Dopo tutti questi paesi stranieri era anche ora di passare per casa.
Avevo già accennato alla presenza di del fumetto in Italia già a partire dagli anni 20-30, ma il vero boom è stato intorno agli anni 70 – 80.

Molto importante per l’editoria italiana è sicuramente la Sergio Bonelli Editore (tanto che ha una sua personale area a LC&G vista la folla che ogni anno si presenta).  Nasce nel 1940 con altri nomi, per poi collegarsi al nome di Sergio Bonelli, per l’appunto, che l’ha presa in gestione dal 1957.

Una casa editrice che ha segnato generazioni, grazie alle sue fantastiche storie d’avventura e la facile reperibilità in edicola di questi albi che sono quasi piccoli libri. È caratterizzata da diverse testate, ognuna legata ad un eroe principale, in cui si susseguono avventure autoconclusive dello stesso. È possibile che vi sia qualche antagonista ricorrente, ma comunque difficilmente si incontrano storie lunghe.

Confesso di non conoscere tutte le testate, se non le principali, ma indagando ho scoperto come abbiano pubblicato centinaia di diverse storie, è impressionante quanto, nonostante l’ “età” riescano a pubblicare ed essere apprezzati dal pubblico. Perché magari non ve ne ricorderete dal nome della casa editrice, ma di sicuro avrete letto un Tex o un Dylan Dog nella vostra vita, o anche la più recente Julia.

Ma non è solo Bonelli ad arricchire il mondo fumettistico italiano. Infatti, come ho già accennato dagli anni 70 sono settanta sono stati pubblicati diversi fumetti che sono passati alla storia.

Primo tra tutti va nominato Andrea Pazienza. Nessuno che legga fumetti può non conoscerlo o almeno averlo sentito nominare. Le sue opere sono ancora adesso attuali, lette e rilette. La sua capacità è stata di creare lavori che non seguivano la moda, ma che sono diventate dei classici. Più popolari sono la sua opera d’esordio Le straordinarie avventure di Pentothal e la creazione dell’iconico personaggio di Zanardi, nato inizialmente per i racconti della rivista Frigidaire e poi pubblicato in diverse raccolte. Quello che Pazienza ha cercato di portare nei suoi racconti è in un certo modo uno specchio della sua generazione di giovani Italiani degli anni 70.
A suo nome è stato creato un centro che si occupa di fumetti a Cremona, il Centro Fumetto Andrea PazienzaIn cui attualmente è in corso un’esposizione di tavole di Igort.

Una raccolta di cui mi sono innamorata è quella recentemente pubblicata da Coconino Press in occasione dei suoi 50 anni: la Trilogia di Guido Buzzelli. Contiene uno tra i primi graphic novel italiani e altri due racconti. Le storie sono tutte in bianco e nero, disegnate con la sola tecnica dell’inchiostrazione, ma non per questo sacrificate. E non usa solo la semplice suddivisione in vignette rettangolari, ma sfrutta anche tutta la pagina con giochi di luci e evanescenze. È caratteristico anche per i contenuti satirici e piuttosto grotteschi che pervadono tutti i suoi lavori: si passa dalla critica alla società a quella alle scelte del singolo individuo.

Un piccolo spazio va dedicato anche ad un super classico dell’infanzia di tutti: Topolino e le altre pubblicazioni Disney in Italia. Sballottato da una casa editrice all’altra, il topo è al lavoro dal 1932, tanto che ormai siamo oltre il numero 3000. Di Mickey Mouse conosciamo tutti la lunga storia, ma magari non tutti sanno che molti dei personaggi che appaiono nelle storie sono nati in Italia. Prendiamo il personaggio di Paperinik per esempio, né nato qui e poi è stato importato in moltissimi stati. Sono nate in seguito anche più specifiche riviste: PK e PKNA, che recentemente hanno compiuto 20 anni. Raccontano di PK come un vero e proprio super eroe che combatte invasioni aliene, con tanto di base segreta e androidi.

Questi sono solo pochi esempi delle vaste pubblicazioni nella storia del fumetto Italiano. Ma adesso chi incontriamo sullo scaffale delle novità?

Di certo, per popolarità non possiamo non nominare Gipi e Zerocalcare. Le più lunghe file di autografi di tutto il Lucca Comics, raggiunte forse solo da quelle per Sio. I due autori in realtà sono molto diversi, anche se accomunati dalla tematica dell’autobiografia. Da un lato Gipi è molto più introspettivo e spazia tra tecniche diverse di disegno e colorazione, mentre dall’altra Zeroclacare utilizza molto il banco e nero, caratterizzandolo con tratti spessi e utilizzando molto l’umorismo e la cultura della sua generazione.

Qui si conclude la mia carrellata di letteratura italiana del fumetto, come al solito, non ho potuto esplorare tutta l’Italia una sola paginetta, ma spero di aver fornito un quadro generale e spunti di lettura interessanti!

Graphic che?! è una rubrica (nella rubrica) che presenta in modo sintetico il fumetto e le sue tipologie. In caso vi siate persi qualcosa: ho già trattato la nascita del fumetto, il graphic novel, il manga e i supereroi.