Un libro in cartella. “Un libro”

“Un libro”

Età: da 4 a 10 anni

Pagine: 64

Anno: 2010

Editore: Franco Cosimo Panini

Autore: Hervé Tullet

10 settembre 2017, data importante, da cerchiare in rosso sul calendario. vigilia di un nuovo inizio, una nuova avventura…

Che strana sensazione… Emozioni contrastanti mi riempivano testa e cuore… Agitazione, gioia, paura, curiosità… è come essere catapultata indietro nel tempo…

Tornare a “farmi la cartella”… preparare la sera prima tutto il necessario, tutto quello che può servire a scuola il giorno dopo e i giorni a venire… astuccio completo di penne, colori, matite, forbici, scotch, cucitrice, fermacarte e poi diario, blocco per gli appunti, ombrellino portatile, fazzoletti, l’immancabile merenda e… scelta bizzarra, in automatico ho messo pure 4/5 albi illustrati.

“Perché?”, mi sono chiesta a posteriori.

Credo principalmente perché ormai fanno parte di me, mi rappresentano, parlano di me e per me arrivano là dove io non riesco ad arrivare per timidezza, timore, inesperienza o, molto onestamente, per ignoranza. Anche in questo particolare momento di passaggio mi hanno dato supporto e sicurezza. Unico inconveniente: una cartella decisamente troppo pesante con conseguente mal di schiena e questa volta… i piccoli bimbi del nido da prendere in braccio non c’entravano niente.

All’inizio, ovunque tu sia, non hai molte possibilità se non osservare e conoscere chi hai di fronte e, al tempo stesso, farti conoscere… un po’ alla volta, rispettando i tempi di tutti, con umiltà e pazienza.

Per cominciare a conoscersi lo si può fare in diversi modi, io ho cominciato presentandomi e facendo presentare ciascun bambino. Ognuno con un proprio nome, ognuno diverso dall’altro. All’inizio quando non ci si conosce è difficile riuscire a riempire il tempo, a colmare i silenzi… poi appena ti conosci un po’ tutto diventa più facile e in un batter d’occhio il tempo non basta più e succede il contrario, tutti hanno qualcosa da dire, tutti hanno qualche aneddoto da raccontare, tutti parlano. Il problema allora è contrario: rispettare il turno di parola, pensare a quello che si vuole dire, ascoltare gli altri.

Ora vi racconto come è andata…

È successo così che in un momento di empasse in classe seconda ho “osato”, leggendo “Un libro” di Tullet. Temevo lo conoscessero già, essendo un capolavoro ormai viene proposto già da piccolissimi e a tappeto. Io stessa lo leggevo al Nido. Ma solo un bambino lo aveva già letto e l’effetto scaturito lo confermava. Un effetto magico… non avevano mai letto niente di simile. Euforici ed entusiasti allo stesso tempo.

Ci sediamo in cerchio, prendo “Un libro” in mano e tenendolo chiuso lo mostro.

All’improvviso silenzio assoluto, occhi curiosi, sguardo attento, orecchie vigili. 

Da un lato bambini già un po’ grandi per cadere acriticamente nel coinvolgimento del libro, dall’altro per fortuna ancora sufficientemente piccoli e privi di macrostrutture, capaci di lasciarsi andare e farsi prendere dal gioco, contando e ridendo di gusto.

Dopo le prime deboli resistenze, ecco una partecipazione totale, simultanea, di classe. E come in un’orchestra alla fine tutti a battere le mani a tempo fino allo scrosciare in un fragoroso applauso.

“Un libro”, un albo illustrato di formato quadrato, grande, ma non troppo, semplice, pulito.

“Un libro” è essenziale: nel testo, è scritto in maiuscolo; nelle illustrazioni, solo cerchi (alternativamente ordinati o disordinati e di dimensioni diverse); nell’uso dei colori, tutti primari; nell’esaltazione degli spazi, c’è molto spazio bianco, si da spazio all’immaginazione.

Interessante e divertente al tempo stesso l’uso della luce. Accendere/ spegnere – bianco/ nero.

È un libro interattivo che più di altri gioca sulla partecipazione del lettore.

Un libro è ben fatto quando i vari linguaggi (iconico e linguistico) sono tra loro bilanciati e complementari. Un albo così costruito funziona sia letto ad un solo bambino, oppure a un piccolo gruppo o addirittura ad un gruppo più grande. Certo si sa che più il gruppo è grande più alto è il rischio di perdere l’attenzione al singolo e il protagonismo del lettore.

C’è un prima, c’è un dopo, c’è una consequenzialità, c’è un ordine.

C’è un inizio, un solo pallino, poi la situazione si evolve, pagina dopo pagina in maniera dinamica, ma alla fine si conclude, al momento giusto, quando l’entusiasmo dei bambini raggiunge l’apice.

La cosa che più mi piace di questo libro è che alla fine si torna al punto di partenza e lascia l’acquolina in bocca, accende la voglia di ricominciare.

Infatti chiudo il libro e in coro i bambini dicono “Ancora!”… “Per favore puoi leggercelo un’altra volta?

Funziona così il libro piace e vogliono rileggerlo.

Io ho conquistato la loro simpatia, la loro fiducia.

Ora tutto può iniziare!

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2 Comments

  1. Un libro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita! Buona giornata 🙂

    • Chiara Costantini

      Come non condividere? Grazie Silvia!
      E complimenti anche per il tuo blog… è bello condividere la passione per la lettura e i libri per bambini e ragazzi.
      Chiara 🙂

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