Due giorni fa, il 1 ottobre, è venuto a mancare il poeta Pierluigi Cappello.

Ho appreso la notizia con malinconia, i poeti non sono tanti, spesso scelgono il silenzio come spazio di lavoro e scrittura, spazio significante, e quando ne viene a mancare uno di quei pochi e il silenzio diventa unico segno, la malinconia è d’obbligo.

Non ho scritto nulla in proposito, non conoscevo così bene le sue poesie.

Ma oggi il caro amico e scrittore e maestro di tanti bambini Carlo Marconi mi ha chiesto di poter pubblicare qui su questo praticello di teste fiorite che amo mettere a disposizione di cose belle, una sua recensione di Ogni goccia balla il tango (Rizzoli, 2014), con gratitudine più che con gioia ho accettato e dunque, grazie a Carlo, ecco qui, il contributo di Teste fiorite al ricordo del poeta Pierluigi Cappello con questo libro bellissimo illustrato dolcemente dal tratto tratteggiato della mia amata Pia Valentinis!

Questo testo è stato edito la prima volta in “Il Folletto”, Rivista dell’Istituto Svizzero Media e Ragazzi (ISMR), curata da Letizia Bolzani, n. 1, 2016.

“Mi sono chiesto tante volte quali siano i requisiti necessari affinché un poeta possa essere definito tale.

Il poeta, ho pensato, è colui che percorre i sentieri inesplorati dell’animo umano e riesce a dar voce alle emozioni profonde; è colui che usa parole così cariche di senso da avere il potere di evocare le sensazioni più nascoste, più segrete.

Sì, ma il grande poeta che cos’ha di particolare?

Ecco, forse il grande poeta ha assorbito, ha interiorizzato, ha metabolizzato gli stili dei grandi autori del passato ed è stato a sua volta capace di innovare, di elaborare un modo di scrivere nuovo, sorprendente.

Sì, ma poi?

E poi, alla fine, ho capito.

Il vero poeta è colui che riesce a farsi intendere e apprezzare anche… dai bambini.

So benissimo quanto sia parziale e arbitrario questo punto di vista, ma Pierluigi Cappello, con “Ogni goccia balla il tango”, dimostra di essere in possesso di questo prezioso requisito!

“Ogni goccia balla il tango” è un libro bellissimo, un libro fatto di poesie popolate da piccoli animali; poesie cadenzate dai piccoli eventi della vita quotidiana, da quegli impercettibili movimenti della natura che corrono e si snodano col succedersi delle stagioni: elementi che sotto la delicata matita di Pia Valentinis paiono quasi animarsi.

Sono poesie fatte di “versi ben scolpiti”,  di parole dalla forma familiare che “appaiono come una scoperta, una porta che si apre, una corsa giù per lo scivolo che un po’ ci dà gioia e un po’ ci fa paura”.

E così, in questa altalena di emozioni, succede di rabbrividire davanti allo scorpione “signore tenebroso” che “compare sotto i tetti / quando meno te lo aspetti”; accade di ritrovare il buonumore seguendo la traiettoria della rondine, “virgola nel cielo”; capita di avvertire tutta l’uggia della pioggerellina che, con la fine dell’estate, riporta la scuola ai bambini.

Cappello ci guida in questo viaggio fatto di sorrisi e di sguardi sbalorditi in compagnia dello scricciolo e del passerotto, del riccio e del pulcino, della coccinella e delle formiche…

E ci restituisce questa capacità tipica dei bambini di lasciarsi consolare, di sconfiggere i piccoli dispiaceri con semplici gesti, di ripartire dopo piccole grande disperazioni con una scrollata di spalle.

Proprio come fa ogni goccia di pioggia che riga il vetro: prima lacrima inconsolabile del cielo e, dopo un attimo, gaia ballerina di tango.”