I fiori della piccola Ida narrati da Daniela Iride Murgia

Oggi ho deciso di farmi un regalo: vi racconto questo libro che è un regalo per chiunque lo abbia in mano e credo che in qualche misura sia anche stato un regalo che l’autrice abbia fatto a se stessa.

I fiori della piccola Ida nell’edizione illustrata e tradotta da Daniela Iride Murgia  edita da Edizioni Corsare è uno di quei libri destinati e restare nell’immaginario dei piccoli lettori di fiabe.

Non ho mai amato particolarmente le fiabe ma nella memoria ho impresse le illustrazioni della enciclopedia delle fiabe che girava in casa mia; leggendo e sfogliando I fiori della piccola ida mi sono chiesta se la mia immaginazione avrebbe preso strade diverse se avessi incontrato queste illustrazioni e questi colori da bambina.

Certe narrazioni hanno una sorta di potere magico, le fiabe più di altre, indubbiamente, decidere di illustrare una fiaba vuol dire decidere di confrontarsi con una tradizione che trascende la temporalità, devono tremare le mani all’idea di farlo, eppure vuol dire anche mettersi in gioco per dare nuova vita, nuovo tempo e nuovo spazio ad un racconto che viene da lontano e che può tornare ad essere presente.

E’ una presentificazione della fiaba che vive di per sè nell’immaginario collettivo e che si colloca in uno spazio e tempo definiti solo grazie alle illustrazioni.

Chissà perché Daniela Iride Murgia ha scelto di sperimentarsi in questa prova donandole anche le proprie parole, chissà perché ha scelto proprio questa fiaba di Andersen, qualunque siano state le ragioni profonde il lettore non può che essergliene grato… ma, al di là ddi questo, siccome sono anche una gran rompiscatole, provo a tentare una qualche lettura e interpretazione di questa bellissima (in senso pienamente estetico) operazione editoriale.

Daniela Iride Murgia ha un legame profondo con la Danimarca e, come dichiara apertamente il retro di copertina, questo albo è un omaggio floreale alla Danimarca e al suo genio Hans Christian Andersen che col suo ciuffo indica la strada a tanti autori per l’infanzia. Detto questo la fiaba scelta non è certo tra le più note, almeno in Italia, del grande scrittore danese e forse anche questo può esser stato un buon motivo per sceglierla, ma ciò che credo abbia fatto la differenza è il contenuto di questa storia in cui mi è parso di ritrovare tutta Daniela e la sua visione dell’infanzia.

Questa è una fiaba dichiaratamente dalla parte delle bambine e dei bambini, è una fiaba in cui forse più di altre si sente la voce letteraria di Andersen e meno “popolare”  e in cui la presa di posizione è nettissima: se il lettore si immedesima con la piccola Ida alla ricerca di una spiegazione  (a tratti sembra un racconto eziologico) e di una consolazione all’appassirsi dei fiori, la mano dell’autore (e dell’autrice in questo caso) è tutta nella narrazione dello studente che per Ida crea mondi immaginifici.

Il reale compare a tratti, impersonato dalla voce del vecchio cancelliere che non vede la miglior ora di dire che quelle che racconta lo studente alla piccola Ida sono tutte sciocchezze che non dovrebbero essere raccontate ad una giovane mente. Le solite vecchi e sempre presenti accuse mosse alle narrazioni per l’infanzia….

Ma nè la storia nè tanto meno le illustrazioni danno alcuno spazio al vecchio Cancelliere soporifero che impersonifica il mondo degli adulti ottuso all’infanzia.

Andersen e Daniela Iride Murgia la loro scelta di campo l’hanno fatta, netta e convinta: il regno dell’immaginazione esiste ed è colorato ed è complicato ed è esattamente il luogo dove hanno scelto di stare insieme ai piccoli lettori.

Le fiabe sono vere 

Scrisse nero su bianco Calvino nel 1956 per spiegare la sua attenzione alle fiabe, parole per spiegare agli adulti che hanno dimenticato di esser stati bambini.

Nei Fiori della piccola Ida non c’è rischio di fraintendere le intenzioni degli autori: questa è una narrazione partigiana dell’infanzia che nulla cede al punto di vista adulto.

Le illustrazioni di Daniela Iride Murgia, con il loro stile inconfondibile ma ogni volta diverso, nella loro straordinarietà racchiudono il segreto faticoso della leggerezza.

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1 Comment

  1. Manuela Simoncelli

    È Bellissimo
    Me lo sono regalato
    Mi piacciono le illustrazioni ma tantissimo il testo…come parlare della morte tra poesia e fantastica immaginazione , dove storia e colori si incontrano, come i fiori e la loro vita più misteriosa.

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