Nadine Brun-Cosme, Olivier Tallec, Lupo e lupetto volume 3. Un’arancia bellissima, Clichy, 2015.
Va bene, va bene, lo ammetto: ho amato così tanto quel piccolo piacere intenso dato da Lupo e lupetto la fogliolina che non cadeva mai; ho aspettato l’arancia bellissima con tanta ansia che quando ho cominciato a leggerlo ci sono rimasta male!
La stessa tipologia di narrazione, lo stesso impianto narrativo e va bene, la prjma volta è geniale ma la seconda è una copia…possibile? Da autori così bravi, con una così bella cada editrice?
No, in effetti non era possibile!
Dopo la.partenza anaforica e credo volutamente ricalcata sui due libri precedenti la nuova avventura di Lupo e Lupetto che si dipana è decisamente qualcosa d’altro, il passaggio della soglia del desiderio di cui l’albo precedente era stato l’apoteosi. Ma soprattutto l’attraversamento della nostalgia.
 
Questa volta Lupetto vede un’arancia bellissima e la desidera così tanto che Lupo gliela prende e gliela tira ma, Lupetto manca la presa, l’arancia scopare dietro la collina ed entra in un bosco strano in cui Lupetto coraggiosamente si avventura. Un bosco fatto di palazzi e macchine mai descritto come città, se leggessimo questo albo a qualcuno senza fargli vedere le illustrazioni non avrebbe dibbi di trovarsi in un bosco, magari insidioso ma sempre in un bosco. Ma la magia dell’albo illustrato è questa no? Linguaggi diversi, complementari e inestricabili che moltiplicano a vicenda i rispettivi sensi!
 
Com’è come non è Lupetto non torna e Lupo comincia a preoccuparsi, forse non avrebbe dovuto lasciar Lupetto avventurarsi da solo nel bosco nuovo, si immerge anche lui nel traffico a cercar tracce del suo amico inseparabile e bassetto che però non ha lasciato tracce. Solo l’arancia compare per terra in un angolo.
 
Dunque? Lupetto non ha trovato l’arancia? E allora che fine ha fatto? Cosa può essergli accaduto in un bosco tanto caotico? Possibile che se ne sia andato senza di lui? Forse gli è successo qualcosa di brutto? Lupo sente crescere dentro la pura angoscia per la sola idea di aver perso il suo amico che ama più di se stesso; poi si fa strada la nostalgia quasi già rassegnata alla perdita nel momento più triste della vita di Lupo. 
 
Lupo sale su un tram e si lascia portare, i pensieri rimuginano quando al capolinea Lupo deve scendere e si trova davanti una bellissima collina proprio identica a quella da cui tutta la storia è partita, la loro collina, quella di Lupo e Lupetto insieme, la più bella che ci sia. Lupo è tornato indietro? No, è andato semplicemente oltre e oltre la collina che sembra proprio identica alla loro ma non lo è c’è una cosa blu talmente bella da incantare: il mare.
 
Che  bello se Lupetto potesse vederlo! 
 
Ma aspetta! Chi sta vicino all’ombrellone sulla spiaggia? Sbaglio o sembra lupetto? 
E già, è proprio lui che felice di vedere Lupo come se lo avesse sempre aspettato fa dimenticare all’amico l’angoscia e fa svanire la rabbia.
 
Tutto ora è semplicemente così bello che basta così, qualunque cosa sia accaduta è passata, ora sono solo, di nuovo, Lupo e Lupetto insieme!