L’estate delle cicale è un titolo sinestetico: fa sentire insieme l’odore dell’aria estiva, il suono delle cicale e anche, grazie alla copertina, il sapore delle ciliegie in bocca.

Non so quante volte ho riletto il titolo prima di accorgermi che non era l’estate delle ciliegie bensì delle cicale…il fraintendimento non deriva solo dal mio precoce rimbambimento, bensì dall’accostamento di suoni e parole, credo voluto che occupa la copertina di un grappolone di ciliegie che fa risuanre più il gusto che non l’udito.

La storia raccontata da Janna Carioli e Sonia Maria Luce Possentini, edita da Bacchilega Junior,  è la storia di un’estate di amicizia totalizzante come solo a certe età si può vivere, ancora sospesi nella condizione infantile e già pronti sull’orlo di una nuova età che si avvicina rapidamente. Anzi, la storia narra di due amicizie totalizzanti: una di tanti anni fa che ha prodotto una magnifica casa sull’albero e che si è esaurita in una litigata che è il segno del tempo che passa; ed una nuova, di molti anni dopo.

La casa sull’albero è la stessa, anche se nessuno se ne ricorda più, dimora di gabbiani e scoiattoli da 20 anni o forse più; le ciliegie sono le stesse, i bambini sono cambiati e non solo loro.

Quando Marta scopre la casa sul ciliegio pensa di essere l’unica a conoscere il segreto dell’albero;

Quando Tito scopre la casa sul ciliegio pensa di essere lui il solo abitante.

Ma i segni sono chiari, c’è vita lassù, e non è una vita ostile, con tutta probabilità.

Marta e Tito si incontrano, complici le ciliegie, e costruiscono, non un casa come i primi due vecchi amici di questa storia, quella ormai c’è già, bensì costruiscono un’amicizia che dà di tempi lunghi o almeno questa estate così sembra.

Questa è ancora l’età del “per sempre”, tra poco si avvicinerà l’età che al “per sempre” aggiungerà il “mai” ma Marta e Tito ancora non lo sanno.

Saremo amici per sempre.

E’ la certezza che suggella l’amicizia e l’infanzia insieme.

L’albo si chiude, noi torniamo con la mente al presente dopo aver accarezzato col ricordo le estati dell’infanzia, il bambino lettore ritrova se stesso, il proprio presente o magari il proprio futuro.

Ci vuole molto poco ad identificarsi con Marta o con Tito in questa storia delicatissima in cui le parole di Janna Carioli suonano leggere e le illustrazioni straordinarie di Sonia Maria Luce Possentini sono più corpose che mai, presenti, realistiche ed oniriche al tempo stesso come solo questa straordinaria illustratrice sa fare.

E le cicale?

Le cicale non ci sono, ronzano nella testa sin dal momento in cui entriamo nella stagione della narrazione, la stagione dell’amore direbbe Battiato. Le ciliegie invece sì che ci sono, ce ne sono tante da far piovere noccioli in ogni epoca della vita. L’albero è fedele e con la sua casa e i suoi frutti accoglie l’amicizia tra i bambini; che questo sentimento sia per sempre o che si esaurisca non ha, forse, così tanta importanza, il ciliegio offre una possibilità di felicità che va colta, come i suoi frutti, al volo nel momento in cui se ne offre la possibilità, con desiderio e forza, il resto….sarà la vita, il tempo che passa a deciderlo.