Come promesso torno a brevissima distanza a parlare di arte e di albi illustrati, o meglio, di albi illustrati che trattano di arte e di arte e di artisti con questo libro interessante appena uscito.

La mela di Magritte di Klaaa Verplanke edito da Fatatrac da pochissimo nella collana Grandi albi MOMA insieme a Ai tempi di Degas che vi ho raccontato lunedì.

La cosa che mi piace di più di questa collana di albi divulgativi d’arte è che ognuno ha uno stile e un linguaggio diverso, di volta in volta adeguato e ispirato all’artista protagonista.

Solitamente le collane si caratterizzano per omogeneità e riconoscibilità e questo è vero, in questo caso, per quanto riguarda le dimensioni e la “tipologia” di albo ma ogni volta la scelta narrativa così come lo stile iconografico sono completamente differenti.

In questo caso, ad esempio, tutto il testo e le immagini giocano sul surreale e sullo straniamento esattamente come fa Magritte. Per raccontare la sua arte viene scelto il suo stesso linguaggio.

La storia è presto detta: questo nostro protagonista vuole dipingere ma non sa cosa e come, fino a quando scopre che può riprendere il reale reinventadolo.

Come nell’altro albo compaiono alla fine le riproduzioni di alcune opere di Magritte che si potrà giocare a riconoscere, mutatis mutandis, tra le pagine del libro.

Sarà che per il surreale ho un debole ma questo albo mi ha risposto convinta per la coerenza di scelte narrative e volontà divulgativa.