La settimana scorsa vi ho raccontato di Una foglia, l’albo di Sivia Vecchini e Daniela Iride Murgia, primo dei due bellissimi bottini con cui me ne sono tornata dalla Fiera di Bologna.

Oggi vi racconto il secondo sperando possa accompagnarvi con grande bellezza in questi giorni di vacanza.

La volpe e l’aviatore scritto da Luca Tortolini e illustrato da Anna Forlati per Edition Notari e portato in Italia da Kite edizioni.

Dai, lo so, lo state pensando, qui c’entra il piccolo principe…ebbene sì, c’entra ma in una maniera speciale: del Piccolo principe, famigerato libro di Antoine Saint’Exuperi impropriamente attribuito ad un pubblico bambino, La volpe e l’aviatore recuperano due personaggi  liminari, estremi, ovvero Antoine l’aviatore e la volpe. Dopodiché la narrazione di Luca Tortolini procede liscia e piacevolissima, verso tutti altri lidi, assume il punto di vista della volpe che narra in prima persona l’incontro con l’essere umano, la fatica di fidarsi e poi…l’impossibilità di accettare la perdita.

 

A dire la verità il racconto sembra quasi una palinodia, un ribaltamento, della narrazione del Piccolo principe da cui inevitabilmente prende spunto. Non solo la protagonista indiscussa è la volpe ma la sua fiducia, guadagnata da Antoine con nemmeno troppo sforzo, è tale ed assoluta che la mette in scacco per sempre. L’umano del suo cuore, quello che le sa riconoscere il valore dei desideri della volpe alla pari a quelli umani, un giorno non torna dal volo di ricognizione. Anzi, non torna dal giorno di ricognizione proprio IL giorno in cui le sorti si sarebbero ribaltate, l’umano avrebbe riportato la volpe nella foresta per imparare a sua volta ciò che sanno le volpi esattamente come la volpe ha imparato ciò che sanno gli umani.

Antoine non torna e la volpe….aspetta, immagina, sogna e cambia desiderio: non vuole più mangiare una gallina ma presentare il suo umano alle altre volpi del bosco.

Il finale è aperto e chiuso allo stesso tempo, certo possiamo desiderare con la volpe che Antoine tornerà, ma sappiamo che non lo farà, possiamo solo goderci la sospensione della narrazione che ci lascia fantasticare finali meno cupi, alternative che portino la volpe comunque a casa nel bosco. Ma ormai la storia è finita e il bambino lettore ne proverà quel giusto fastidio per la punta di dolore e di sospensione che la narrazione gli lascerà, ma non poteva finire bene questa storia?

No, a volte le storie non finiscono bene e il bravo narratore (e con questo includo anche il narratore) deve saperle raccontare lo stesso, con più cura, amore e delicatezza di tutte le altre, probabilmente, ma senza rinunciare.

Altro che Piccolo principe, questo è un albo davvero per bambini e davvero curato in ogni minimo dettaglio, confezionato ad arte per raccontarci di un’amicizia speciale e di come a volte la vita ci sorprenda nel punto debole della fiducia e dell’amore.

Le illustrazioni di Anna Forlati sono semplicemente perfette per raccontarci tutto questo, procedono a fianco alle parole raccontandoci di volta in volta il punto di vista della volpe e di Antoine alternando tavole di contenuto più realistico a quelle più metaforiche, penso alla tavola finale con tutte le volpi ad esempio, lo stile di Anna Forlati in questo albo, ma mi pare possa essere un suo tratto distintivo in generale, la porta a creare tavole densissime in cui però più che i dettagli la fanno da padrone i protagonisti ed il paesaggio. La narrazione di Tortolini non sarebbe credo altrettanto efficace senza lo sguardo incredibile di questa volpe a cui le pupille si dilatano insieme allo sgomento. E d’altra parte gli albi sono e devono essere questo: linguaggi interdipendenti, testo e immagine perfettamente costruiti insieme e coordinati in una forma grafica adeguata che in questo caso ha dato la bella edizione di Notari, poi di Kite.

Insomma, altro che pseudo piccoli principi, qui siamo dalla parte della volpe e della fiducia nelle relazioni anche quando possiamo perderle!