L’autunno è cominciato e l’anno scolastico con lui, a segnarne l’inizio e la fine (dell’anno scolastico intendo, non dell’autunno) eventi ed iniziative evenemenziali dedicate alla lettura da Libriamoci che capiterà tra capo e collo, come l’anno scorso,  nelle scuole dal 26 al 31 ottobre, al Maggio dei libri. Giorni e settimane in cui a scuola non solo è lecito ma è caldamente consigliato leggere…vista così sembra una cosa positiva, e sicuramente in qualche contesto e in qualche forma lo è tuttavia vorrei provare a proporre qualche riflessione critica sulla concezione che solitamente abbiamo della promozione della lettura partendo da un semplicissimo assunto: se leggere è un evento siamo fritti in partenza!

uno dei tanti bellissimi poster di Fatatrac di promozione della lettura!

Intendo dire che l’educazione alla lettura, l’occasione della promozione di libri e narrazioni di qualità non può essere immaginata come qualcosa che si propone come epifanica, estemporanea, momentanea; deve essere qualcosa che fa da sfondo perenne ed imprescindibile a qualsiasi momento della nostra vita da quando si nasce a quando si muore. Nelle sue forme, ovvio, nei modi e contenuti consoni all’età, all’ambientazione, alla finalità se ce n’è una oltre la gratuità, ma sempre e comunque l’approccio al libro deve essere qualcosa di “normale” ovvero incluso nelle quotidiane attività insieme al mangiare, bere, fare pipi e altro. Certo si potrebbe dire che un evento che dia più visibilità ai libri male non fa, vero è, ma il rischio che si esaurisca in se stesso, che un insegnate o qualcuno che vi aderisce consideri pagato il proprio tributo alla promozione del libro in questo modo è troppo alto. Il gioco probabilmente non vale la candela, capita spesso come accade per il giorno della memoria, un rituale vuoto di senso e soprattutto lontano da bambini e ragazzi a cui si dovrebbe arrivare e consistente nel film o testimonianza di turno da vedere ed ascoltare necessariamente nel periodo di tempo compreso tra 1 e 30 gennaio.
Ma che roba è questa? Se siamo nati per leggere come siamo nati per giocare allora si legge sempre, si gioca sempre, si mangia sempre. Bisogni primari e secondari vanno rispettati ogni giorno, mica a singhiozzo come vuole il ministero che, suppongo, non sappia più che pesci pigliare per promuovere un po’ di cultura in questo Paese. Allora di tanto in tanto pensa, il ministero, di rilanciare, di creare nuovi eventi e nuovi portali per semplificare l’informazione e la promozione degli aventi…ma per semplificare si moltiplicano i portali…c’è il Cepell (centro per il libro e la lettura) c’è il progetto in vitro che da esso deriva ma ha vita propria, poi c’è il libriamoci a scuola (idem), poi c’è il maggio dei libri (idem) e poi ci sono tutte quelle altre iniziative volte al promuovere la lettura in un pubblico adulto in cui qui non entro. Vi garantisco che anche per chi cerca di essere dentro questo tipo di informazioni è davvero difficile districarsi! E allora sì, ecco che l’evento viene a sciogliere la matassa del come promuovere la lettura! Dal giorno tot all’altro tot diamo un input positivo! Via tutti a leggere nelle scuole, professionisti, operatori del settore e volontari! Cosa? Mah, speriamo qualcosa di qualità!
Già la qualità…fa rima con evento? No, almeno non necessariamente.
Per molto tempo, anche quando avevo la libreria, ho pensato che l’approccio con l’oggetto libro fosse fondamentale anche a scapito del tipo di libro…un libro purché sia, pensavo, poi si raddrizzerà il tiro. Oggi credo di aver un po’ rivisto questa posizione: tra libro “brutto” e niente preferisco la maggior parte delle volte niente. Perché l’imprinting con la lettura è fondamentale, deve travolgere e lasciarti quel sapore che ritroverai per tutta la vita leggendo, se un imprinting non funziona modificare e migliorare l’esperienza è moolto ma moolto più difficile che magari partire più tardi ma con il piede giusto. Voi che ne pensate?
E’ per questo che tra tutti i progetti sulla lettura che esistono l’unico che mi piace davvero e nella cui filosofia mi ritrovo appieno è Nati per leggere perché il punto è proprio questo: cominciare dall’inizio, ovvero dalla nascita, accompagnare la nascita del lettore sostenendo un buon approccio ai libri è l’unica possibilità per promuovere davvero la lettura sin da subito e continuativamente. Anche Nati per leggere, per carità, ha le sue pecche in cui non voglio entrare qui, ma il principio di fondo è quello che mi muove davvero.
Bizzarro pensare che si possa diventare lettori tutto d’un punto a 25, 30, 50 anni perché si è incrociato un evento dove girano libri… basta pensare al sud Italia in cui nascono fiere del libro e giornate a tema come funghi ma la media di lettori resta bassissima e non registra alcun mutamento a seguito di tali eventi.
Resta la questione di come promuovere la lettura, i professionisti in questo settore sono tanti e credo che un buon lavoro che fanno sia quello di andare non dai bambini ma dagli adulti che con i bambini hanno a che fare per formali in modo da dare continuità ad un lavoro. Arrivare ad un’insegnate o ad un genitore vuole dire arrivare a molti più bambini e per un periodo di tempo molto lungo. Cosa promuovere è presto detto: GRATUITA’, BELLEZZA, QUALITA’.
Tutto il resto verrà da lì.

Prossimamente qualche riflessione sulle modalità di lettura a cui avevo già accennato qui.