Buon lunedì,

per la serie chi ben comincia è a metà dell’opera vorrei aprire questa settimana con un piccolo libro, un libricino, di cui si sta parlando parecchio, giustamente, un piccolo gioiellino ripubblicato da poco da Iperborea:

Sai fischiare, Johanna? di Ulf Stark.

Direttamente dal profondo nord, quello delle feste di mezza estate, dei libri della Lindgren e di Maria Parr e di altri grandi autori, arriva questo dolcissimo racconto in cui si parla di vita e di morte, di giovinezza e vecchiaia e delle une e delle altre senza alcuna contrapporisione. La vita come pare la si viva al nord, o come ce la portano qui a sud gli scrittori del nord, sembra essere una vita compatta in cui le esperienze sono possibili all’unisono, le dissonanze sono dissonanze di contenuto, di avvenimenti, non di “appartenenze”. Quanto è sorprendente il legame che si crea tra i bambini Ulf e Berra, protagonisti del racconto, e Nils, il vecchietto della casa di riposo che Berra si sceglie per nonno, è difficile a dirsi. I due si scelgono, come per un’affinità elettiva: il vecchietto ha bisogno di un piccolo nipote quanto e di più del bambino che cerca un nonno che gli dia la paghetta e giochi con lui.

Tutto avviene nel più naturale dei modi: se vuoi un nonno puoi andare a scegliertelo solo in una casa di riposo e questo è tutto. Sorprende anche l’immediatezza con cui Nils accoglie il suo nuovo, autoproclamatosi, nipote, magari i legami familiari avessero la stessa spontaneità!

Il mestiere del nipote non è facile, del nonno bisogna prendersi cura, e bisogna farlo più di quanto lui non possa fare con il nipote. Per il compleanno di Nils i due bambini organizzano una gita serale al ciliegio del vicino dove arrampicarsi a mangiare e rubare ciliegie. Sì, riescono a far salire e scendere dall’albero anche il vecchio Nils che mai si è sentito così bene nonostante l’età lo metta alla prova.

Berra e Ulf mettono letteralmente in scena un momento prediletto della vita di Nils che dal ricordo si fa presente e ridona vita. Ed è proprio da questa vita che poi verrà, naturale, senza strappi, la morte, la scomparsa. La sera della fuga sul ciliegio Berra promette al nonno Nils che lo tornerà a trovare solo dopo aver imparato a fischiare e così fa, ma ci mette qualche settimana ed in quel tempo accade l’irreparabile. Quando i bambini tornano alla casa di riposo per far sentire la canzone “Sai fischiare, Johanna” (da qui il titolo) a nonno Nils, nonno Nils non c’è più, è morto da pochissimo, tanto poco che i bambini faranno in tempo a partecipare al funerale.

Sì, un racconto in cui il contatto con la vecchiaia e la morte è diretto, essenziale, naturale, in cui la gioia di vivere non è in contrasto con la morte se non all’ultimo.

Una narrazione che, mi viene sempre da pensare in questi casi, solo un autore nordico può riuscire a portare avanti con tanta naturalezza. Una narrazione che sarebbe bello i bambini incontrassero perché nei libri per bambini di morte e di vecchiaia ce n’è davvero poca.

Perché, ce ne deve essere, chiederete voi?

Certo, in misura uguale a quanta ce nè nella vita. Allegria e tristezza, giovinezza e vecchiaia, salute e malattia, vita e morte sono entrambi sempre presenti nelle nostre vite e così devono essere nelle nostre storie e se pensiamo che ai bambini tutto questo debba essere risparmiato beh, credo che stiamo facendo un errore.

Ai bambini bisogna risparmiare l’inutilità della bruttezza, la violenza fine a se stessa, le narrazioni non adeguate, ma non la letteratura che, per altro, sola può aiutare a sostenere i momenti di angoscia, le domande e i pensieri in bilico che i bambini hanno e spesso custodiscono per non sentire gli adulti che li censurano.

Questo libro ha più di 20 anni ed è stato per molti anni edito nell’edizione del battello a vapore, Piemme, e non ne avevo mai sentito parlare, perché?

Indubbiamente per mia ignoranza, in primis, ma forse anche perché questa nuova edizione, nella sua eleganza grafica e nella sua essenzialità e pulizia richiama l’attenzione e sembra riconoscere, anche a livello esteriore, il valore e l’eleganza della narrazione che conserva. Quanti libri ci “perdiamo” perché non riescono ad attirare il nostro occhio?

sai fischiare, Johanna? è fortunatamente tornato in commercio ed io non posso che dirvi, andate a leggervelo e non fate alcun pensiero pregiudiziale, fate andare il libro dove deve andare!

I libro è tra i finalisti del premio Andersen italiano 2018 sezione miglior libro 6/9, staremo a vedere se lo vincerà!