In chiusura di una giornata intensa, quando pensi solo a qualcosa di rilassante e non impegnativo, per rilassarci insieme ai nostri piccoli per la buonanotte o una sana lettura diurna vi propongo un classico dei classici: una delle storie di

Il Re Babar di Jean e Cécile de Brunhoff

Questa è la terza storia delle 6 disegnate da de Brunhoff prima di morire giovanissimo di tubercolosi nel 1937.

1937?? Ma quanti anni ha Babar?

Supergiù 90, la nostra storia di stasera forse qualcuno di meno ma non molti se teniamo conto che la prima storia di Babar è del 1931.

L’Europa si trovava in quel limbo che rappresenta lo spazio tra le due guerre, chissà cosa pensano e cosa sognano i bambini dell’epoca. Le favole classiche senz’altro saranno andate per la maggiore come letture delle buona notte, in quelle poche famiglie dove si sarà letto, e ancor di più in tutte quelle famiglie in cui vinceva la narrazione orale.

Poi, un giorno, tra l’oralità e la lettura arrivò un elefante re vestito di tutto punto, con colori e tavole illustrate mai viste a raccontare la storia dell’ennesimo protagonista orfano…ma questa volta la storia è davvero diversa.

Babar è un elefantino a cui i cacciatori hanno ucciso la mamma e lui viene adottato da un’anziana signora francese della belle époque. Cresciuto l’elefantino, vestito da francese bene, se ne torba nella sua savana, sposa Celeste e diventa un buon re fondatore di una meravigliosa città degna del miglior re illuminato.

La storia del libro di oggi è proprio il capitolo in cui viene fondata Celestopoli, la città che sa mettere insieme civiltà e natura proprio come Babar sa tenerle insieme dentro di sé.

I coniugi de Brunhoff, la moglie scrive e il marito illustra, scrissero insieme solo 6 storie e un abecedario

Poi, alla morte dell’illustratore, il figlio continuò le storie e le avventure si Babar.

Oggi Babar è quello che si definisce un classico e, lasciando da parte tutte le possibili definizioni che questo termine può avere, il classico è quel racconto i cui lettori impliciti coincidono con lettori reali di epoche molto diverse e distanti tra loro.

In questo senso Babar è proprio un classico, i bambini di oggi lo amano come l’hanno amato i bambini degli anni ’30 e poi ’40,’50 e via via fino al nuovo millennio.

Le interpretazioni anche politiche delle vicende di Babar re occidentale che porta civiltà nell’africana savana non sono mancate e tuttavia quello che ci resta non è datato né lontano da noi. Quello che ci resta è una narrazione pulita, che non risparmia luci e ombre ma risolve nella catarsi.

Oggi le storie di Babar sono state riproposte in un’edizione bellissima di Donzelli.

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