Non so se vi è mail capitato di chiedervi cosa stia accadendo in uno stesso momento ad altre persone, magari nello stesso luogo.

A me capita ancora spessissimo, posso immaginare destini e vite parallele, mi capita soprattutto quando entro in un classe, in una scuola e incrocio, anche se per pochi secondi, sguardi che contengono storie di esistenze le une lontanissime dalle altre.

Accade anche a volte, che in uno stesso, breve, arco di tempo si concentrino cambiamenti di vita importanti, quelli dopo i quali nulla potrà più essere come prima.

E’ questo ciò che accade a Ilyes, Ocèan, Lèa e Clement, i quattro protagonisti di 3300 secondi di Fred Paronuzzi, da poco edito da Camelozampa.

50 minuti, 3300 secondi, appunto, in cui tutto può accadere e tutti può cambiare. 1 ora scolastica, quello spazio di tempo relativo stretto tra il suono di due campanelle.

11.10-12.05 più una manciata di secondi in cui 2 ragazze e 2 ragazzi raccontano cosa sta loro accadendo in quel preciso istante lungo 3300 secondi; una soggettiva assoluta, 4 narrazioni in prima persona che si intrecciano solo nella misura in cui abitano lo stesso edificio scolastico.

Delle due ragazze l’una si è appena dichiarata alla compagna di classe; l’altra sta confidando ad una prof di aver subito violenza la sera prima ad una festa. Ilyes invece semplicemente vive e attraversa la sua passione per il teatro che l’ha fatto emergere dallo statuto di “migrante” che gli era stato appiccicato addosso; e Clement infine cerca di sopravvivere alla morte dell’adorata sorella e alle pressioni della famiglia.

3300 secondi, il titolo originale era Là où je vais, è un breve romanzo corale molto ben costruito e narrato. Vi si sente tutta l’intensità che la vita all’età del liceo può prendere, tutto il carico (anche di dolore) che ogni ragazzo porta su di sé e che difficilmente divide con un adulto e che è esattamente il motivo per cui risulta così difficile agganciarlo in quei 50 minuti di scuola.

Senza entrare in situazioni complesse come quella si Ocèan che ha subito violenza o di Clement a cui è mancata la sorella, è già sufficiente l’intensità emotiva di un amore che esplode o che viene respinto, o una litigata con un amico, per far perdere interesse alla lezione scolastica.

La scuola però è anche quel luogo in cui tutto questo si esprime, in cui degli adulti hanno una possibilità di incontrare e guidare, seguendo, i ragazzi e le ragazze che passano per le classi, anno dopo anno. La scuola è, in quest’ottica, un luogo vitale che può offrire appiglio fuori dalla famiglia e fuori da se stessi, a patto di incontrare insegnanti che tutto questo lo sappiano e lo vogliano vedere, naturalmente.

Infine, si sa, un libro si sceglie dalla copertina e questo libricino ha la fortuna di avere la copertina firmata da Laurent Moreau, ottimo motivo in più per lasciarsi andare alla lettura.