Quando finimmo di leggere Babe maialino coraggioso di Dick King-Smith ci innamorammo, io e mia figlia, talmente tanto di questo autore che cominciammo a cercare altri suoi libri. Con mio grande disappunto scoprii che sono quasi tutti fuori catalogo e che a questi titoli non è stato dato molto spazio, poche segnalazioni, ancora meno recensioni…e così lasciai un po’ perdere.

Però poter contare su spacciatori di libri come Carla Ghisalberti fa la differenza e così ci siamo buttate a pesce in biblioteca quando ci ha proposto la lettura di Mr Gorilla di, appunto, Dick King -Smith edito nella collana “I delfini” della fabbri e ormai fuori catalogo.

Se, come dire, un certo amore per gli animali mi era parso trasudare dalla narrazione di Babe , in Mr Gorilla questo viene tematizzato: la storia ruota interamente attorno al piacere di avere animali…e non solo.

Mr Godfrey Riley Lambert Spring-Russel di Penny Royal, alias Mr. Gorilla, è un signore anziano che, lasciato dall’arcigna moglie e senza figli ormai lontani, decide di realizzare un desiderio che durante la vita familiare aveva sempre dovuto reprimere: avere animali per casa. Il maniero in cui Gorilla vive è talmente grande e vuoto che ogni stanza è perfetta per accogliere ogni tipo di animale: conigli, porcellini d’india, uccellini… tutti liberi e liberi di riprodursi. Non passa molto tempo che la situazione degenera, gli animali si moltiplicano, specie i conigli, e sembra che il padrone di casa non sia in nessun modo in grado di contenere la situazione o meglio, sembra non sia in nessun modo interessato a volerla contenere! Per fortuna però comincia a bazzicare in casa sua una coppia di Rom, Jake e Joe, approdati per caso nella cittadina di Gorilla: padre e figlio che il vecchio signore accoglie come, e probabilmente di più, fossero membri della famiglia, di questa nuova strampalata famiglia basata sulla cura degli animali. Grazie ai suoi nuovi amici – è soprattutto il bambino Jake a legare con Gorilla, lo aiuta e segue e, talvolta, controlla come nessun’altro sa fare –  Mr. Gorilla decide di donare i conigli ai bambini della scuola, limita gli uccellini e riporta la casa ad un numero quasi accettabile di animali in cui entrano a far parte della famiglia anche il pappagallo Bob indaffaratissimo, un cucciolo di cane, figlio della cagna di Jake, e una dolcissima asinella figlia dell’asinella di Joe.

La sera della festa di Guy Fawkes il maniero prende fuoco a causa di una scintilla persa dai fuochi d’artificio sparati da Mr. Gorilla, tutti gli animali vengono messi in salvo ma la casa e tutto ciò che per secoli aveva conservato vanno letteralmente in fumo.

Subito inizia a correr voce, in paese, che sono stata i due zingari ad aver appiccato l’incendio, i bambini iniziano a guardare male a scuola Jake bambino zingaro, c’è chi cambia strada per non dover salutare il padre …insomma l’aria si fa pesante e questa aria pensate diventa l’occasione per Mr Gorilla per decidere di cambiarla proprio, l’aria, di riniziare una nuova vita con le persone e gli animali che ama, con gli affetti che ha saputo costruire in questa parte avanzata della vita. Mr.Gorilla non si piange addosso ma si compra una bella roulotte, studia un percorso con i suoi amici e parte. Noi non lo seguiamo. La narrazione si chiude qui perché tutto ciò che valeva la pena narrare è stato narrato.

Vorrei riuscire a dirvi di cosa racconta nel profondo questo libro ma mi risulta impossibile perché dentro c’è tutto: l’affettività, la speranza, la possibilità di una nuova esistenza, il pregiudizio, la sorpresa, la famiglia come non l’avreste mai pensata…in una parola c’è la vita.

E per questo e per il modo leggero e soave con cui questa storia è scritta che è bellissima l’immagine che Faeti ne dà nella postfazione: questo libro sembra una spedizione verso il frigorifero o la dispensa alla ricerca di cose buone da prendere e dividere, cose che si scelgono in assenza di divieti.

Il signor Gorilla non urla, non fa proclami, non vuol convincere, non scrive niente sui muri. Lo ricorderemo sempre, con i gusti alimentari di un bambino, con la sua dolcezza, con la sua tolleranza, con gli abiti spiegazzati, assolutamente, certamente libero. (Postfazione di Antonio Faeti)

Ecco, questo è ciò che resta, indubbiamente, un senso profondissimo di libertà rispettosa e delicata, un libro e una scrittura che davvero sarebbe bello i bambini incontrassero per scoprire che un mondo diverso è possibile, che un modo diverso di stare al mondo è possibile. Soave e irresponsabilmente responsabile.