Stagioni

Età di lettura: da 4 anni

Pagine: 180

Anno: 2010

Editore: Orecchio Acerbo

Autore e illustratore: BlexBolex

Da un libro in cartella,

a un giardino in classe,

a una dinamica complementarietà tra parole e illustrazioni,

balzando da un libro senza figure a un silent -book e ora…

un viaggio tra le stagioni richiamando con una sola parola immagini, esperienze… emozioni.

“Blexbolex si è perduto fra le pagine di un libro immaginario molto tempo fa. Gli sono serviti un autunno, un inverno, una primavera, due estati, qualche tempesta e molto sole per ritrovare le sue Stagioni”.

Oggi allora rifletteremo ancora un po’ sul senso delle parole, sul loro impatto con la realtà, sul loro potere evocativo nei confronti delle immagini. Un libro intitolato “Stagioni” dove ad ogni pagina corrisponde una parola preceduta da un articolo indeterminativo e un’immagine.

Un libro così può essere definito albo? Io penso di sì perché il linguaggio verbale ed iconico si completano, ognuno dice qualcosa a suo modo, ma in maniera diversa, su uno stesso argomento.

E il numero di pagine compromette la classificazione ad albo? C’è un limite? Va letto tutto di fila o può essere letto e gustato a più riprese?

È consigliato a partire dai 4 anni. Premesso che come abbiamo già detto altre volte l’età è “indicativa”, io credo che la capacità attentiva di un bambino di 4 anni sia piuttosto limitata, anche nella migliore delle ipotesi. Così pure quella di un bambino di 6 o 7 anni, come nel mio caso. Però penso anche che la lettura sia puro piacere, per cui si legge finché l’attenzione è viva.

Formato rettangolare. Copertina cartonata piuttosto spessa. Colpiscono i colori caldi e vivaci, contrastanti fra loro. In copertina il titolo verticale scritto sulla banda destra a caratteri cubitali. Al centro la sagoma di un bambino che passeggia, un paio d’alberi, un uccellino, una lucertola e un bruco gigante. Il tutto condito da un realismo piuttosto surreale, almeno per quanto riguarda la scelta dei colori e le dimensioni di alcuni animali.

A volte capita che…

Capita di trovarsi in difficoltà… capita improvvisamente un’ora e mezza da riempire con di fronte bambini di due classi, una prima e una seconda, scuola primaria, 6 e 7 anni appunto. Che si fa? L’arte di improvvisare appartiene al clown, certo non all’educatore. L’attività di insegnare non può eludere la responsabilità di educare e educare non è un’attività che si può improvvisare, è un essere, un pensare prendendosi tempo e per tempo.

improvvisare

Alcune volte però capita di dover improvvisare e, in queste occasioni, l’unica cosa da fare, a mio avviso, è un bel respiro a fondo e attingere alle proprie risorse. Come ormai avrete intuito, una delle mie risorse è avere sempre un buon libro in cartella. Ogni volta un libro diverso, più o meno attinente alle scienze. Questa volta mi è andata di lusso: era attinentissimo! Tema: le stagioni che con scienze va a braccetto a tutte le età!

Prima di passare al racconto della lettura vera e propria, vorrei condividere con voi una mia riflessione riguardo le parole.

Spesso come metodologia didattica si utilizza l’attività di brain-storming, “tempesta di cervello” letteralmente, pioggia di idee, parole immediate che vengono in mente collegate ad un determinato argomento. Solitamente si utilizza questa attività per introdurre un argomento, come lancio, come spunto per una riflessione. È un innesco di pensiero. Una parola richiama un’idea, un’idea si lega all’altra, ogni parola richiama un’immagine reale o fantastica di quella determinata parola.

Un libro che non ha un preciso inizio e una fine ma attraverso una parola-immagine richiama un mondo molto più ampio che si rifà all’esperienza, ho trovato tutto ciò molto interessante e lo è stato anche per i bambini.

Ora vi racconto come è andata.

Stranamente la classe molto più popolata del solito. Dopo un primo momento di confusione per collocare le sedie in maniera tale che tutti potessero vedermi la domanda è stata “E ora cosa facciamo?” Risposta ovvia: “Leggiamo un libro!”. Entusiasmo a mille… “Siiiiiiiiiiii…..” e l’inevitabile “Maestra che libro leggiamo?”.

Io seduta sulla cattedra, sì lo so, non si dovrebbe fare… ma è più forte di me… e da dietro la schiena tiro fuori il libro e lo mostro. Qualche attimo di silenzio. Poi lo apro e leggo il titolo “STAGIONI”. Volto pagina e continuo “DELLE STAGIONI”; volto pagina… “UNA PRIMAVERA” (parola e illustrazione su doppia pagina); volto pagina… “UN’ESTATE” (parola e illustrazione sempre in doppia pagina). Segue “UN AUTUNNO” e “UN INVERNO”. “Maestra è sempre lo stesso paesaggio ma cambiano i colori…” “Eh già, attenti osservatori!”

Primavera Estate Autunno Inverno

Attenti osservatori davvero, le illustrazioni piuttosto minimaliste, a tratti geometriche, con colori ben definiti in contrasto gli uni con gli altri, a mio avviso non di immediata percezione. Ma inevitabilmente colpiscono e catturano l’attenzione dei bambini.

“Sono le quattro stagioni” dice un bambino di seconda e interviene un bambino di prima precisando che “Non sono i giorni della settimana. Quelli sono lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica” “E venerdì?” “Sì c’è anche venerdì, ma io me lo dimentico sempre!” e una bambina aggiunge “Poi ci sono i mesi, come dicembre, gennaio, febbraio…” (perfettamente in linea con il “programma scolastico!” Bravi questi bambini!).

Introdotta la ciclicità delle stagioni presentandole per nome e mostrando un paesaggio che le rappresenti come un vestito della natura, l’autore non si limita a trattarne una nello specifico o ad ambientarne una storia, ma propone una serie di immagini (piante, animali o vere e proprie esperienze o emozioni) riconducibili ad una stagione in particolare, rispettandone la ciclicità e rendendo a suo modo la percezione del tempo che passa. Attraverso il potere di un’unica parola scritta in rosso, in stampato maiuscolo, in un carattere piuttosto importante come dimensione, su uno sfondo bianco, pagina dopo pagina dimostra un forte potere evocativo, capace di richiamare nei bambini altre immagini o altre esperienze simili, una sorta di reazione a catena.

Così nel riconoscere “UNA RONDINE” un bambino dice “in Primavera tornano le rondini” e un altro “io ne ho vista due, una volta” e continua un’altra bambina “io una volta ho visto un nido di rondine, sotto il tetto, a casa della mia nonna, in campagna…”“UNA FRAGOLA” “A me piacciono le fragole” “Anche a me” “la torta con la panna e le fragole è la mia preferita” “Adesso non ci sono le fragole perché siamo in inverno”. E ancora “Una leccornia” “Che cos’è maestra?”. E così pagina dopo pagina, assecondando dialoghi o racconti o rispondendo a domande o conoscendo nuovi termini, a volte un po’ difficili.

Il tempo è trascorso veloce e attraverso le pagine abbiamo attraversato il tempo, a volte meteorologico, a volte cronologico. I bambini di prima si sono esercitati a leggere unendo fra loro una sillaba dopo l’altra, a volte sbagliando con tenerezza gli accenti “UNA LIBERTA” o “UNA DOCCÌA”. Interessante il dialogo scaturito dalla parola “una preoccupazione”. Una bambina ha raccontato di quanto si è preoccupata quella volta che la sua sorellina è caduta e ha battuto la testa e i suoi genitori l’hanno portata in pronto soccorso. Mi piace molto quando dal generale si passa al particolare, quando i bambini si mettono in gioco e si lasciano coinvolgere narrando qualcosa di strettamente personale, bisognoso di ascolto e profondo rispetto.

In sintesi gli aspetti positivi che grazie a quest’albo ho colto sono l’associazione di parole e immagini. La possibilità di leggere questo libro in gruppo e con età diverse. Le illustrazioni capaci di trasmettere senso e significato con immediata semplicità. Ampliare il lessico. Trovare “un germoglio” tra le pagine iniziali e poi nuovamente alla fine, segno che il tempo è passato! Gli aspetti un po’ più nebulosi e critici, la difficoltà di cogliere un nesso tra una pagina e l’altra. Alcuni termini simili come assemblaggio di lettere, accostati e difficilmente comprensibili come “UNA COLONNA” (di macchine), “UNA COLONIA” o altri termini come ad esempio “UNA CONTEMPLAZIONE”, “UNA SIESTA”, “UNO ZEFIRO”, “UN’ESUBERANZA”, “UN’OSTINAZIONE”, “UN’EVASIONE”, “UNA CONVALESCENZA”.

Driiiiinnnn

Driiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnn… Il suono della campanella ci riporta alla realtà, è arrivata l’ora… della ricreazione!!!