Ieri stavo cercando di riordinare le idee riguardo un incontro che dovrò fare e tra i libri che mi ero appuntata da portarmi c’era anche Mio miao di Sandol Stoddard e Remy Charlip edito da Orecchio acerbo nel 2012.

Di primo acchito mi sono chiesta quale fila zigzagante di pensieri mi abbia portato a quel libro.

No, non devo fare un incontro sui gatti.

Ma sulla potenza dell’albo illustrato in relazione alla diversità e disabilità si…e allora fortunatamente mi si è riallacciata la scarpa del pensiero sillogistico e analogico (cosa che per altro mica accade sempre…) e mi sono ricordata come questo albo è finito in quella lista di libri.

Mio miao è un piccolo geniale albo che racconta del rapporto tra un gatto e il suo bambino.

Il bambino tende a tiranneggiare il suo gatto proprio suo di lui (no, non lo fanno tutti i bambini ma qualcuo sì)

e il gatto tende a sottrarsi (sì, lo fanno praticamente tutti i gatti ma qualcuno no).

La relazione sembra complessa, e lo è in verità, come faranno i due protagonisti a godere della presenza reciproca?

Faranno imparando ognuno il linguaggio dell’altro e, soprattutto imparando a rispettare l’altro e a modulare se stessi in base all’altro.

L’albo è diviso in due: il punto di vista del bambino e quello del gatto che non divergono ma convergono…verso un unico letto in cui entrambi dormono insieme perché si vogliono bene ed hanno accettato di accettarsi a vicenda nel rispetto del gatto.

Vince il gatto dunque?

Sì, in qualche modo vince il gatto, ma non perché è un gatto (o almeno non solo…) ma perché è una volta tanto minor non cessat anzi, il maior rientra nei ranghi richiesti dalle esigenze del suo compagno.

Perché cercare libri “a tema” quando in un libro di letteratura puoi trovarci tutto?

Mio Miao è così, una super libro in cui c’è la vita dentro e con essa anche quel senso di libertà e di rispetto che governa i rapporti umani e umani/animali.

Mio miao quindi, tutto torna, ci sta benissimo nella mia personalissima selezione di libri che raccontano la forza della diversità ed il rispetto amorevole che le si deve!

Il testo in rima di Sandol Stoddard che come una poetica filastrocca ci accompagna da un punto di vista all’altro, e le illustrazioni di Remy Charlip su sfondo monocromatico che lo raccontano rendono questo albo perfetto anche per una lettura per i piccoli e per una lettura di gruppo. Il bambino e il gatto, nelle illustrazioni, così come le parole, sembrano danzare, la leggiadria sullo sfondo giallo con gatto rosso e bimbo nero fanno dell’albo una piccola quinta per i pensieri del lettore.

In effetti, non lo sapevo, Remy Charlip oltre a scrivere e illustrare libri per bambini (fino all’età di ben 83 anni) era un ballerino!

The two forms he settled on, dance and children’s books, shared some essential elements. Both speak in a visual language for the most part, and both move through a series of scenes.

(Nytimes)

“I love sequence, how one thing follows another,” he said in the interview. “When you’re reading to a child, he can’t wait to get to the next page. ‘Turn the page, turn the page!’ That’s because each new page is a door to another, different world.”

 Ecco qui, come anche danza e storia possono stare insieme, nel fluire delle sequenze che creano immagini, a volte del tutto inaspettate, come il capolavoro assoluto di Charlip Fortunatamente (in Italia edito da Orecchio Acerbo), a volte insperate com’è la dolce conclusione di Mio miao in cui al ribaltamento del punto di vista e al sopraggiungere della notte corrisponde il ribaltamento dei colori giallo e nero.