per il rispetto del programma e dei vestiti puliti in egual misura) mi ha roso un po’ sin dall’inizio ma forse…il segreto sta anche un po’ nel paese in cui Lorenzoni insegna…in un luogo che si chiama Giove probabilmente un altro pianeta è possibile.
Vi riporto qualche passo che mi pare significativo della idea di fondo da cui parte Franco Lorenzoni per il suo metodo, se così si può chiamare, pedagogico, così, tanto per darvi la statura dell’uomo prima ancora che del maestro.

Tra le tante culture che ci sono al mondo, io credo che esista anche la cultura infantile (corsivo dell’autore).Una cultura per sua natura provvisoria, perché riguarda il nostro incontrare e pensare il mondo nei primi anni, ma che in qualche modo sopravvive in parti profonde di noi per tutta la vita.

E’ una cultura preziosa, perché vicina all’origine delle cose e capace di continuo stupore.

I bambini scambiano il dettaglio con il tutto, credono all’incredibile, non soggiaciono al principio di non contraddizione e, soprattutto, si sentono sconfinati (corsivo dell’autore) con le emozioni positive e negative che questo comporta.

Sconfinati e sconfinanti  (corsivo dell’autore), perché bambine e bambini hanno un modo di rapportarsi ai confini molto diverso dal nostro. I confini tra mondo esterno e mondo interno, tra ciò che è vivo e ciò che è non è vivo, tra percepire e immaginare non conoscono frontiere armate e passaporti, come per noi adulti.

I bambini attraversano continuamente questi confini e uniscono e mescolano mondi diversi,, perché si mettono continuamente in gioco e credono (corsivo dell’autore) nei giochi che fanno. I bambini, infatti, sanno credere e non credere a una cosa nello stesso tempo, come avviene per anni con la storia di Babbo Natale.

Questa sospensione dell’incredulità (corsivo dell’autore) è importante, perché è alla base di ogni arte e di ogni possibilità di godere dell’arte. Nella  sospensione dell’incredulità (corsivo dell’autore)inoltre, sta la radice della possibilità di incontrare ed aprirci ad altri mondi ed alla tensione, ancor più importante, a non accontentarci di come va il mondo

Credo che non dovremmo dimenticare mai che  di questa sospensione (corsivo dell’autore) i bambini sono i nostri maestri. Maestri troppe volte inascoltati.

Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande, Sellerio, 2015, pp. 201-202. 

La prima cosa che si impara studiando letteratura è che essa si basa sulla sospensione dell’incredulità, adesso l’ulteriore, direi autorevole, conferma che anche i bambini hanno la stessa dote mi permette di quadrare il cerchio, arte, letteratura, filosofia…bellezza insomma e bambini si tengono inscindibilmente….d’accordo, adesso come facciamo a farlo capire ai “grandi” come far capir loro che la scuola pubblica di questi tempi più di sempre può rappresentare l’esperienza di una forma diversa di stare al mondo dove riprende forma la realtà nella lentezza umana e non digitale?
Scrive ancora Lorenzoni:

Sono infatti convinto che la scuola, se ha l’ambizione di educare alla libertà, non deve imitare ciò che accade nella società, ma operare per contrasto, in modo critico e concreto. Se vuole essere luogo di creazione culturale (corsivo dell’autore) aperto al futuro, non deve appiattirsi sul presente.  […]

Se cresce la fretta di ottenere istantaneamente risposte e risultati, dobbiamo coltivare l’attesa, che è il lievito necessario di ogni ricerca ed una dimensione vhe permette la sorpresa.

 Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande, Sellerio, 2015, p. 226.

E adesso non ditemi che non vi è venuta voglia di trasferirvi tutti a Giove (quella in Umbria dico) e, se proprio non è possibile tornar bambini almeno portare i vostri figli alla scuola di Franco Lorenzoni!!

Temo non sia possibile, però potete senz’altro ficcarvi nella prima libreria disponibile e godervi il libro traendone il più grande piacere possibile!

  

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1 Comment

  1. E ci vado subito in libreria! Dopo una recensione come questa credo che un viaggio sulle pagine di questo libro non me lo faccio mancare;-)
    Grazie per la condivisione <3 <3 <3

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