Mi capita spesso di domandarmi quanto deve studiare un autore (bravo) per scrivere quello che scrive, ma soprattutto mi capita spesso di domandarmi quanto si diverte nel farlo!

Ci sono libri che richiedono un profondo lavoro di documentazione che, se da un lato sicuramente impegna lo scrittore, dall’altro credo nutra l’immaginazione e l’immaginario dello scrittore. Insomma, ci sono libri dai quali imparo per osmosi talmente tante cose e ne sono talmente felice che mi piace pensare che anche l’autore lo sia stato, nello studiare e nello scrivere. Sovrappogo autore reale ed implicito? Certo! Da brava lettrice mi lascio catturare delle funzioni del testo. Tuttavia nel caso del libro a cui sto pensando, avendo poco poco subodorato la passione e il lavoro dello scrivere di Chiara Carminati, mi piace pensare che la sovrapposizione non sia poi così arbitraria…

Da pochissimo è uscito La signora deli Abissi. Sylvia Earle si racconta per la collana “Donne nella scienza” di Editoriale Scienza è scritto da Chiara Carminati, appunto per la cui scrittura ho un dichiarato debole,  e illustrato da Mariachiara di Giorgio.

Come tutti gli altri titoli della collana il racconto propone una narrazione biografica in prima persona, come se si trattasse di un’autobiografia; questa volta è Sylvia Earle che si racconta attraverso la penna della Carminati.

Posto che ignoravo l’esistenza di questa scienziata, e che ho imparato un mare di cose bellissime sull’oceano, grazie a questa lettura, quello su cui mi preme ragionare qui è la tipologia narrativa scelta ed il senso che essa ha in una narrazione per ragazzi.

La scrittura della Carminati innanzitutto è molto diversa da altre sue opere, risulta necessariamente e coerentemente più “costretta” dal compito di raccontare in maniera precisa e corretta non solo la vita della Earle ma anche le sue scoperte più importanti. “Donne nella scienza” è una collana che si colloca in maniera molto interessante tra narratività, biografismo e divulgazione là dove i confini tra queste tre componenti risultano essere sfuocati, non definiti.

Del modo di scrivere di Chiara Carminati due componenti ritrovo intatte nell’essersi piegate al compito: la precisione ricercata del linguaggio, la cura al dettaglio e l’immersione, è il caso di dirlo, nel significato di un’esistenza femminile.

Già al centro di Fuori fuocosin qui a mio parere il capolavoro in prosa della Carminati, c’erano le figure femminili messe fuori fuoco dalla lente della grande Storia, immagino che anche per questa attenzione personale verso personaggi femminili la scrittrice si possa esser sentita a proprio agio nell’indossare i panni di una donna scienziata, la prima e la più grande nel capo della ricerca marina, che a 5 mesi di gravidanza del terzo figlio si immerge a 90m. di profondità in cerca di alghe sa osservare. Non mi pare per altro casuale che proprio l’illustrazione relativa a questa immersione col pancione sia stata scelta come copertina del libro.

Chiara ha vestito i panni di Sylvia Earle per farci entrare appieno noi, nei suoi panni, per farci sentire a nostra volta esploratrici in immersione.

Che senso ha proporre una scrittura ed una storia di questo tipo a dei lettori e a delle lettrici in età preadolescenziale?

Come ben analizza uno studio pubblicato su numero 113 di “Liber” (marzo 2017) le biografie di grandi personaggi scritte per un pubblico giovane hanno il senso di fornire esempi di vita utili a ribadire attraverso la narrazione che ogni scelta è possibile, che anche i grandi scienziati, i protagonisti della Storia ecc. hanno vissuto battute d’arresto, situazioni drammatiche e risalite, e, soprattutto, hanno attraversato l’adolescenza, il passaggio all’età adulta.

A un lettore in crescita bisogna dare distillati di virtù, poesia, realtà, pensiero, tragedia e leggerezza.

Mi pare che in questo, Chiara Carminati, accompagnata dalle illustrazioni discrete ma significative di Mariachiara di Giorgio, sia riuscita in pieno.

Segue la narrazione una interessante intervista alla scienziata che questa volta parla davvero in prima persona al suo lettore come sin qui ha fatto l’autore.

Concludo domandandomi cosa penserà l’autrice quando quest’estate si immergerà in mare…ed io, così come ogni lettrice e lettore si imbatterà in questa storia.