“Un minuto”

 Età: da 6 anni

Pagine: 32

Formato: 19×23

Anno: 2016

Editore: Corraini

Autore e illustratore: Somin Ahn

 

Il tema del tempo ritorna, non come presente, passato, futuro, ma come percezione del tempo e, in particolare, di una frazione di tempo ben precisa: il minuto.

In un articolo della rubrica #unNidoDiLibri avevo già accennato a questo tema nella sua dualità di Kronos e Kairos ma non finirò mai di stupirmi nel conoscere tutte le diverse sfaccettature che esso può avere, soprattutto quando il tempo incontra il pensiero dei bambini e le loro emozioni.

Le ragioni per cui sono approdata a questo argomento questa volta sono però molto più pratiche: semplici esigenze di programma.

Classe seconda, scuola primaria, secondo quadrimestre. Età consigliata dai 6 anni. Solitamente è proprio a questa età che i bambini cominciano a chiedere l’ora sempre più spesso, una sorta di necessità fisiologica come la lettura per cui poco dopo chiedono anche di avere un orologio proprio. Ovviamente alcuni bambini un po’ più precoci avvertono questo bisogno prima, altri invece la avvertono più tardi. Ciò non vieta di poter leggere questo albo anche a bambini più piccoli data l’immediatezza dei disegni e l’interesse che questo argomento suscita già dai due/tre anni. Infatti nel giocare “a far finta di…” essere ad esempio la mamma o il papà che va in ufficio, spesso i bambini nominano la variabile tempo, fingendo di guardare l’orologio al polso o cellulare ed esclamando “Sono in ritardo”.

Entro in classe e dopo le solite incombenze (dall’appello alle imminenti pipì e disidratazioni croniche…) chiedo: “Bambini, come possiamo misurare il tempo?”, le risposte non tardano ad arrivare…

 “…con l’orologio”

 “…con la clessidra”

 “…una volta usavano la meridiana”

minutominutominuto

 

 

 

 

 

Un bambino aggiunge… “Ci sono tre tipi di tempo: quello fuori della finestra, quello dell’orologio e quello della musica” “Bravissimo – rispondo io – infatti possiamo parlare del tempo meteorologico, quando ad esempio in scienze facciamo le nostre osservazioni: se piove o c’è il sole, poi c’è il tempo cronologico che appunto misuriamo con l’orologio e infine tenere il tempo in musica significa rispettare il ritmo di una determinata canzone”.

Vi ho portato un libro… si intitola “Un minuto”, segue il coro unisono “Siiiiiiiiiiiiiii…” e poi un bambino dice “Maestra che strano titolo per un libro…

Pronti per la lettura vera e propria?

Un albo apparentemente semplice, testi brevi, con cadenza poetica, illustrazioni semplici, realistiche e immediate su fondo bianco; eppure molto profondo. Una semplicità disarmante direttamente proporzionale alla proposta di realtà e verità che propone, all’assaggio di relatività temporale, alla proposta di punti di vista diversi, alla silente proposta empatica di immedesimarsi in situazioni o persone diverse.

Inizia così: “Un minuto dura sessanta secondi. In un minuto, la lancetta dei secondi si muove sessanta volte mentre la lancetta lunga si muove una volta sola”

minuto

“In un minuto sbatti gli occhi venti volte”

“e i tuoi capelli crescono di 0,00068 cm.”

Continua… e racconta tutto quanto si può fare in un minuto, che a volte sembra corto, altre lunghissimo. Ad esempio in giostra o dal dentista. Sino a parlare dell’importanza cruciale che può avere un minuto come quando ad esempio si deve prendere un mezzo di trasporto o per evitare un incidente. Conclude dopo questa alternanza di minuti andando dritto al cuore…

“In un minuto qualcuno può andarsene…” nel senso di morire

“e qualcuno può arrivare” nel senso di nascere.

Conclude in positivo. Quanto mi piacciono i libri che non capisci la fine, poi la fine arriva e riescono a lasciarti a bocca aperta con il pensiero di un nuovo inizio.

Riportare i soli testi non ha senso, anche perché se non abbinati all’illustrazione perdono di significato. Le immagini completano le parole, non dicono la stessa cosa o se la dicono lo fanno in maniera diversa. La parte illustrativa non sussiste senza quella scritta e viceversa. Insieme narrano, insieme divengono albo illustrato.

Vi racconto allora i commenti a caldo dei bambini perché meritano davvero!

A commento della frase conclusiva “e qualcuno può arrivare”, senza nemmeno alzare la mano… “ma Maestra, per nascere ci vogliono nove mesi non un minuto!

Cosa si può fare in un minuto?

“In un minuto puoi ricevere una telefonata o fare un tuffo in piscina”

“Nella partita di calcio un minuto può essere fondamentale, puoi vincere o puoi perdere”

“Puoi addormentarti in un minuto… Io non ci riesco, ma mio fratello sì”

“Puoi attraversare una porta”

Ci sono minuti lunghi e minuti corti…

“Un minuto in estate è lungo perché il tempo passa lentissimo”

“Per me un minuto è corto quando sto con gli amici e lungo quando piove”

“Un minuto è lungo quando la mia sorellina combina un guaio dei suoi”

“A me non piacciono i minuti lunghi come quando mia mamma usa l’iPad e io non posso giocare”

“A me non piace aspettare per cui preferisco i minuti veloci”

“A volte a me il tempo vola come se fosse spazzato dal vento”

“Per me un minuto è corto in aereo e lungo quando la mamma fa shopping”

minuito minuto

Allora chiedo ma un minuto lungo dura di più di un minuto corto?!?

“Un minuto è 60 secondi”

“Un minuto è un minuto e basta”

“Sono uguali…”

Solo che?

“Solo che quando ci divertiamo sembra che il tempo passi veloce, invece quando ci annoiamo sembra lento”

Eh già il tempo pur trascorrendo sempre allo stesso modo viene percepito e vissuto in maniera diversa in base allo stato d’animo e alle persone con cui siamo assieme.

Una collega mi ha fatto notare che a pagina quattro ho letto “e i tuoi capelli crescono di 0,00068 centimetri”, ma non abbiamo ancora fatto i numeri decimali. La cosa mi ha fatto un po’ sorridere… Mi piace sempre pensare, come a suo tempo mi insegnò la Professoressa Lucangeli che noi, come insegnanti, educatori, genitori, dobbiamo agire nella famosa zona di sviluppo prossimale di Vygotskij, ciò non toglie la possibilità ogni tanto di alzare l’asticella, proporre qualche volo pindarico, osare un po’. Non significa andare fuori programma o proporre argomenti troppo alti, ma sapere che esistono anche i numeri con la virgola certo male non fa, anzi magari stuzzica la creatività e la sete di conoscenza nella proiezione futura.

Dopo questa breve introduzione siamo pronti per addentrarci coi bambini in  nuovi argomenti del programma: “ore, minuti, secondi, lancette” e ancora in un cerchio diviso in quattro quarti e ad ogni quarto corrisponde un’ora (12, 3, 6, 9) e in ogni quarto ci sono altre tre ore (dal 12 verso le 3: 1, 2, 3) e ogni ora corrisponde rispettivamente ai minuti 5, 10, 15 ecc.  Ecco quindi la tabellina del 5 e a seguire… un bel disegno esemplificatore!

I minuti, ciascuno di 60 secondi, a volte sono cortissimi, altre lunghissimi, ma uno dopo l’altro fanno passare il tempo ed ecco l’inesorabile suono della campanella che ci riporta alla realtà: tempo scaduto, almeno per oggi!

minuto