Comunicazione narrativa, narratologia, teoria della letteratura…non è sempre semplicissimo districarsi nell’aspetto teorico della finzione narrativa, che ne dite di qualche super semplificato elemento teorico?

Un testo narrativo, di qualsivoglia genere, include, al suo interno, alcune figure che vale la pena conoscere, a loro, è dedicato questo brevissimo post di strumenti critici: alla’autore implicito e al lettore implicito.

Chi sono costoro?

Un testo comprende questi riferimenti:

Autore reale   [ Autore implicito  /  Lettore implicito ]  lettore reale

I due fuori parentesi sono creature reali ovvero lo scrittore con i suoi dati biografici ed anagrafici reali, il suo caratteraccio, i suoi tic ecc. ecc; e il lettore reale con la sua età, i suoi gusti personali, la sua quotidianità ecc. ecc.

L’autore implicito e il lettore implicito, invece, sono funzioni del testo ovvero fanno parte della finzione narrativa che l’autore reale maneggia a proprio piacimento. Cosa vuol dire questo? Per esempio, che l’idea che ci facciamo di un autore leggendo la sua opera non è assolutamente detto che coincida con con l’autore reale. Faccio un esempio pratico che mi riguarda: scoprire che Konrad Lorenz, autore dell’Anello di re Salomone,  lo studioso dell’imprinting dei pulcini, era un sostenitore e teorico del’ideologia nazista mi ha scioccato, così come sapere che l’uomo Rousseau, che ha scritto l’Emilio aprendo nuove frontiere alla pedagogia e alla cura dell’infanzia,  ha abbandonato molti dei suoi figli…

Quindi l’autore implicito è l’idea che il lettore reale si è fatto dell’autore reale attraverso la sua scrittura.

Il lettore implicito, dal canto suo, è l’idea che l’autore reale si è fatto del proprio lettore reale.

A cosa serve sapere tutto ciò? A comprendere quando e perché un libro è scritto in maniera competente o meno. Come? È molto semplice, a dirsi, a farsi ci vuole un po’ di allenamento ma di fa!

Un libro è scritto in maniera competente, funziona nella propria essenza narrativa quando e se lettore implicito e reale coincidono.

Quando un libro non ci parla, solitamente attribuiamo la “colpa” alla tematica o ad altre componenti contenutistiche del testo ed invece si tratta quasi sempre di elementi tecnici e strutturali del testo.

Come dice sempre Luigi Dal Cin nei suoi bellissimo corsi, lo scrittore è come un di direttore d’orchestra e come tale deve saper maneggiare bene la bacchetta per ottenere gli effetti che si prefigge. Quindi per raggiungere un lettore reale di 8 anni dovrà immaginare un lettore implicito di un certo tipo, diverso da se volesse raggiungere un lettore reale di 15 o di 40 anni.

Si ha un classico, o comunque un’opera trasversale e quasi direi “universale” (si fa per dire) quando molti diversi lettori reali si riescono a riconoscere nel lettore implicito che l’autore reale ha immaginato.

Quando lettore implicito e lettore reale coincidono, si ritrovano l’uno nell’altro, allora vuole dire (semplifico al massimo, se mi legge un critico vero mi viene a prendere a casa ma a me in questa sede preme farmi capire) che l’autore reale è riuscito ad instaurare con il lettore reale, in virtù di come appaiono autore implicito e lettore implicito, il patto di sospensione temporanea dell’incredulità che sta alla base della finzione narrativa.

E’ il poeta inglese Coleridge che per primo introduce il termine di sospensione dell’incredulità e la teoria della letteratura l’ha fatto proprio per definire il processo per cui l’essere umano, nel momento in cui diventa lettore, è disposto a credere alla finzione più incredibile accettando per intero senza incredulità o scetticismo ciò che l’autore gli propone. In pratica il lettore arriva a fidarsi completamente dello scrittore tanto da affidarsi a lui per il trasporto in mondi altri dell’immaginario.

Va da sé, mi pare, anche con questi minimi elementi che ho provato di sintetizzare, che questo affidarsi ciecamente del lettore reale all’autore reale può darsi solo e soltanto se le funzioni di autore implicito e lettore implicito sono perfettamente costruite e condotte dalla mano creatrice.

Fine della prima puntata di pillole di comunicazione narrativa.

Fonderò un movimento per l’uso pratico della teoria della letteratura per fornire strumenti semplici e non specialistici per dare a ciascuno la capacità di comprendere a fondo il funzionamento di un testo…va bene. Non lo farò. Però porterete pazienza se seguiranno altre pillole teoriche vero??

Teste fiorite di tutto il mondo che il lettore reale che è in voi si rispecchi nel maggior numero di lettori impliciti possibile!

Buon weekend!