I gorilla rappresentano una strana deviazione dell’umanità, che si collega bene alla versione surreale e alternativa della realtà che presento nei miei libri. (dall’intervista pubblicata sul catalogo della mostra Metafore d’infanzia, Sala Borsa, Bologna, 2009)

Questa è una lettura della buona notte,

Una di quelle che non vi racconto quasi più.

Una lettura di un albo perfetto e di un autore perfetto che se vi volessi raccontassi davvero bene bene non troverei mai il coraggio e invece con una semploce lettura della buona notte posso farcela.

Se dico Anthony Browne qual è la prima parola che vi viene in mente?

GORILLA

Giusto! Antony Browne è uno dei più grandi illustratori e scrittori per bambini del mondo nonché uno dei più grandi disegnatori di gorilla.

Gli umani sono stati nettamente e magnificamente rimpiazzati dai gorilla nella narrativa per immagini di Browne.

Il libro che dichiara in qualche modo questa poetica che non cambierà mai, da questo punto di vista, è Gorilla.

Questo albo uscì per la prima volta nel 1983, arrivò in Italia un po’ più tardi grazie a Emme edizioni a cui si devono, fino agli anno 2000 i pochissimo titoli di Browne arrivati in Italia, e oggi torna a vivere e a farsi leggere grazie alla nuova edizione di Orecchio Acerbo.

Qusta la copertina dell’edizione inglese.

In Gorilla ci sono tutti i temi di Browne: la solitudine dei bambini, la separazione tra mondo dei bambini e mondo degli adulti, la realizzazione del desiderio attraverso una precisissima realtà surreale.

Anche nella costruzione delle tavole ci sono già tutti i libri a venire, potrete trovarci Voci nel parco

e anche Nel bosco 

Ci potrete ritrovare la bravura tipica di Browne nel rifare quadri film e manifesti tutti con soggetti gorilla al posto di umani, la Monna Lisa in primis ma anche Charlot, Superman e persino il Che. Anche alcuni set della scena tornano sempre uguali eppure…nonostante tutto questo torni e ritorni nei libri di Browne, le sue storie non stancano, non sono “già viste”: parlano sempre, in maniera diversa, raccontano della visione bambina, si mettono dalla parte dei bambini, esattamente con il gorilla di Gorilla che si anima del desiderio e della volontà della protagonista.

Gorilla è l’ottimismo della volontà oltre ogni pessimismo della ragione, e, forse, in un certo senso, che cos’altro è l’infanzia per certi versi se non questo?

La volontà strenua di far aderire desiderio e realtà a dispetto di ogni oggettività? E che cosa fa la letteratura se non questo, un po’ come i sogni?

Ecco, come vedete credo di star prendendo una tangente particolare e non è ora che mi intraprenda per questa strada quindi vi auguro qui la buona notte con questo splendido albo, però prima vi raccomando questo post di Gavroche dedicato a Browne davvero molto ma molto ben fatto.