I risguardi. Alle soglie del libro

I risguardi sono quelle due pagine dell’albo illustrato che vendono appiccicate nella parte interiore della copertina cartonata dell’albo e che precedono le pagine “vere” con frontespizio e inizio della storia.

risguardi, o sguardie, o guardie, o carte di guardia sono le carte non stampate che si trovano prima o dopo il corpo del libro a protezione del testo, ad essi non si presta generalmente molta attenzione, diciamo che fanno parte di quegli “accessori” tecnici necessari ma invisibili…Senza i risguardi il libro non farebbe tutt’uno con la copertina – e un libro senza copertina sarebbe un libro “perso” – ma a questa soglia del libro solitamente non si presta attenzione. Diciamo che, ormai, nel mondo dei libri tascabili e brossurati, che sono la stragrande maggiornaza, o addirittura dei libri elettronici, i risguardi si trovano solo là dove c’è ancora una rilegatura e una copertina cartonata il che vuole dire che, in questo micromondo dei risguardi gli albi illustrati hanno un posticione d’onore.

Quando apriamo un albo la prima cosa che vediamo, senza nemmeno accorgercene, sono loro: i risguardi. A volte non ce ne accorgiamo perché sono bianchi o “neutri”, ma altre volte non ce ne accorgiamo proprio perché stanno assolvendo alla loro funzione egregiamente, ci hanno già traghettato non solo dentro il libro ma dentro la storia e non prestiamo più attenzione alla forma ma solo alla narrazione, di cui sono parte integrante.

Già, ci sono albi che iniziano nei risguardi anzi, ci sono albi che “sfruttano” la posizione liminare dei risguardi per raccontarci qualcosa in più della storia, per darcene, talvolta un’interpretazione, o banalmente, si fa per dire, per chiamarci già dentro di essa e irretirci rapidamente.

Il concetto di soglia, di limite o limine, è un concetto critico che ho sempre amato moltissimo perché, in letteratura, la soglia è la soglia di un mondo, il passaggio che lega il dentro e il fuori, quel passo necessario e sufficiente per cambiare prospettiva. Tutto ciò che è posto sul limite di questo mondo, in entrata e in uscita, ha una funzione potenzialmente enorme, come un cerbero (buono) ci accoglie, ci dice dove siamo e anche ci dà degli indizi su cosa troveremo nel nuovo mondo in cui vorremmo  entrare. E alla fine, con indulgenza o con nostalgia, ci lascerà uscire dal mondo di carta accompagnandoci segnando un passaggio di stato che è un passaggio del lettore che è stato trasformato nella lettura; oppure insinuandoci dei dubbi sulla nostra lettura: avremo inteso bene? Cosa avrà voluto dirci l’autore nelle pagine, e nei risguardi?

Ecco, a questa soglia ho deciso di dedicare questo post sulla soglia della nuova settimana, per vedere come e quanti sono i tipi di risguardi e per dar loro un po’ dell’attenzione che meritano; a volte i risguardi sono dei capolavori e poi penso sempre che se l’illustratore ci ha lavorato, ha scelto di creare una nuova tavola solo per aprire e chiudere l’albo, un senso ci deve essere, qualcosa deve avrercela voluta dire e che, se cerca di insinuare dubbi e idee, la soglia mi pare il luogo ideale per farlo.

Quando i miei figli aprono un albo la prima cosa che fanno è vedere se la copertina continua tra copertina e retrocoperta, è il loro modo per “testare” un certo tipo di cura editoriale. Io invece la prima cosa che faccio è vedere se i risguardi sono significanti, non significativi ma significanti, ovvero se hanno qualcosa da dirmi, se mi raccontano di una scelta artistica e editoriale che ha voluto coinvolgere il lettore sin dalla prima apertura.

Allora via, vediamo di che tipo possono essere queste soglie che ci accolgono e lasciano ogni volta e apriamo il libro, per comodità le divido in “tipi”, siate buoni e prendete il tutto con le pinze 🙂

  • risguardi bianchi o colorati con colori in tinta con copertina e illustrazioni ma senza disegni.
  • risguardi disegnati e uguali, a entrata e chiusura di libro. Sono stati pensati per noi, per accoglierci e lasciarci, ma fanno più che altro da cornice, e da cornice simmetrica in cui il libro sembra un circolo. Apri e chiudi la narrazione con lo stesso “scenario” coloristico e iconografico.

Illustrazione di Torben Kuhlmann per “Armstrong”, Orecchio acerbo.

Illustrazione di Daniela Iride Murgia per “Il mistero di Colapesce”, Artebambini.

Illustrazione di Réal Godbout “Prima dell’apocalisse”, Orecchio acerbo.

Risguardi di “Telefonata con un pesce” illustrazione di Sualzo (Topipittori) e “La mia invenzione” illustrazione di Maria Gìron, Edizioni Corsare

Illustrazione di Geoffroy de Pennart “Sofia la mucca musicista”, Babalibri

Risguardi di Chen Jiang Hong per gli albi “Il principe tigre” e “Sann” editi da Babalibri e “Farò miracoli” di Ippocampo

  • risguardi diversi tra inizio e fine che non solo significano all’interno della storia ma spesso la interpretano e ci mettono alla prova come lettori. Cosa ci sta dicendo l’autore? Cosa è accaduto tra l’inizio e la fine dell’albo? Cosa è accaduto alla storia, ma anche cosa è accaduto a me lettore?

Illustrazioni di Maurizio Quarello per “’45” Orecchio acerbo.

illustrazioni di Paloma Valdivia “Quelli di sopra e quelli di sotto” Kalandraka

illustrazioni di Kitty Crowther “Dentro me” Topipittori

Illustrazioni di Carl Kneut per “La voliera d’oro”, topipittori

illustrazioni di Giulia Sagramola per “Sonno gigante sonno piccino”, Topipittori

Illustrazioni di Ingrid e Dieter Schubert “L’ombrello rosso” Lemniscaat

Tra i libri che avevo a portata di mano ho cercato, come avete visto, di fare questo “gioco” dei risguardi, provate a farlo anche voi con la vostra libreria di casa o in biblioteca, scoprirete un mondo che merita di essere guardato o meglio, perché di guardarlo lo guardiamo sempre per forza, passandoci avanti, scoprirete un mondo che merita di essere indagato e, soprattutto, goduto.

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2 Comments

  1. Articolo davvero molto interessante! Buona giornata 🙂

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