Esiste un modo, un momento, nella vita di ognuno, in cui è possibile godere contemporaneamente della vista del sole, della luna e delle stelle?

Sicuramente no, sole da un lato e luna e stelle dall’altro sono per definizione opposti, l’unico momento in cui si incontrano nel cielo è quando ci capita di vedere la luna di pomeriggio, quella che a Palomar di Calvino sembrava una compressa di aspirina evanescente nel mare del cielo, magari insieme ad una brillantissima stella polare.

Dove c’è la luce del sole non c’è spazio per altre luci, il sole abbaglia impedendo di vedere altro.

Sole luna stella, l’albo illustrato di Kurt Vonnegut e Ivan Chermayeff edito in Italia da Topipittori nel 2016 con la traduzione di Monica Mareschi (edizione originale americana è del 1980), riesce nell’impossibile.

Riesce a farci vedere il sole la luna e una stella contemporaneamente e, ci riesce per i più di notte.

Mette in scena il sorgere del sole nel buio della notte.

Mette in scena la nascita di un bambino (per qualcuno sarà il figlio di Dio) in una stalla illuminata da una stella.

Siamo nella notte di Natale, l’avete già capito, ma il punto di vista della narrazione non è quello della mamma Maria o del papà Giuseppe o di una balia che passava di lì; il punto di vista è quello del bambino, del neonato che apre gli occhi per la prima volta al mondo e quello che vede non è il cielo ma il calore, alias la luce, emanata dalla sua mamma, dal suo papà e dalla sua balia.

Sono nata nel 1980, insieme a questo libro (e fa una certa impressione pensarlo), ma non ricordo cosa ho visto aprendo gli occhi la prima volta, quello che ho imparato molto tempo dopo, con i miei figli in braccio, è che i neonati non hanno la vista perfettamente sviluppata e che ciò che li guida, più che la vista è l’olfatto. L’odore della mamma, il suo calore ecco cosa “vede” un neonato appena apre gli occhi, anche se è il figlio di Dio.

Usando la metafora del cielo la mamma è il sole, nulla, per quanto bello e luminoso, può competere col suo fulgore indiscusso e ingombrante. Non lo può nè la balia, la luna, pallida notturna imitazione del sole, nè il papà, stella bellissima che tuttavia nulla può in confronto al sole….se poi pensiamo al povero Giuseppe che cerca di convincersi di essere il padre di questa creatura venuta al mondo…diciamo che il ruolo da stella gli può calzare bene. Bella, dignitosa, ma distante e poco luminosa.

Il racconto prosegue così: una pagina nera con la narrazione in terza persona e una tavola fatta di cielo con quantità variabili di sole, di luna, di stelle, di colori….magnifico il rosa che da di pelle e seno della mamma, di odore di latte. Un pensiero dolcissimo che riduce il sole a pura umanità, carne e latte.

Un racconto in primissima persona narrato per immagini, ed in terza persona, con narratore onnisciente raccontato con le parole. Un insieme che non stride ma procede con dolcezza portandoci proprio lì, in quella stalla, ad onorare quel bambino che può essere qualsiasi bambino venuto al mondo in qualunque modo in qualunque luogo. Neonati siamo tutti uguali, il sole brilla anche di notte, che si sia in una mangiatoia, in un ospedale, sopra un barcone, durante un bombardamento. Si viene al mondo e da lì in poi è tutta luce, e non è una metafora!

L’albo di Kurt Vonnegut e Ivan Chermayeff in originale ha una copertina diversa rispetto a quella rielaborata per la pubblicazione dalla casa editrice Topipittori.

Risultati immagini per sun moon star kurt vonnegut ivan chermayeff

Il sole la luna e la stella, nella versione originale, hanno tutte la stessa dimensione, la stessa altezza, solo l’ordine ci dice di una importanza del sole, della centralità della luna e della posizione defilata della povera stella Giuseppe.

Nella copertina italiana invece è come se Giuseppe si fosse preso una rivincita: va bene lo Spirito Santo, va bene che col sole non si compete, va bene cedere sempre il passo alla storia, ma almeno la copertina…!

Sole e luna si ridimensionano per far spazio alla paternità.

Molto si è ragionato su quest’albo e qui trovate alcune riflessioni dal blog dei Tipipittori, in effetti è un libro straordinario: la venuta al mondo di un bambino raccontato dall’interno della sua retina….

Ecco, per accogliere quest’anno il Natale io, completamente laica votata solo alla letteratura, ho scelto Sole luna stella perché ogni bambino che viene al mondo è un piccolo salvatore di un pezzetto di umanità perché se il sole, la luna e le stelle, esistono è solo perché ci sono gli occhi che li guardano!