Madelief. Lanciare le bambole, di Guus Kujier, illustrazioni di Marta Baroni, trad. di Valentina Freschi, Camelozampa, 2017

Ho incontrato la prima volta la scrittura di Kuijer parecchi anni fa con Graffi sul tavolo.  Non conoscevo la fama e la grandezza di questo super scrittore e mi colpì ancor di più la scrittura fulminante, la pulizia della narrazione nel racconto di Madelief che scopre tratti inaspettati della nonna appena morta.

Oggi Madelief torna nelle mie letture con questo libro da pochissimo edito da Camelozampa.

Madelied. Lanciare le bambole è il primo di una serie di libri dedicati a questa protagonista che Guus Kuijer ha pubblicato nel 1975, questo fu anche il debutto dello scrittore nel mondo della letteratura per l’infanzia. 45 anni dopo i racconti della quotidianità sopralerighe di Madelief arriva anche in Italia e la scrittura non dimostra in nessun modo l’età che ha, mantiene intatto il suo carattere rapido, preciso, sorpedente. Senza un’introduzione dei personaggi, del contesto ecc. siamo catapultati in piccoli scketch di vita di tutti i giorni di un gruppetto di 3 bambini con Madelief a capo, 3 caratteri diversissimi che scopriamo attraverso i rapidi, ironici e frequentissimi discorsi diretti, a tratti la narrazione sembra quasi una partitura parlata.

Non saprei e non potrei definire questo libro un romanzo perché la sua bellezza sta nel raccogliere capitoli autoconclusi che possono essere anche letti autonomamente. E’ vero, tra di loro c’è una consequenzialità cronologica, ma nulla di più. Potete prendere il libro, aprirlo ad una qualsiasi pagina e leggere le 3-4 pagine di un singolo episodio. Probabilmente proprio per questa caratteristica che autoconclusività e di dialogo parlato così presente il ciclo delle storie di Madelief è diventato un film e una serie televisiva nel nord europa.

Meravigliosi gli episodi del ladro della bicicletta, della signora, del salvataggio di Jean-Willem (il maschio del gruppo), il punto di vista più che interno agli occhi dei bambini protagonisti produce un effetto straniante. Effetto reso ancora di più tale dai titoli che, al contrario della narrazione, assumono invece il punto di vista adulto. Prendiamo ad esempio l’episodio di Jean-Willem che va a fare la spesa e viene travolto da adulti non dotati di empatia nè compassione verso i bambini, i titolo è Jean-Willem è insolente….perché questo appare agli occhi adulti della madre e degli altri adulti coinvolti nell’episodio.

E “Il dottore degli animali” dove lo vogliamo mettere?

Quelli di Madelief. Lanciare le bambole sono mini racconti fulminanti, vi richiederanno un po’ per entrare nella loro logica, per capire cosa sta accadendo…ovvero che vi ritrovate catapultati per davvero in un dialogo tra bambini con tutti gli elementi surreali e iper reali che questi dialoghi sottendono.

Ho più che un debole per Guus Kuijer, autore premiatissimo all’estero (ricordo solo il premio Astrid Lindgren il più prestigioso al mondo) e l’Andersen italiano vinto con quel capolavoro che è Il libro di tutte le cose. Feltrinelli ha pubblicato i romanzi della serie con la protagonista Pollekee, ancora una protagonista femminile vivace, determinata e per molti versi imprevedibile, solo di poco più grande di Madelief; e ora speriamo che Camelozampa continui a portare in Italia i libri mancanti di questo scrittore straordinario.

Per i più grandi ricordo, edito l’anno scorso, dalla Nuova Frontiera, La bibbia per non credenti, assolutamente geniale!

Kuijer è un autore che vi cambierà il concetto di scrittura, e di scrittura per bambini, non capita spesso…e lo fa in un modo molto nord-europeo, decisamente lontano dalla nostra scrittura italiana decisamente tendenzialmente meno plastica.

Beati coloro che ancora non hanno incontrato Kujier perché hanno qualcosa di molto bello in cui imbattersi!!