La biblioteca scolastica e la biblioteca di classe

Oggi avrei dovuto raccontarvi di un libro bellissimo…e invece ho deciso di rimandare questo libro a lunedì, lasciandovi come color che son sospesi, e di dedicarmi a questo tema secondo me importantissimo: le biblioteche scolastiche e le biblioteche di classe.

La biblioteca, più ancora della libreria, è la prima e migliore opportunità di incontro tra libri e bambini, in questo senso è una risorsa unica che va sostenuta e incoraggiata in ogni modo. Quasi tutte le scuole hanno una biblioteca scolastica e, dove non ci sono queste, si creano biblioteche di classe.

Là dove ci sono queste piccole biblioteche spesso si avviano anche dei mini progetti di prestito.

Fin qui tutto bene… ribadiamo ciò che sappiamo e basta? A che pro questo post?

Arrivo al punto.

Fin qui tutto bene, il palco crolla, aimè troppo spesso, quando si va a vedere cosa queste biblioteche offrono.

Non so se vi sia mai capitato di guardare dentro la vostra biblioteca di scuola, io tendo a farlo ovunque mi capiti e devo dire che quasi sempre resto scorata, scornata, scoraggiata, avvilita, ditelo un po’ come volete ma il concetto è questo.

Riempire uno o più scaffali di libri NON può voler dire riempirli di qualsiasi libro.

I libri, purtroppo, non valgono purchè siano…

I libri non sono oggetti neutri

Per i libri non vale il meglio un libro qualsiasi che niente…

Questo è un pensiero che anche io ho fatto a suo tempo, un pensiero ingenuo che ingenuamente riempie scaffali e scaffali di BRUTTI libri nelle biblioteche scolastiche e nelle biblioteche di classe.

Lo so, state pensando: perché no? Perchè non basta avere un libro qualsiasi esso sia?

Perché con i libri si crea un’ IMPRINTING alla lettura. I libri brutti non creano questo imprinting e non solo non “fanno” lettori ma li allontanano non riuscendo a catturare il loro piacere.

La lettura è un bisogno secondario basato sul principio di piacere e dunque sull’iterazione, la ripetizione. Se la lettura, che già è un bisogno silente (come l’affetto, ad esempio) in quanto secondario, non produce piacere, non scatena le sinapsi e le emozioni, e non lo fa perché i libri brutti non sanno farle queste cose, allora meglio qualsiasi altra cosa di un libro.

Lo so, è un’affermazione fortina ma me ne assumo la responsabilità piena.

E il danno, i libri brutti, lo fanno non con i lettori, ovviamente, che sanno lasciare un libro e prenderne un altro, ma lo fanno con i non-lettori che sono esattamente i bambini a cui dobbiamo dedicare più attenzione nella proposta di libri.

Coi non-lettori l’incontro con un libro brutto vuol dire, banalmente, un mancato incontro, un’occasione persa e forse molte altre occasioni che si perderanno. Quindi non si tratta, secondo me, di una responsabilità da poco.

Arriviamo al punto però del perchè ci siano libri brutti o inadeguati nelle librerie scolastiche e di classe.

La risposta è, per la maggior parte dei casi mi pare di intendere, perché i libri vengono donati e si accetta ogni tipo di donazione, anche da genitori e spesso a monte, e nemmeno a valle, a dire la verità, manca del tutto una cernita, una selezione da parte di un insegnante competente.

Purtroppo non tutti sono come la Fondazione Bellonci che, è di oggi la notizia, che dona alle scuole libri in selezione per il premio strega ragazzi, se penso ad esempio, alla lodevolissima campagna di Giunti per donare i libri alle scuole, penso subito che se è il genitore o il cliente di passaggio che sceglie un libro da donare forse non è detto che faccia una scelta appropriata… Sistemando alcune biblioteche scolastiche me ne sono trovati diversi tra le mani e non tutti meritevoli di comparire in una  biblioteca di una scuola.

A questo punto la domanda ultima che arriva a riguardo: ma chi decide quali libri piacciono a quali bambini?

Nessuno, il gusto di ciascun bambimo è insindacabile e deve essere rispettato e tutelato.

MA qui non stiamo parlando di gusto bensì di QUALITA’, a parità di qualità ognuno può scegliere ciò che vuole, ma dal recinto qualità non si può uscire.

La lettura è pratica essenziale per lo sviluppo e il piacere dell’essere umano, la famiglia è luogo essenziale per seminare il meme della lettura, ma dove si esprime la vera potenza d’inseminazione di fioritura di teste di massa è la scuola e tra le responsabilità in questo senso rientra in pieno la strutturazione di una BUONA biblioteca scolastica o di classe.

Tanti, tantissimi gli esempi positivi e la buona volontà degli insegnanti è straordinaria ed essenziale in questo, ma forse una pratica di qualità, ovvero una consapevolezza della necessità di una pratica di qualità dovrebbe essere davvero auspicabile.

Che ne pensate?

Io, per il mio, sono a disposizione per ripulire e rimpinguare biblioteche in cerca di libri!

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1 Comment

  1. Susanna

    La biblioteca scolastica merita attenzione e necessita di essere oggetto di riflessione continua. Noi, una scuola dell’infanzia, abbiamo preso la decisione di tenere nella bs solo libri di qualità medio-alta, riservando i libri più “commerciali” alla bibliotechina di sezione, dov’è il libro è anche oggetto di gioco. Penso sia giusto che un bambino trovi i libretti di Peppa Pig a scuola perché è un personaggio che fa parte del suo vissuto affettivo, ma come insegnante ho il dovere di mostrare altri paesaggi, predisponendo percorsi nuovi, invitando ad altri viaggi.

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