Verrà un giorno in cui ti accorgerai che la vera storia breve e senza pietà è quella della tua vita.

Recita così la quarta di copertina dell’ultima pubblicazione di Marco Taddei e Simone Angelini per Panini Comics: Storie Brevi e Senza Pietà. Spiazzante eh? Suppongo sia proprio l’effetto che vogliono ottenere.

Devo dire che all’inizio temevo che fosse solo una frasetta buttata lì per attirare il lettore, per cui mi sono messa a leggere allo stand una delle storie della raccolta.

La sensazione che rimane dopo la lettura è indescrivibile: si rimane per prima cosa senza parole, a volte anche un po’ disgustati, ma l’assurdo di tutto questo è che si vuole subito continuare a leggere! Sono un’amante dei finali spiazzanti, quindi sono rimasta assolutamente affascinata.

Il contenuto è caratterizzato da dieci storie che provengono da due edizioni precedenti per Bel-Ami Edizioni. Gli autori presentano un insieme di umorismo nero, grottesco e nonsense volto proprio a spiazzare chi legge. So di aver già usato questo aggettivo nell’introduzione, ma non riesco a pensare a parola migliore per descrivere quello che ti lascia addosso la lettura di quest’opera.

La proposta è quella di affrontare ridendo anche situazioni drammatiche, portandole all’assurdo e al paradossale. Ad una prima lettura possono risultare solo nonsense, ma ci si possono trovare diverse tematiche come la critica sociale e politica o giudizi sull’esistenza umana.

C’è chi indossa una maschera per omologarsi, chi si cura talmente tanto della forma di un messaggio ufficiale, da renderne (volutamente?) quasi incomprensibile il contenuto, chi finisce all’inferno e ci racconta che forse non è così diverso dalla realtà, o ancora come i social network possano portare chiunque (davvero chiunque) a fare conoscenze online… e questi sono solo 3 dei contenuti che incontrerete nel libro.

Ma veniamo al disegno. Questi due autori hanno lavorato insieme per quasi tutto il loro percorso, quindi si può notare come le illustrazioni e le vignette siano assolutamente in linea con ciò che si va a leggere.

I disegni sono semplici, non c’è ricchezza nei dettagli. Questo però non impedisce al disegnatore di rendere l’idea di un corpo in decomposizione o l’invecchiamento di un volto.

Il tratto è molto spesso e il fumetto è dominato da bianco, nero e toni di grigio. Fa quasi pensare di vedere queste scene in un vecchio film in bianco e nero, con quelle situazioni che, siccome ambientate in periodi storici diversi, risultano, al pubblico contemporaneo, assurde.

Infatti dubito che agli autori interessasse avere sempre una morale o far comprendere sempre il filo logico dei loro ragionamenti, ma semplicemente puntano a lasciare lì il lettore spiazzato (l’ho detto di nuovo!), a chiedersi che cosa assurda stia leggendo.

Questa volta mi sono dilungata un po’ meno del solito nella descrizione poiché è difficile riuscire a raccontare elementi delle storie, senza rovinare al futuro lettore il rimanere a bocca aperta sul finale. Quindi, lascio a chi avrà voglia di farsi spiazzare il giudizio sulle singole storie lette.