Il momento di ripartire è arrivato. Salutare queste giornate stimolanti e piene di energia è davvero faticoso. L’ultimo abbraccio con i nostri collaboratori e ospiti è colmo di nuovi propositi e idee, e presto ci metteremo nuovamente all’opera per continuare le collaborazioni nate e consolidate nei momenti di lavoro e in quelli più conviviali.

Perché la bellezza che ci circonda si riflette nei cieli pugliesi limpidi , di quel blu che a nord non si vede, nei sorrisi di bambini e ragazzi che cercano i libri di cui hanno sentito narrare, e nelle cose piccole, anche nella fetta di pane tagliata per un amico.

Il sabato mattina  prima del nostro ritorno a Venezia lo trascorriamo alla scuola media Baldassarre.

Saverio Simonelli, giornalista, filologo, saggista, accompagna i ragazzi della scuola secondaria di I° grado in un viaggio nella filosofia partendo da un posticino caro a molti di noi, la casetta di Snoopy.

 

“La cuccia del filosofo” esplora temi cruciali come felicità, amicizia, affettività, conoscenza, paura di crescere e sceglie di farlo all’insegna di Charles Schulz e della sua ironia , preziosa anche per la sottile ma implacabile critica alla società che ne è il filo conduttore.

“Un personaggio mi piace perché mi fa scoprire qualcosa di me che non sapevo” risponde una ragazza.

Cosa ci fa immedesimare nei protagonisti della letteratura e del cinema? Come ci affezioniamo così tanto a loro ?

Una buona opera, sia essa romanzo, albo illustrato o fumetto, si distingue anche quando  ci conferma la nostra illimitata possibilità di immaginare.

Riprendere le strisce dei peanuts è un vero e proprio esercizio di immaginazione, specie nell’epoca paradossale in cui si tende ad abusare della parola fantasia, finendo nei fatti con il limitarla.
Pensiamo ad esempio a come oggi è reso sempre più visibile ciò che prima della nascita del digitale e degli effetti speciali veniva solo accennato (e lasciato maturare nella mente di ciascun lettore/spettatore).

Schulz comunica attraverso pochi tratti di matita, e riesce ad essere pienamente leggibile e comprensibile grazie al linguaggio del corpo dei suoi peanuts, alla loro posizione nello spazio, ad un’ espressione o a semplicissimi accenni. Non esistono nelle sue strisce veri e propri paesaggi. Crearli è “compito” del lettore.

L’uccellino Woodstock è l’esempio perfetto di come si possa inventare qualcosa di infinitamente grande dentro ciò che è infinitamente piccolo.  Secondo voi è un caso che come fedelissima costola i Snoopy  sia stato scelto proprio lui?

L’autore dei Peanuts dentro alle strisce ha messo la sua vita. Egli era allo stesso tempo timidissimo e competitivo.
Che Snoopy e Charlie Brown siano la rappresentazione dei due poli opposti del  carattere di Schulz lo sappiamo grazie alle sue biografie e al suo testamento.
Per il personaggio di Lucy si ispirò alla moglie Joyce, cinica e polemica. Le sue strisce lo hanno seguito fin dentro la tomba; come da disposizioni testamentarie, non ci sarebbero stati altri Peanuts dopo Charles Schulz.

Cosa rende speciali il bracchetto e questo bambino un pò sfigato , agli antipodi degli eroi sempre vincenti e invidiati?

Li apprezziamo perché funzionano con l’idea della sproporzione, e perché riescono a rassicurare e sorprendere allo stesso tempo.

Snoopy oscilla tra i bisogni primari e la filosofia,  ci dice cose importantissime nel momento più inaspettato.
Ed è rivoluzionario perché non si limita a comunica con il lettore, ma riesce a farlo con Charlie, Lucy e gli altri personaggi umani schulziani, che lo comprendono perfettamente e sanno sempre leggere il suo pensiero.

Charlie Brown è un perdente, ma ha anche la tenacia di chi non smette mai di riprovarci.

La genialità di Schulz sta anche nel modo in cui riesce a far scattare la scintilla di della curiosità e della conoscenza attraverso l’ironia (citando un semisconosciuto scultore nel gioco degli opposti continui, ad esempio).

Genialità, dunque … ma all’insegna della tenerezza.
Perché si sa, non c’è niente di meglio di un cucciolo caldo né modo migliore di scacciare le lacrime del baciarle via.
E soprattutto la felicità nasce dal riprodurre all’esterno quanto di meglio c’è in noi e condividerlo con gli altri.

Enzo Covelli della libreria Miranfù introduce Saverio Simonelli