L’orso con la spada

 Età di lettura: da 4 anni

Pagine: 32

Anno: 2008

Editore: Zoolibri

Autore: Davide Calì

Illustratore: Gianluca Folì

 

Questo giovedì in via del tutto eccezionale vi racconto con piacere una lettura fatta in classe prima: “L’orso con la spada”.

Chi da bambino non ha mai desiderato una spada?!?

Certamente è un’arma ambita più dalla categoria dei “maschi cruenti” (calco volutamente la mano sull’etichetta) ma chi tra le “femmine” non ha mai desiderato provare almeno per una volta la spada dell’amico, del cugino o del fratello, il più delle volte ricevendo magari pure una risposta negativa “No, perché tu sei una femmina!”.

Non amo i libri dal finale scontato, né tantomeno quelli con la morale sbandierata dalla seconda pagina in poi… ma quest’albo che nutre in sé un insegnamento profondo, mi aveva incuriosito fin dall’inizio.

Ricordo che una volta mia nonna (che odiava le spade e qualsiasi tipo d’arma che richiamasse anche lontanamente alla violenza) comprò a mio fratello una bellissima spada luminosa (avendo questa funzione luminosa non poteva certo far male) cambia colore (da rosso a blu). Ovviamente ne volevo una anch’io ma la risposta, giusto per confermare lo stereotipo, fu “una spada a te che sei una femmina, certo che no, le femmine non giocano con le spade!”… mancava aggiungesse “le femmine giocano con le bambole” e il gioco era fatto.

A casa mia attualmente i miei due figli dispongono di una piccola collezione di spade: gommate, gonfiabili, dei Pirati, di Star Wars… Una vince in assoluto per la sua duttilità, infatti è la più utilizzata (e consumata). Grazie alla sua conformazione esile risulta infatti ottimale anche per il recupero di piccoli oggetti, come ad esempio LEGO, sotto mobili bassi di design, esteticamente molto belli, ma praticamente molto scomodi perché lasciano una ristrettissima fessura tra il mobile e il pavimento.

spada

Veniamo allora alla lettura vera e propria… Si tratta di un bell’albo, grande… Il testo su fondo bianco sembra “battuto a macchina”. Narrato in terza persona ma lasciando ampio spazio ai dialoghi. Il protagonista è un grande orso che ha in suo possesso una spada, di cui va molto fiero.

“La mia spada può tagliare qualsiasi cosa” diceva.

E per provarlo non faceva altro che tagliare cose:

 Zap! Zap! Zap!

I bambini sono tutti attenti e silenziosi. Uno si fa coinvolgere a tal punto che inizia a mimare il gesto del tagliare come se reggesse veramente in mano una spada forte e tagliente, capace di tagliare in due tutto quanto gli capita sotto tiro, in verticale, in orizzontale, in diagonale. Zap! Zap! Zap!

A volte i bambini (e forse anche gli adulti… ma negli adulti i meccanismi di autocontrollo sono più efficaci…) hanno l’istinto di spaccare tutto… Non lo fanno con cattiveria… è un’ingovernabile forza interiore che prende il sopravvento e fa combinare dei danni che non si sarebbero voluti fare ma… “è stato più forte”.

Comprendere la conseguenza delle proprie azioni è una cosa difficile da fare per un bambino di questa età in cui deve ancora avvenire il passaggio al pensiero astratto, ma questo libro sa parlare ai bambini e li aiuta a riflettere su questo aspetto della loro interiorità.

Le illustrazioni più che realistiche, le definirei “narrative”, raccontano in un solo disegno a doppia pagina un’intera sequenza di azioni e al contempo riescono a trasmettere pensieri ed emozioni provati dall’orso.

Questo libro mi piace per la consequenzialità degli eventi che ogni volta vengono ripetuti dall’inizio a ritroso (per intenderci come nella celebre canzone di Branduardi Alla fiera dell’est). Bisogna tornare all’inizio per capire la causa principe di quanto accaduto.

L’orso con la sua spada era invincibile e poteva tagliare tutto in due.

Il problema nacque nel momento in cui trovò il fortino distrutto. Il SUO fortino, quello che LUI si era costruito per difendersi da un eventuale nemico.

È interessante leggere tra le righe come anche qui l’autore dimostri di conoscere a fondo i bambini e, per certi aspetti, anche gli adulti. Nessun problema finché azioni, contesti, parole portano danni a terzi, ma quando si viene toccati in prima persona, scatta un meccanismo di difesa il cui unico obiettivo è scovare il colpevole e punirlo a dovere.

Così comincia la ricerca dell’autore di quest’ignobile azione. Ciascun presunto colpevole rimanda ad un altro, fornendo prove concrete riguardanti l’accaduto e descrizioni fisiche dettagliate riguardo il nuovo indiziato. E così i guardiani della diga (due castori) rimandano al babirussa.

“Babichèè?!?? Dissero in coro due bambine. “Babirussa!” …guardando il disegno… “sembra una specie di maiale” disse un bambino. “Ma esiste davvero?” chiese un altro “…sembra un nome inventato”. E invece esiste davvero e appartiene alla famiglia dei suidi, parente del comune cinghiale.

Il babirussa rimanda alla volpe e la volpe agli uccelli. Gli uccelli accompagnano l’orso sul luogo da cui tutto ha inizio: il bosco, pieno zeppo di alberi tagliati a metà. E qui l’orso si rende conto di essere lui stesso il colpevole, l’origine di quanto accaduto.

L’illustratore, in questa scena, rappresenta l’orso in bianco e nero con un’espressione attonita, delusa e incredula… tipica di chi ha appena fatto una spiacevole scoperta. “È stato lui!” (Anche i bambini l’hanno capito).

“ L’orso capì che non c’era nessuno

 da tagliare in due con la sua spada

 a meno che di non tagliarsi lui stesso

 con un colpo secco.”

Il bello è quel che innesca il fatto di aver scoperto la verità. L’orso avrebbe potuto mentire, arrabbiarsi e scappare o… provare a rimediare al danno fatto.

spada orso

Commenti dei bambini a caldo:

“Anch’io avrei fatto come l’orso”

“Lo sai che mio nonno ha costruito una casetta per gli uccelli?”

“Ha imparato la lezione, eh!”

“Non si abbattono gli alberi”

“Ma il babirussa è guarito?”

Questo albo funziona perché…

– testo e illustrazioni si completano, interagiscono attivamente e sinergicamente

– la storia non è troppo lunga e mantiene viva l’attenzione dei bambini

– è adatto ai bambini, dimostra di conoscerli, di comprendere a fondo e rispettare il loro pensiero

– è divertente e coinvolgente ma allo stesso tempo aiuta a riflettere

– riesce a trasporre il lettore (bambino) nell’immedesimazione con il protagonista

Dopo questa lettura, leggera ma coinvolgente, i bambini sono calmi e tranquilli…

Dovessi dar retta a loro dovrei leggere “…almeno altri tre libri” ma il tempo stringe quindi ora prendiamo i quaderni e cominciamo a scrivere la data e a far la cornicetta!