Non so se vi ho mai raccontato da dove deriva il nome “teste fiorite” di questo mio virtuale prato.

Certo, si tratta della filastrocca di Gianni Rodari e tuttavia l’origine non sta direttamente in questa filastrocca bensì nel mio ricordo d’infanzia della canzone di Teste fiorite che Mario Piatti ha musicato negli anni ’80. E’ quella canzone con quelle parole ad aver navigato nei decenni per arrivare sin qui.

Tutto questo per dire, assai goffamente a dire il vero, che ciò che passa attraverso una melodia, un ritmo, una pulsazione, resta a lungo, attiva processi neuronali che sono molto più semplici di quelli attivati dalla lettura (che sono i più complessi in assoluto) e si imprimono nella memoria più facilmente.

Per questo, anche, pur senza averene alcuna competenza, è da qualche tempo che il tema della musica di qualità per bambini mi sta a cuore.

E’ solo questione di testi o anche il modo di comporre la musica, i suoni, gli strumenti, le voci ecc. fanno la differenza?

La mia esperienza personale, per quel che vale, è che pochissime canzoni per bambini mi colpiscono, e colpiscono i bambini, tra queste ultimamente mi capita spesso di ascoltare quelle di Lorenzo Tozzi, vi ho già raccontato le Cantafilastrocche con i testi di Bruno Tognolini e le Canzoni dei mestieri scritti da Tozzi insieme a Maria Elena Rosati, oggi vi invito ad ascoltare le Canzoni degli animali scritte da Maria Elena Rosati e Lorenzo Tozzi, musicate da Lorenzo e illustrate da Gabriele Clima per Curci che, tolte le cantafilastrocche, sono le mie (le nostre familiari) preferite.

Il ghepardo corre come il vento 

è la mia preferita, ma le altre non sono da meno, di quelle disponibili on line ascoltatevi anche L’elefante, tanto per rendere omaggio a due animali a cui mi pare la musica non abbia dedicato particolare attenzione (Saint-Saëns a parte 🙂

Di queste canzoni mi piace, ancora di più che di quelle dei mestieri, la puntualità del testo, la musica che mima e si mimetizza con l’animale, la cura di ogni parte della canzone che, come dice Lorenzo Tozzi, deve essere semplice ma mai banale. Le canzoni degli animali sono deliziose e non hanno mai ma proprio mai una componente che lascia una piccola scia puzzosa di didatticismo (cosa che a tratti poteva capitare nelle canzoni dei mestieri).

Ecco, è tutto qui: semplicità non è banalità, la lingua e la musica credo anche, per i bambini, – a seconda dell’età naturalmente ma qui siamo in una fascia relativamente bassa, diciamo fino ai 7 anni più o meno (anche se lo sappiamo tutti che questi tipi di indicazioni lasciano il tempo che trovano…ma un giorno ci scriverò un post a riguardo) – non devono ammiccare a bambini e genitori ma devono parlare ai bambini raccontando qualsiasi cosa con un unico e solo presupposto: la sincerità del patto che l’autore chiede al lettore, ascoltatore, di accettare per entrare insieme nel mondo creato per lui.

Mi piace moltissimo l’idea di Lorenzo, che ha gentilmente condiviso con me alcuni pensieri a riguardo, che ogni musica richiama sempre delle parole precise così come, d’altra parte, le parole hanno in loro  un carico i musica precisa, quando musica e parole si trovano la musica sorride, i bambini anche.

Una canzone per bambini dovrebbe essere per tutti! accogliente e delicata dovrebbe  sapere di vita di tutti i giorni ma anche di vita immaginaria o di storie surreali ! essere semplice ma non banale!

Che bella questa idea che tutti abbiano bisogno di essere accolti con delicatezza. E questo non vuol dire, si badi bene, che bisogna solo narrare o cantare cose melense o divertenti o allegre, anzi! Vuol dire invece che si può, la letteratura lo può, la musica lo può, raccontare ai bambini ogni cosa ma con la delicatezza e l’accoglienza necessari. E’ questione di rispetto, insomma, prima ancora che di professionalità. O forse no. O forse la professionalità dovrebbe avere come qualità intrinseca di fondo una componente di rispetto profondo per l’altro chiunque esso sia?

Mah, siamo sempre alla vecchia questione su cui mi interrogo da sempre: etica ed estetica come si accocchiano?

Ma mi interrogo per finta, io so che dentro me il nodo l’ho sciolto.

Etica ed estetica sono la medesima cosa, o almeno si richiamano, l’un l’altra, e se pensate che sono andata troppo in là con le mie elucubrazioni avendo preso le mosse dalle canzoni per bambini sugli animali…forse avete ragione…ma forse no!