Un libro in cartella. “Il sogno delle stagioni”

Il sogno delle stagioni

Età di lettura: da 5 anni

Pagine: 44

Anno: 2014

Editore: Donzelli

Autore e illustratore: Arianna Papini

 

Sulla scia del mio precedente post oggi vi propongo un albo che pur trattando il medesimo tema – le stagioni –  è decisamente diverso.

Oggi i bambini sono particolarmente agitati. Abbiamo appena terminato un laboratorio sui solidi con la pasta di sale e gli stuzzicadenti e ora… scienze! C’è però una tale confusione che sarà un’impresa convincerli a sedersi. Sono molto stanchi in questi giorni: forse per colpa del forte vento? O delle previsioni di neve? O semplicemente la fine di questo primo quadrimestre? Chi lo sa… sta di fatto che per sederli o sedarli, che dir si voglia, ho dovuto sfoderare la mia arma segreta: estrarre lentamente, mooolto lentamente, dalla mia cartella… un libro! Non un libro qualunque, ma un bellissimo albo illustrato che per le particolari dimensioni, tutt’altro che ridotte, ha faticato ad entrare in cartella!

 

Prima di arrivare alla lettura vera e propria vorrei però raccontarvi dove ho preso questo libro e perché.

Giorno libero. Ebbene sì, le maestre hanno un giorno libero; utile per riposarsi e programmare le attività e le lezioni dei giorni successivi. Io per il mio giorno libero ho sempre grandi idee e numerosi progetti. Probabilmente, per realizzarli tutti, un’intera settimana libera non basterebbe ma… da qualche parte bisogna pur cominciare. Così questa settimana ho deciso di passare la prima parte del mio giorno libero in biblioteca. Ho perso la cognizione del tempo, continuavo a passare da un libro all’altro, a lasciarmi rapire da immagini o titoli bizzarri. La pila di libri scelti sul tavolo continuava ad aumentare, eppure avevo selezionato “solo” i libri “indispensabili”! Gli insegnanti hanno il privilegio di poter prendere in prestito dieci libri anziché sei. Io ho usufruito pure delle tessere dei miei figli (che so apprezzeranno sicuramente).

il sogno delle stagioni

Libri esposti ovunque, su mensole, scaffali, tavoli, appesi al muro, penzolanti, sorretti da un nastro… ed eccolo là il nostro libro, il libro prescelto per la prossima lettura, spicca tra gli altri e capta la mia attenzione: “Il sogno delle stagioni”. La dimensione onirica già di per sé mi affascina, le immagini di quest’albo ancor di più. Lessi questo libro per la prima volta qualche anno fa a Sarmede e, come il piacere di un vecchio incontro, l’avrei riletto molto volentieri con i bimbi di seconda.

“Il sogno delle stagioni”.

Questo racconto mi piace perché narra un argomento, solitamente prettamente scientifico, con un’umana dolcezza che oltrepassa la ratio e risveglia pensieri e sensazioni che spesso si pensano e provano, ma che non è arte di tutti saperli esprimere. Arianna Papini scrittrice ed editrice di questo albo invece ci è riuscita alla grande in questo albo che sa un po’ di mito e un po’ di poesia, accompagnato da illustrazioni stupende. Di primo impatto colpisce sicuramente il formato, piuttosto grande, rettangolare 38,5 x 26,5 cm. Così è stato anche per i bambini “Wow, che librone maestra!” e a seguire “Che forte si apre da sotto in su…”. Esattamente, solitamente siamo abituati a leggere i libri aprendoli da destra verso sinistra e leggendo il testo da sinistra verso destra. In quest’albo nessuna variazione per la lettura del testo, ma per l’apertura delle pagine sì. Infatti testo e immagini pur sviluppandosi orizzontalmente, hanno il dorso posto orizzontalmente anziché verticalmente.

È una lettura narrata dal cuore di mamma che la sera per addormentare i bambini deve riuscire a rispondere alle loro mille domande, che puntualmente arrivano prima di prender sonno, e allo stesso tempo rasserenarli di modo che possano chiudere gli occhi tranquilli e fare bei sogni. È un leggere per il semplice piacere di leggere, un leggere per il puro piacere di ascoltare una storia (pur sempre a tema) e per rilassarsi rincorrendo pensieri e sensazioni lasciando spazio all’immaginazione.

“Chi decide se domani nevica?” “Perché passa il tempo?” “Perché c’è l’inverno?”

I bambini hanno sempre un sacco di domande da porre… da questioni senza importanza che però a loro paiono vitali (“cosa facciamo adesso?”, “posso andare in bagno?”, “quante ore mancano all’uscita?”) a domande di senso, molto profonde dalle quali talvolta noi grandi tendiamo a svicolare, per svariate ragioni: il tempo, il senso di inadeguatezza e, infine, la tendenza a delegare. Invece, secondo me, è “giusto” rispondere, nel senso di “doveroso” e “responsabile”.

Io traduco le domande dei bambini come curiosità, voglia di sapere, nutrimento per crescere, ma anche come bisogno di attenzione, voglia di dialogo, tempo da trascorrere insieme. Può capitare che si sia di fretta e non ci sia il tempo necessario per rispondere adeguatamente o di trovarsi “impreparati”. Nessun problema basta ricorrere alla vecchia “G” e “Giustificarsi” con promessa di adempiere al proprio compito. Ammettere sinceramente di non sapere. Ciò però non ci esime dal rispondere, ci offre semplicemente l’opportunità per prepararci adeguatamente e rispondere in un secondo momento, mantenendo fede alla promessa fatta.

Il libro narra di una sorta di viaggio in quattro diversi luoghi, personificati da quattro personaggi: il vecchio del mare, l’idolo Landù, l’uccellino col fischio d’autunno, la manta, che si aggiungono di volta in volta con nuove speranze e aspettative in questa ricerca. Ogni luogo è caratterizzato da una condizione “per sempre”, che inizialmente sembra la migliore in assoluto, poi a lungo andare perde il senso e crea noia. Si parte da quella che si scoprirà poi essere l’estate, vengono nominate le caratteristiche senza dare un nome alla stagione, ma inevitabilmente i bambini se sanno una risposta non possono stare zitti quindi ecco due bambini che, rigorosamente senza alzar la mano, in contemporanea, esclamano “È l’estate!” e io continuo imperterrita la lettura, luogo dopo luogo, stagione dopo stagione.

Il sogno delle stagioni

 “Nessuno sapeva più dove andare, tutti avevano nostalgia senza capire di cosa, perché ormai sapevano che ogni posto se è per sempre perde la sua gioia”. Sarà il vecchio del mare a proporre la soluzione, ossia “In un anno ci sono dodici mesi, se ogni tre mesi ci sposteremo, ogni Paese per sempre sarà un Paese per un po’ e non ci annoieremo mai più. I nostri viaggi li chiameremo stagioni e ci ricorderanno che il tempo trascorre, perché dopo avremo imparato una cosa in più”.

Commenti dei bambini a caldo… “Ma davvero sono nate così le stagioni?” “Io vorrei vivere sempre in estate” “Io vorrei vivere in un posto dove non ti danno mai compiti” “Io vorrei vivere un po’ in estate e un po’ in inverno perché mi piace tanto il mare, ma anche la neve” “Mio papà si prende sempre la pizza quattro stagioni” “Che dolce questo libro maestra, stavo per addormentarmi…

Mi ha colpito un bambino che ha detto “Io però non ho capito tutti i disegni…”. Interessante, le illustrazioni più delle parole non sempre sono comprensibili. Dicono qualcosa sul testo, dicono qualcosa che l’illustratore ci teneva a comunicare, dicono qualcosa a te lettore che le interpreti a modo tuo seppur non in maniera esaustiva, c’è sempre uno spazio dove poter ampliare interpretazioni e conoscenze.

Concludendo…

…credo sia positivo che i bambini abbiano sempre una “scorta” di domande ed è nostro compito come insegnanti, genitori, educatori, adulti stimolarli sempre su questo versante. Mi piace perché anche il libro “si conclude senza concludere” , lanciando delle domande (anche su temi forti come la morte) senza dare risposta, lasciando sempre un’apertura a nuovi pensieri, a nuove domande, lasciando aperta la possibilità di rispondere e… di narrare una nuova storia.

← Previous post

Next post →

2 Comments

  1. Anonimo

    Deve essere molto bello…

Lascia un commento