Lo sapete, siamo teste resistenti, oltre che fiorite, anzi, fiorite proprio perché resistenti.

Siamo sempre dalla parte dei bambini e della cultura di libertà che dalla Resistenza antifascista nasce, per questo siamo fermamente convinte che bambine e bambini, ragazze e ragazzi di oggi debbano conoscere la Storia del nostro passato prossimo e sentirsi anche loro partigiani di un’epoca futura.

E’ per questo – per la nostra idea fondamentale su cui non cediamo di un millimetro che unisce estetica ed etica affinchè offrire il bello sia vero servizio sociale come sosteneva Munari dalla parte dei bambini cittadini in senso pieno – che una delle collaborazioni a cui Teste fiorite tiene di più è quella con l’ Anpi, l’associazione nazionale partigiani.

Questo 25 aprile, 74 della liberazione, sulla rivista “Resistenza e futuro” dell’Anpi veneziana troverete anche la mia lettura di ’45 albo illustrato di Maurizio Quarello edito da poche settimane da Orecchio Acerbo, un albo, un silent book, importante per raccontare più che ricordare la Resistenza. Per chi sarà in manifestazione a Venezia il giornale sarà distribuito come sempre dai volontari dell’Anpi, per tutti voi lettori dalle parti più diverse ecco qui, andate a pagina 4 e…buona lettura!

“1945, anzi, ’45, si tratta di una di quelle date a cui due cifre bastano ad esser ricordate.

Chissà se per ai ragazzi del 2017 due cifre sono sufficienti ad evocare l’inverno più buio, la primavera più bella.

Per superare le distanze di natura anagrafica e far diventare la Storia, qualunque cifra abbia, parte di una storia personale da conoscere e ripercorrere, la mediazione narrativa è fondamentale.

’45 di Maurizio Quarello, appena edito da Orecchio Acerbo, prova a raccontare gli ultimi mesi di guerra scartando la parola a favore dell’immagine e costruendo un racconto straordinario che è al tempo stesso silent book, ovvero albo illustrato senza parole (ad eccezione dei titoli dei 4 capitoli) e graphic novel.

’45 non racconta ma mette letteralmente in scena la quotidianità di una donna – siamo tra il gennaio e l’aprile 1945 (ce lo dice il titolo), nella campagna piemontese (ce lo dicono le immagini finali) – con un marito e un figlio combattenti nella guerra partigiana. Alla paura per la sopravvivenza dei propri cari si somma quella per i rischi di chi resta sola a casa a fronteggiare, per esempio, la visita di due nazisti in cerca di cibo. Il dialogo a gesti tra la donna e i soldati per mimare la gallina e le uova ci dà la misura della potenza narrativa delle immagini pari alla potenza comunicativa che ha il linguaggio corporeo di chi non si capisce, e non solo per motivi linguistici. Nell’offrire, senza possibilità di scelta, s’intende, il cibo ai due soldati la donna ridona loro un po’ di vita, ma sopratutto un po’ di umanità.

La storia, fortunatamente, sappiamo come va a finire, la primavera arriva e con essa la Liberazione che fa ritrovare viva e unita la famiglia e che vede repubblichini e nazisti sconfitti e catturati.

Una sola nota vela la completa felicità del momento dell’abbraccio che attendiamo sin dalla copertina: lo sguardo fugace ed eloquente tra la donna ed uno dei nazisti catturati, proprio uno di quelli a cui, volente o nolente, in quello che nessuno sapeva sarebbe stato l’ultimo inverno di guerra, aveva donato cibo, vita, e che ora ritrova in qualità di nemico.

’45 è un albo in grado di raccontare la Liberazione ai ragazzi e non solo, e ci riesce anche grazie ad una fortissima componente emotiva che si respira tra le pagine che inscenano la storia vera del nonno Maurizio dell’omonimo autore. Nel racconto si respira un’urgenza che aiuta l’identificazione del giovane lettore che con sicurezza lo porta, sin dai risguardi, ad attraversare la guerra fino all’ultima primavera, alla conclusione positiva (almeno per questa famiglia).

Dopo il buio c’è la luce, questa è la Liberazione, dopo l’orrore la bellezza, questa è il contributo della letteratura ad essa.  

Un libro illustrato per testimoniare i pochi mesi che hanno cambiato il corso della Storia anche per chi è venuto molto ma molto dopo. Per i nati negli anni 2000, perchè ciascuno possa ritrovarsi in un altro luogo, in un altro tempo e, sempre, il 25 aprile, per festeggiare insieme la Liberazione.”

Il testo è uscito su “Resistenza e futuro”, la rivista dell’Anpi Venezia e distribuita alla manifestazione di oggi. Per sfogliarlo on line basta cliccare qui