Leo Lionni. Tra i suoi mondi

Non molto tempo fa, mi sono reso conto che le dimensioni dei miei libri per bambini sono esattamente quelli dei miei terrari. E ho anche scoperto che i protagonisti delle mie fiabe sono le stesse rane, gli stessi topi, spinarelli, tartarughe, lumache e farfalle che vivevano nella mia stanza più di tre quarti di secolo fa. E che perfino i paesaggi di carta che oggi abitano sono identici a quelli che costruivo loro con vera sabbia, ciottoli, muschio e acqua. I libri che ho creato, come i terrari di tanti anni fa, racchiudono piccoli continenti completi di colline, laghi, isole, spiagge e foreste d’erba. I miei mondi in miniatura, sia quelli di ieri circondati dalle pareti di vetro sia quelli di oggi racchiusi fra copertine di cartone, si somigliano in maniera sorprendente. Gli uni e gli altri sono le arternative ordinate e prevedibili a un universo caotico, ingestibile, terrificante. (tra mi miei mondi, Leo Lionni, Donzelli, p. 25)

Sabato scorso l’incontro mensile del nostro gruppo di lettura veneziano è stato dedicato ad un autore imprescindibile e straordinario, sempre, per chiunque si occupi di libri per bambini…e non solo:

Leo Lionni

per la maggior parte di noi questo nome fa rima con un albo che ha cambiato per sempre la storia dei libri per bambini, esiste indubbiamente un prima e un dopo Piccolo blu e piccolo giallo. Tuttavia Leo Lionni è questo e molto altro, figura di artista e intellettuale, nel senso profondo di entrambi i termini, i libri pensati per i piccoli prendono il la nel 1959 con le vicende delle due macchie di colore per arrivare trent’anni dopo con molti albi straordinari.

Tanti i comuni denominatori delle storie di Lionni, che spesso lui chiama, non a caso fiabe: il primo tratto che torna infatti è la struttura fiabesca, appunto, nonostante l’ambientazione sia sempre più che realistica, naturalistica e gli esseri umani non compaiano quasi mai.  Il nodo che scatena la storia e porta alla risoluzione è sempre un momento drammatico, drammatico in senso stretto, qualcosa di grave che accade, poi però la souzione non ha mai nulla di moralistico, anzi. La straordinarietà della maggior parte dei libri di Lionni è l’assenza assoluta di didatticismo e la fiducia, altrettanto assoluta nei confronti della parola e del segno. In questo senso non temo di definire questi libri poetici, se la poesia è il credito dato alla lingua perché significhi oltre se stessa.

Potremmo leggere i libri di Lionni secondo un tema? Certo, vi troveremmo moltissimi temi ricorrenti: la ricerca dell’identità, la pace, l’importanza della collettività e chi più ne ha più ne metta, ma perderemmo tanto. Perderemmo della visione di insieme. Sarebbe come mettersi davanti al paradiso del Tintoretto e incapponirsi nell’analisi esclusiva di un dettaglio. Le storie dei topi, dei pesci, dei coccodrilli, degli uccelli, dei pezzettini, di Lionni sono affreschi di mondi in cui la singola storia si fa esemplificativa di un’esistenza che potrebbe essere tante esistenze insieme.

Una cosa mi sorprende sempre nei libri di Lionni, e forse si tratta dello stesso tratto che ha fatto molti parlare di fiabe politiche, è il constatare che se il nucleo della narrazione sta nella relazione tra un gruppo di individui, vi è sempre un individuo che ha il potere, la capacità, di far crescere il gruppo, di portartare il gruppo una stanghetta più su di prima, di farlo uscire dalla massa grigia per farlo diventare individuo, mensch direbbe Billy Wilder. Pensiamo, certo, a Guizzino, ma anche a Federico, al topo che interviene a interrompere la follia di Il topo dalla coda verde, o al rospo di E’ mio o ancora pezzettino che scoprendo se stesso fa luce sull’identità degli altri scatenando domande di senso.

Incredibile per altro come tutte queste dinamiche squisitamente umane siano sempre rese perfettamente, senza la minima sbavatura, a carico di un mondo animale che invece vive di tutt’altre dinamiche. Eppure il fatto di mediare le storie attraverso forme astratte o animali ha fatto senz’altro sì che queste storie acquisissero la storia straordiaria che hanno da decenni ormai.

Nonostante Leo Lionni sia davvero un classico dei classici, nonostante i legami di Lionni con l’italia dove visse da ragazzo e da anziano e che lo portò a scrivere anche in italiano alcuni libri, non tutti i suoi libri sono stati editi in Italia. La prima casa editrice a cui va il merito straordinario (uno tra i tanti, o forse il primo tra i tanti) di aver portato Leo Lionni nel nostro Paese è la Emme di Rossellina Archinto negli anni Sessanta. Oggi gli albi sono quasi tutti editi da Babalibri che di quella Emme in parte porta l’eredità, e che continua a pubblicare titoli che erano rimasti inediti.

Due invece sono i saggi fondamentali per conoscere un po’ meglio questa grande figura a tutto tondo: Tra i miei mondi autobiografia di Lionni con apparato  critico edita da donzelli pochi anni fa, e Leo Lionni. Libri, cinema, design pubblicato da Babalibri.

Il mondo di un bambino è un mondo di parti, di minuzie. Per i bambini, ancora inconsapevoli del peso del significato, le cose esistono per il semplice piacere di essere ciò che sono. (Tra i miei mondi, Leo Lionni, Donzelli, p. 24)

Prima di lasciarvi alla bibliografia cronologica degli albi di Lionni vi ricordo che il prossimo incontro del Libro peloso, gruppo di lettura veneziano, sarà sabato 3 febbraio in Biblioteca Bettini Junior, e il tema sarà: gli albi illustrati di divulgazione

1959 Piccolo blu e piccolo giallo

1960 Il bruco misuratutto

1961 Sulla spiaggia ci sono molti sassi

1963 Giuzzino

1964 Tico e le ali d’oro

1967 Federico

E’ mio

1968 Albero alfabeto 

La casa più grande del mondo

1969 Alessandro e il topo meccanico 

1970 Un pesce è un pesce

1971 Teodoro e il fungo parlante

1973 Il topo dalla coda verde

1975 Pezzettino

Un colore tutto mio

1979 Geraldina topo-musica

Il sogno di Matteo

1982 Cosa facciamo oggi?

1983 Cornelio

1985 Sei corvi

1987 Nicola, dove sei stato?

da pochissimo editi in italia anche questi nel catalogi di Babalibri il cofanetto di Due toloponi curiosi 

I saggi.

 

 

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1 Comment

  1. I piccoli mondi di Leo Lionni che se uniti, come i pezzettini di un puzzle, creano la sua meravigliosa poetica. Complimenti 🙂

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