I libri sono la magia dell’uomo bianco.

Che facciamo, riprendiamo con i bei libri?

Potrei raccontarvi dei libri che ho regalato, di quelli che abbiamo ricevuto…e invece vi racconto di un libro bellissimo che ho avuto la fortuna di incontrare in questi giorni di viaggi da nord a sud e viceversa.

Stra consigliato e molto premiato ecco il Rinomato catalogo Walker & Down  di Davide Morosinotto, Mondadori (2016), premio Andersen italiano come miglior libro oltre i 12 anni nel 2017.

Il catalogo Walker & Down è sostanzialmente l’antenato catalogo di Amazon: un catalogo che vende per posta e che consegna a domicilio praticamente di tutto. Siamo negli Stati Uniti d’America, inizi Novecento, e il catalogo è praticamente l’unico libro che entra in tutte le case del Paese, anche nelle capanne più povere del Bayou della Louisiana, là dove non si parla nemmeno inglese ma francese. Un posto di frontiera dove si sopravvive solo se sai come muoverti tra le sabbie mobili, la povertà e i campi di cotone.

Juju, Eddie, Te Trois e Tit questa dote ce l’hanno, se una cosa sanno fare è quella di non cadere nelle sabbie mobili delle paludi del Mississippi così come in quelle metaforiche che la vita gli ha messo sulla strada per nascita. Te Trois, alias Peter è terzo figlio di una famiglia povera dove, Juju, alias Julie, è la prima figlia di una mamma che vive ai margini del margine, in una capanna dove riceve la notte gli uomini che vivono nelle case e nelle capanne al centro del margine; Tit, suo fratello, alias Petit ovvero Francis, è il fratello di colore di Juju, un bambino più che  taciturno, misterioso, intelligente. Ed, alias Eddie è figlio di un dottore, ha dimestichezza con i libri, la lettura e la magia. È la guida sciamanica del gruppo, in lui risiede la forza della cultura indiana e quella della cultura “bianca” messe insieme. Parla con gli animali, interpreta i segni della natura e dove non arriva supplisce con lo studio dei libri.

È Ed che ha insegnato a leggere agli altri mentre Te Trois è la forza dirompente della volontà e dell’avventura.

La loro avventura inizia il giorno in cui pescando tra i coccodrilli trovano una lattina vecchia con dentro 3 soldi. Decidono di comprarsi una pistola dal rinomato catalogo Walker & Down ma, qualche settimana dopo, all’arrivo del pacco, riceveranno invece di una pistola un orologio vecchio e rotto che però vale una fortuna.

Inizia così un rocambolesco viaggio lontano da casa all’insaputa dei genitori per restituire l’orologio e avere la ricompensa…

Basta. Della trama non vi dico altro perché Morosinotto ha così bene imparato la lezione dei romanzi di formazione e persino dei feuilleton che la trama è complessissima, fatta di continue variationes del tema e di colpi di scena che sarebbe impossibile,oltre che un peccato, raccontare.

Non posso però esimermi dal raccontarvi la forma di questo romanzo che nella sua originalità porta dentro tutta la traduzione dei racconti del Mississippi, della coltivazione del cotone, della scrittura di Mark Twain (ben presente anche nella mente di Ed e omaggiato con un simpatico espediente durante il viaggio) e della consapevolezza delle tecniche narrative.

La narrazione è divisa in 4 parti ciascuna narrata in prima persona da ognuno dei protagonisti, e ciascuna legata ad un espediente grafico diverso: la prima parte ha un oggetto e dunque una pagina del rinomato catalogo a definire ogni capitolo ed è narrata da Te Trois, l’anima motrice del gruppo, l’avventuriero puro.

La seconda parte, invece, è narrata da Ed, la guida che interpreta la natura e le mappe degli uomini e ogni capitolo è significato da una mappa geografica del territorio che i ragazzi stanno attraversando nel lunghissimo viaggio che dai margini della Louisiana li porterà a Chicago.

La terza narratrice è Juju, la mente razionale e analitica, quella che si pone le domande, decodifica gli indizi, e trova le risposte. La sua parte di narrazione è dunque ben rappresentata dagli articoli di giornale che raccontano il giallo legato alla storia dei signori Walker & Down in cui loro con l’orologio sono invischiati fino al collo.

Chiude la narrazione, con brevi parole e senza immagini, com’è da lui, Tit, il piccolo diventato uomo maturo che ci racconta a modo suo il dopo del dopo. Non com’è andata a finire l’avventura dell’orologio ritrovato ma com’è andata a finire la loro vita, cosa ognuno di loro è diventato.

La scrittura lega tutto, tiene su perfettamente trama e tensione narrativa, ci fa rilassare quando si può per poi sorprenderci inermi davanti alle anse della storia ampie come quelle del Mississippi che percorriamo con i protagonisti.

Ogni ragazzo racconta il proprio punto di vista, ciascuno vede la parte dell’avventura per lui, o lei, più significativa, una mano superiore, quella dello scrittore uniforma. Ecco, questo è forse l’unico punto in cui la presenza dell’autore si sente più forte di quella dei protagonisti: i ragazzi esprimono punti di vista e modi di pensare diversi ma non usi della lingua diversi. L’autore ha forse preferito non complicare la lettura al lettore già impegnato nel viaggiare con i ragazzi, nel parare i casi avversi, nel ricercare la soluzione al giallo.

Bella, proprio una bella lettura, questa del catalogo di Morosinotto in cui, come in ogni buon libro di letteratura, potrete trovare ogni tema, se proprio lo volete cercare. Io non ve li svelerò, leggete il romanzo e lasciatevi portare da una bella scrittura salda, quello che vorrete trovare lungo il viaggio lo troverete.