DIARIO DEI DIALOKIDS – II PUNTATA

Diario della seconda giornata di girovagamento per i Dialokids2017 di Trani.

Per fortuna siamo in due così siamo riuscite a staccarci e seguire un po’ tutti gli incontri per i bambini e ragazzi!

Il luogo dove ha sede la maggior parte degli incontri è il Polo Museale che si affaccia sul sagrato della magnifica Cattedrale di Trani dando alla bellezza tematizzata in questi giorni un senso oggettivo e paesaggistico straordinario.

All’interno del Polo gestito dalla Fondazione Seca c’è il museo della macchina da scrivere e nel magnifico atrio d’ingresso è ospitata la mostra di illustrazioni organizzata da “La Puglia racconta” che raccoglie tavole di illustratori diversi a tema “Le forme della bellezza” visitabile fino al 21 ottobre. 28 illustratori che hanno prestato una tavola per tematizzata una forma di bellezza, spiccano per bellezza le tavole di Anna Forlati, di Daniela Iride Murgia e di Marco Somà.

In questo luogo bellissimo del polo museale Antonio Ferrara ha incontrato la mattina 11 classi della primaria e il pomeriggio conduce da 3 giorni “Se saprei scrivere bene” corso di scrittura per  ragazzi, ve li racconta Cinzia mentre io di seguito vi racconterò l’incontro con chiara Carminati per Buonanotte Pratosonno e il laboratorio di Melissa Longo “Il mio museo” entrambi fatti in libreria.

ANTONIO FERRARA . RICETTE PER UN INCONTRO INCANTEVOLE

Prendete un uomo, artista poliedrico, scrittore, illustratore e musicista.
Amalgateci una donna, attrice , fotografa,  convinta che la vita sia tutta una forma d’arte e che ogni cosa vissuta e sperimentata si trasformi in frammento che si sedimenta nel nostro essere (non potrei essere più d’accordo).

Condite questa coppia sposata da più di trent’anni con un pizzico di spirito partenopeo e tanta giocosità e ottenete Antonio Ferrara e Marianna Cappelli.

Nino ha scritto più di cento libri per bambini e ragazzi. Lui e Marianna girano l’Italia incontrando bambini e adulti, insegnanti , educatori, appassionati di letteratura per l’infanzia , e detenuti.

Nino parla di quotidianità e cose piccole, ma anche di diritti dei bambini e di empatia, attraversando fatti realmente accaduti, tra magia e finzione, narrando storie di gatti scorreggioni e partigiani che diventano leggende del ciclismo.

Abbiamo citato tante volte Luigi Dal Cin e il suo modo di lavorare per i piccoli.

La letteratura per l’infanzia è di qualità se riesce a prender il punto di vista del bambino.

E per esserlo deve parlare la lingua bambina , rivolgendosi a coloro a quali si dice indirizzata , e non agli adulti che quei bambini saranno un domani.

Nino trasuda tutta la passione che mette nel suo lavoro , infaticabile , spontaneo .

I ragazzi  lo adorano. Ridono, chiedono, contestano, elaborano.

Marianna legge . La sua interpretazione è pulita , intensa. Enfatizza solo dove necessario.

Rende evidente che a far letture ad alta voce non ci si improvvisa.

“Cosa si prova a scrivere e  narrare?”

Nino racconta.

Si addentra sempre di più nelle cose reali , che i bambini sentono vicine.

Inevitabile che la narrazione lasci spazio a qualche aneddoto toccante.

Si parla anche di argomenti controversi. Perché occultare temi che prima o poi si sarà costretti ad affrontare?

I ragazzi hanno  bisogno di risposte . Conferire loro la dovuta dignità è anche questo.

L’ INVITO A BOZZE

Corso di scrittura per ragazzi dagli 11 ai 15 anni

Infiltrarsi in un corso di scrittura per ragazzi

Prendete un fantastico corso di scrittura , un degno maestro affiancato da un’attrice e fotografa che è sua compagna di vita .
Immergeteli nel polo museale di Trani e nella sua collezione di macchine da scrivere.

Basterebbe già per rendere questa esperienza straordinaria.
Ma Antonio ha voluto renderla ancora più speciale e ha dotato ogni partecipante di una macchina da scrivere.

I ragazzi hanno “lavorato sull’errore”, come dice Marianna, autrice delle foto da cui il laboratorio ha preso spunto.
Le foto erano vecchi scatti  del bagaglio dell’errore di Marianna.
Compito dei ragazzi era dar voce alle intenzioni a partire dalle immagini, ciascuno con il proprio stile.
La scrittura anche è distacco e tenerezza, sottolinea Nino.
Giocare a essere editor degli altri ragazzi, rispettando scelte e stile altrui, è stata una bella sfida. Ancora più audace del misurarsi con le difficoltà di gestire degli strumenti così diversi dai personal computer e dai tablet che i giovani sono abituati ad usare.
La pressione così diversa, l’istinto di accompagnare i tasti, la frustrazione di non vedere parole impresse sul bianco foglio, l’assenza del tasto CANC.
Tante volte ho riscontrato nella quotidianità di persone straniere, ordinarie situazioni di shock culturali (termine utilizzato per descrivere sentimenti di smarrimento e confusione che una persona prova a causa di un improvviso cambiamento dello stile di vita dovuto al trasferimento in un ambiente sociale e culturale differente). Al corso di Antonio mi sono trovata in presenza di uno shock… temporale.
Che bellezza vedere i ragazzi così coinvolti dalle storie dei coetanei , sentire la loro emozione nello scoprire dettagli mai condivisi dell’amico, compagno di banco! E proprio quella bellezza ha portato in quella sala brulicante di parole una ventata del profumo descritto nei racconti.
E me li immagino, Nino e Marianna, fare lo stesso lavoro nelle carceri e tra gli uomini che rispondono “fine pena mai!”

E meno male che lo fanno, quel lavoro, perché in questo mondo c’è infinito bisogno di bellezza.

IL MASSAGGIO DELLE STORIE

Se non avete mai seguito una presentazione di Chiara Carminati per i più piccoli cercate l’occasione più vicina e coglietela! 

Imparerete il meraviglioso massaggio delle storie che apre le orecchie e gli occhi!

IL MIO MUSEO

Melania Longo non la conoscevo di persona ed averla incontrata è stata una delle cose belle che mi ha regalato questo festival! Anima del picture book festa di Lecce coniuga la sua passione per gli albi illustrati con quella per l’arte dando forma a proposte di didattica dell’arte molto interessanti.

Oggi ha lavorato con i bambini sull’idea del museo, per costruire un museo in cui non solo scoprire e ritrovare se stessi. 

A partire dall’albo di Emma Lewis…ecco quello che è accaduto!

E la seconda giornata è andata, stanche ma felicissime di essere qui e di aver avuto la possibilità di seguire tutto questo.

A domani per la prossima puntata!

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1 Comment

  1. Grazie Cinzia che meraviglioso commento il tuo!!

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