“Il vestito dei miei sogni”

Una nonna che cuce l’abbiamo avuta tutti, persino i nostri postmodernissimi figli con postmodernissimi nonni hanno comunque una nonna che si diverte con la macchina da cucire. E cosa cuciono le nonne alle nipotine?

Tutù
abiti da principessa
sirenette
fatine
Pare che il postmoderno nella moda del cucino delle nonne non sia ancora arrivato!
Però non tutte le bambine amano essere principesse o piroettanti danzatrici…che si fa? Mortificare la nonna? Costringere la nipote? Come far incontrare due mondi?
L’albo illustrato (e l’amore) può: spilli e colori disordinati possono trovare nuova forma basta…saper guardare oltre e Giada e la sua nonna ce la fanno!
Il vestito dei miei sogni è davvero un bell’albo, mi è piaciuto moltissimo, scritto e illustrato magistralmente rispettivamente da Anna Vivarelli e Desideria Guicciardini è l’ennesima prova del grande lavoro sulla qualità che sta facendo la piccola casa editrice del Leone Verde.
L’albo è più alto che largo, diviso in qualche modo a metà in senso verticale, ogni doppia pagina, ogni tavola, corrisponde alternativamente al mondo della nonna, tutto cucito e appuntato di scampoli di tessuto che amorevolmente prepara per la nipotina; ed al mondo di Giada, tutto colori e linee tonde dove regna il caos vitale dell’infanzia.
Dei vestiti e tutù che la nonna amorevolmente le confeziona a Giada interessa la carta velina che li avvolge che facilmente diventa un veliero o un grembiule da veterinaria; i ritagli avanzati per curare gli animali di peluche. La nonna sempre più delusa, ci dice il racconto, asseconda senza comprendere la bambina che però, ci dicono le immagini, si porta dietro la nonna in ogni viaggio immaginifico della sua fantasia!
Potrebbe andar vanti così all’infinito se la nonna a un certo punto non avesse il buon senso dettato dall’amore di arrendersi e di accogliere le richieste di Giada. Il mondo della nonna resta trapunto di linee dritte, ma si anima di palme cucite con la stessa stoffa con cui ha confezionato per Giada un magnifico completo da esploratrice con tanto di cappello, binocolo, bussola e borraccia per i lunghi lunghissimi viaggi della sua giovane fantasia.

Munita di ogni necessario per attraversare il mondo più vasto che ci sia, Giada, giunta al Polo Nord per mostrare agli amici il suo coccodrillo addomesticato ci ammonisce (tutti, tutti noi adulti) 
– SEGUITEMI! LE STORIE NON SONO FINITE!
Il libro sì. 
Di questo albo mi piace…come si intrecciano visivamente i mondi della giovane e della anziana donna con l’inconfondibile tratto di Desideria Guicciardini; e come, soprattutto, per una volta tanto, non è la bambina a comprendere e avvicinarsi al mondo, quasi sempre legato al ricordo e al passato, della nonna (o del nonno che sia) bensì è la nonna a seguire la nipote. Forse non approva, probabilmente avrebbe preferito continuare a cucire vestiti da principessa, forse non riesce e non può capire in fondo l’anima bambina che le appare troppo lontana, però (e qui sta il bello) per PURO AMORE impara a dar forma ai desideri di Giada e sorridendo la accompagna e si lascia trasportare in un mondo incantato che sicuramente anche lei ha attraversato….chissà quanto tempo fa!
Oggi dal treno ho visto una pubblicità di non so cosa il cui slogan era “Ripartiamo dai pensionati!” Ma dico, ma ci stiamo scemunendo completamente (con tutto tuttissimo il rispetto per i pensionati)?
RIPARTIAMO DAI BAMBINI!

E bisogna dire che Leone Verde Piccoli, con le scelte editoriali che sta facendo mi pare che vada proprio per questa strada!

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