Ieri sera ho finito di leggere un libro….ma un libro….che me lo porterò dentro per tutta la vita!

L’autore è Guus Kuijer, e già ho detto molto, ed il titolo è La bibbia per non credenti. Genesi, edito in Italia in autunno 2016 da La nuova frontiera che immensamente ringrazio per questo dono.

Si tratta del primo volume di un progetto letterario ed editoriale che comprende tutti e 5 i libri della Torah, o del Pentateuco se preferite, al momento in Italia abbiamo la Genesi che racconta appunto il primo libro della Bibbia, là dove e là da dove tutto ha avuto inizio..se si è credenti.

L’operazione che fa Guus Kuijer è a dir poco incredibile, oltre ad essere a livello culturale molto interessante: riprende la narrazione biblica passo passo e con una fedeltà impressionante che denota una profondissima conoscenza del testo, ma raccontandola in una lingua contemporanea ed ironica, al limite dell’irriverenza, ogni episodio nascosto tra le pieghe del testo sacro. Come l’autore dichiara nella postfazione al libro:

“Con La bibbia per non credenti seguo la tradizione dell’insegnante narratore, con la differenza che che lui era con ogni probabilità un credente e io no. Diversamente da lui, sono andato alla ricerca delle tracce di dubbi, contraddizioni, insubordinazioni e perfino scetticismo, che secondo me si possono riscontrare nella Bibbia”(dalla postfazione dell’autore).

Un’operazione dunque che nel prendere la parte della ragione laica che ride e soprattutto sorride delle incredibili cose che l’uomo ha accettato per amore di Dio non si distacca ma si inserisce in una tradizione profonda di riconoscimento e conoscenza del testo biblico. Certo lo leggerete come non lo avete mai letto, ritroverete nella saggezza ilare delle donne lo scherno per degli uomini che sembrano avere delle traveggole, seguono una voce interiore che pare a tratti folle e che invece di coscienza chiamano Dio. Se in principio c’è la parola qualcuno quella parola deve averla pensata ed è così che Guus Kuijer dà all’uomo – maschio in particolare – la responsabilità e il merito di aver creato niente di meno che Dio. Non il contrario.

“Tutto cominciò con una parola. Era una parola che mi venne in mente per caso e che non indicava niente. Quella parola era:

DIO

In effetti era una parola senza sostanza, ma mi piacque. Emanava forza ma non significava niente e non serviva a nulla. Allora pensai: così è cominciato tutto. Quando non c’era ancora niente, c’era una parola molto potente”

Così inizia la Genesi per non credenti e il tenore e registro della scrittura prosegue così sostenuto fino alla fine consentendo al libro di venire letteralmente divorato dal lettore. 7 racconti si susseguono – di Adamo, Cam, Selach, Sarai, Isacco, Ben-Oni e Iochebed – e si fermano prima della nascita di Mosè. In questi racconti, narrati da un punto di vista specifico ritroverete tutta la “vera” Genesi dalla cacciata dal paradiso terreste all’arca di Noè alla torre di Babele, alla lotta corpo a Corpo di Giuseppe con Dio alla ecc. ecc.

Il racconto terribile e magnifico dell’inizio dei tempi si fa libro alla portata dei non credenti, in quel “per” del titolo c’è tutto: ad uso di, dedicati ai…vedetelo come volete ma questa è un opera di cui un non credente davvero può godere pur nell’assoluto rispetto della fede altrui (beato che ce l’ha). Non si fa fatica a riconoscere, nel bambini che ascolta rapito i racconti della tradizione biblica (non so se ebraica o cristiana protestante) e che fino a notte fonda legge e rilegge il testo sacro alla ricerca della fede, quel bambino in cerca di felicità de Il libro di tutte le cose. In quel bambino che a dispetto del terribile vissuto familiare schiacciato da una fede opprimente cerca e ricerca come un dover essere la felicità c’è già la voce di Iochebed che chiude Genesi, la madre di Mosè che confessa di aver dato lei la voce a tutti i narratori della Bibbia per non credenti e in chiusa estrema ammonisce:

“Io sono Iochebed, il cui figlio maggiore crebbe da principe egiziano, senza però mai scordare di essere un ebreo.

Io sono Iochebed, ma attenti: le storie vengono spesso narrate dopo il calare delle tenebre. Qualcuno potrebbe usare il mio nome per conferire alla sua storia più autorità del dovuto. Decidete sempre con la vostra testa a cosa credere e a cosa no”

Capito? La soluzione è sempre e solo una, perfettamente in linea con la tradizione ebraica per altro, conoscere.

Leggere per conoscere e poi decidere con la propria testa a cosa credere e a cosa no.

Lavoro in un contesto ebraico e nel divertirmi a leggere questa Bibbia per non credenti una volta tanto scritta per me e non sentita lontana come “di altri” mi sono spessissimo trovata a chiedermi cosa ne direbbero i miei amici di fede, il rabbino, forse a tratti lo troverebbero quasi blasfemo. Ma poi ho capito che la questione è un’altra: nessun credente può sentirsi toccato negativamente da questo racconto poiché è letteratura, e basta. Guus Kuijer viene catturato dalla forza narrativa del testo sacro e lo trasforma in puro racconto dandogli forma letteraria ed in quanto tale potendogli attribuire connotati del tutto personali. La bibbia per non credenti ha il titolo in comune con testo più famoso del mondo ma per il resto è, resta e deve restare un bellissimo libro per ragazze, ragazzi, donne e uomini e non solo non credenti.

Dai, vi invito a venire con me nel deserto attraversato da Israele, solleviamo un po’ di sabbia, ditemi cosa ne pensate!

Io intanto spero di vedere al più presto pubblicati in Italia gli altri 4 volumi di questo progetto editoriale interessantissimo.