Un libro in cartella. “Perché?”

Perché?

 Età: da 6 anni

Pagine: 40

Formato: 24×24

Anno: 2007

Editore: San Paolo

Autore e illustratore: Lila Prap

 

 

Il prestito dei libri presi in biblioteca stava per scadere.  Mi rifiutavo categoricamente di passare per la sola restituzione dei testi. Speravo, piuttosto, di trovare quanto prima l’occasione per andare in biblioteca con calma, magari a scovare qualche altro bell’albo.

La settimana scorsa, finalmente, complici una serie di fattori positivi come ad esempio un acquazzone inaspettato e un pomeriggio libero da attività sportive o incombenze familiari, accompagnata da mia figlia, ci siamo dirette verso la biblioteca.

Era la prima volta che andavo in sua compagnia, dopo il rinnovo locali; così chiedemmo alla bibliotecaria di accompagnarci in un tour tra le varie sezioni e stanze di libri.

“Al piano terra come hai visto c’è uno spazio dedicato ai più piccoli, fascia 0-3 e 3-6.

Vieni… seguimi pure… Cominciamo da qui, negli scaffali di sinistra trovi libri di poesia, a seguire sullo stesso lato i silent book ossia i libri senza parole, poi degli albi particolari con significato profondo. Nella libreria di fronte troviamo invece i grandi classici della letteratura per l’infanzia, i miti e a seguire la sezione fumetti. Ci spostiamo ora nella sala di qua dove puoi trovare albi illustrati adatti alla tua età, qui accanto i libri per le prime letture scritti in stampato maiuscolo e di fronte tutta la narrativa e le varie collane. In quello scaffale puoi trovare i gialli. L’ultima stanza in fondo invece è dedicata alla divulgazione scientifica, il cui obiettivo è far conoscere al pubblico in modo corretto ma efficacemente comunicato, i risultati delle ricerche e delle pubblicazioni scientifiche.

Buona lettura e per qualsiasi cosa tu abbia bisogno sai dove trovarmi”.

Io e mia figlia, da buone lettrici e nel comune rispetto dei reciproci interessi, abbiamo deciso di darci un tempo e… dividerci.

Io mi soffermai nella sezione albi e lessi alcuni libri a me sconosciuti che mi colpivano per le illustrazioni colorate, dal tratto deciso o per il titolo. Poi decisi di fare un giro anche nella sala contenente i libri di divulgazione scientifica.

In uno scaffale vidi libri di grande formato, simili ad atlanti o enciclopedie, cominciai a leggere i titoli scorrendo i vari dorsi. Scoprii qualche copertina dai titoli scritti in nero e a caratteri cubitali, con foto di animali delle più disparate specie. Tra questi mi colpì uno decisamente più piccolino rispetto agli altri.  Formato quadrato… e illustrazione in copertina disegnata, non foto per capirci; assomigliava molto di più a un albo… Il carattere del titolo tutt’altro che serioso o scolastico, una sola parola scritta in stampato minuscolo bianco “Perché?”. Cominciai a sfogliarlo.

Interessante il connubio scienza e fantasia, troppo spesso viste in antitesi in realtà facilmente conciliabili se accompagnate da una buona dose di maturità e sana ironia. Decisi che l’avrei preso in prestito e portato in classe al vaglio dei miei piccoli grandi lettori, i miei beta tester.

I bambini per natura sono curiosi e amano far domande e, la domanda che in assoluto usano più frequentemente dopo “Dov’è la mamma?” è sicuramente “Perché???”.

Perché accade questo, perché accade quello… Perché fa così, perché fa colà. Perché io, perché tu…

A partire dai tre anni, con lo sviluppo del linguaggio, a volte anche prima, inizia la fase dei perché e si protrae con una consapevolezza diversa anche fino ai sei-otto anni.

Perchè?

Questo libro è una raccolta di domande che iniziano appunto con il “Perché…” e l’autrice coinvolgendo il lettore si interroga sulla natura di alcune caratteristiche fisiche o comportamentali note che contraddistinguono alcuni animali: dalla risata della iena, alle strisce bianco/nere delle zebra, allo spruzzo d’acqua della balena, alle corna forti del rinoceronte, alle gobbe del cammello, alle lacrime di coccodrillo, al collo lungo della giraffa, al marsupio del canguro, allo sbadiglio dell’ippopotamo, alla criniera del leone, al serpente che striscia, ai baffi del tricheco, alla coda lunga della scimmia, alla proboscide dell’elefante.

Ad ogni domanda seguono alcune possibili e improbabili risposte dettate dalla fantasia dell’autore e infine una stellina nera accompagna la risposta data da studi scientifici.

I testi riguardanti le informazioni ironico-fantasiose sono scritti in un carattere informale in stampato minuscolo o maiuscolo più o meno marcato, bianco o nero. I testi delle informazioni scientifiche invece sono scritti in carattere formale e ordinato, nero, dimensione costante, sul lato destro della pagina tipo colonna.

Le illustrazioni sono semplici, a doppia pagina, marcate da un contorno netto piuttosto spesso. Sono di immediato impatto visivo e facilmente riconoscibili anche per i bambini più piccoli (fascia 3-6).

Nel complesso il libro è piuttosto lungo per cui, per ovvie ragioni, vi racconterò solo alcune domande o meglio solo alcune risposte date dai bambini, quelle che mi hanno colpito di più.

Devo dire che molte risposte fantasiose coincidevano con il pensiero dei bambini, ciò dimostra che l’autore conosce bene il suo pubblico e le sue esigenze.

Inoltre per quattro domande i bambini hanno azzeccato la motivazione scientifica. Ho trovato questo aspetto molto interessante, al di là che per alcuni bambini potesse coincidere con un sapere pregresso per altri è stato solo frutto di un pensiero ipotetico-deduttivo.

Riporto in maiuscolo la domanda, in corsivo le risposte scritte sparse nel libro, a seguire alcune delle risposte date dai bambini della classe a cui ho letto il libro, ossia una seconda scuola primaria.

PERCHÉ LE IENE RIDONO?

“…perché hanno le rotelle fuori posto, perché sono delle sciocchine, perché soffrono il solletico quando camminano scalze sull’erba”

“Perché hanno la ridarella” “Perché sono simpatiche” “Perché sono iene”

Segue la spiegazione scientifica.

PERCHÉ LE ZEBRE SONO A STRISCE?

“…perché non sanno decidere se essere bianche o nere, perché sono scappate di prigione, perché anche le loro mamme hanno le strisce…”

Ed ecco l’immancabile risposta dei bambini-calciatori in un coro unisono “perché tifano la Juve!”.

Segue la spiegazione scientifica.

PERCHÉ LE BALENE SPRUZZANO L’ACQUA?

“…per lavare le nuvole, per annaffiare l’erba del mare, per annaffiare l’erba del mare, per gioco, perché quando hanno il raffreddore gli cola il naso”.

Un attimo di silenzio, tutti intenti a pensare per trovare una risposta originale, poi le prime mani alzate. “Perché si divertono a fare gli scherzi” “Perché da piccole hanno inghiottito una fontana?!?” “Perché si lavano il naso”.

Segue la spiegazione scientifica.

PERCHÉ I RINOCERONTI HANNO LE CORNA SUL NASO?

“…perché non potevano crescere da nessun’altra parte, così possiamo acchiapparli se vogliono scappare via, così possono tenersi forte quando starnutiscono”.

“Per difendersi” ed ecco la prima delle risposte azzeccate che coincide con la spiegazione scientifica. Ovviamente i bambini tutti soddisfatti per aver indovinato.

Perché i coccodrilli piangono?

“Piangono quando hanno sonno, perché sono viziati, perché hanno paura dell’acqua, perché nessuno vuole giocare con loro”

“Perché qualcuno li ha presi in giro e ci son rimasti male….”

Mi ha colpito molto la sensibilità di questo bambino, perché in quel momento il coccodrillo era lui. Un bambino molto vivace, allegro ed estroverso, mai fermo per più di due secondi, ma a volte preso in giro e quando capita scende la lacrima. Questo è uno dei poteri degli albi che mi piacciono, dare voce a paure, pensieri, emozioni, che altrimenti il bambino non saprebbe esprimere.

PERCHÉ I LEONI HANNO LA CRINIERA COSÌ FOLTA?

“Così non vengono scambiati per delle mucche, perché mangiano tutti i barbieri che cercano di mangiagliela, per sapere dove hanno la testa, per mettersi in mostra”

“Per ricordare agli altri animali che sono i più forti” “Per non prendere freddo” “Per evitare che i nemici gli azzannino sul collo”. Ed ecco un’altra risposta scientifica azzeccata.

PERCHÉ LE GIRAFFE HANNO IL COLLO LUNGO?

“Perché i loro corpi restano indietro rispetto alle loro teste, per avere la testa fra le nuvole, perché hanno ingoiato degli spaghetti crudi”

“Per mangiare le foglioline più alte sugli alberi” “Per guardare lontano” “Perché vogliono essere le più alte”. Anche tra queste una risposta scientificamente corretta.

PERCHÉ I CANGURI HANNO IL MARSUPIO?

“Così nascondono il loro ombelico, così non perdono i loro cuccioli quando saltano, per mettersi dentro i loro giochi”

“Per portare i propri cuccioli” “Per mettere la spesa” “Al posto della borsetta”. Anche qui tra le varie risposte quella scientifica, ma questa era già più risaputa anche se ovviamente ne ignoravano i dettagli.

“Perché?”

Un libro coinvolgente, un po’ meno narrativo e un po’ più didattico, ma ha saputo, tra il tono ironico e la spiegazione scientifica, tenere alta l’attenzione dei bambini, interessando chi per un aspetto, chi per l’altro. Ha solleticato la loro curiosità e la loro fantasia e ha permesso loro di sbizzarrirsi in pensieri più o meno divergenti osando con l’immaginazione o con probabili ipotesi scientifiche. Ha dato a ciascuno la possibilità di parlare e di essere ascoltato e anche questo aspetto è tutt’altro che scontato, ma di fondamentale importanza. Forte!

Chiudo il libro e un bambino alza la mano…

“Dimmi…”

“Maestra, PERCHÉ non ne leggiamo un altro?!?”

– “Arieccoci con un altro perché!

La classe scoppia in una fragorosa risata!

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5 Comments

  1. La sua descrizione mi ha convinta a comprarlo. Divertente quello che dicono i bimbi e degna di nota la spiegazione scientifica che accompagna i loro pensieri.

    • Chiara Costantini

      Grazie, non ne rimarrà delusa. I bambini sanno sempre stupirci… 🙂

  2. Anonimo

    Brava veramente bello

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