La Francia è la terra del festival di Angouléme e non a caso il più grande e noto festival del fumetto europeo è francofono. Un grande filone del fumetto è proprio quello francese/belga, detto anche Bande Dessinée (o BD).

E’ probabilmente il tipo di fumetto che ha segnato di più le nostre infanzie, senza che sapessimo di avere a che fare con grandi classici. Difficile infatti non aver sentito nominare i barbari Asterix con le loro divertenti avventure, o i Puffi alti due mele o poco più. La lista potrebbe andare avanti all’infinito: per esempio con Lucky Luke o il meno noto in italia Thorgal.

Di quest’ultimo fumetto ho avuto l’occasione di vedere la mostra al Centre de la  Bande Dessinée di Bruxelles. Le tavole sono tutte dipinte e piene di dettagli. Mi sono piaciute a tal punto che mi sono portata a casa qualche libro della serie, anche se in francese (di cui capisco poco).

In Belgio inoltre incontriamo anche l’immancabile Tin Tin che gira il mondo con il suo cagnolino indagando e risolvendo misteri.

I BD sono caratterizzati da una linearità della tavola,  molto diversa per esempio dallo stile dinamico del manga. Di solito si suddivide in  quattro strisce di vignette anche di lunghezza differente. Anche la scelta delle inquadrature risulta limitata generalmente al frontale e con un assenza di primi piani o riprese troppo ravvicinate.

Altra caratteristica peculiare è la tecnica della Linea Chiara che è un modo molto pulito di disegnare, in cui manca l’ombreggiatura o il tratteggio. Ogni dettaglio è rappresentato in modo netto, senza lasciare linee in sospeso o con l’utilizzo di effetti dati solo dai colori.

Le storie in genere sono d’avventura con uno sfondo di comicità ed ironia. Spesso sono serializzati in diverse riviste e poi presentati in raccolte di volumi. per esempio le pubblicazioni italiane di Tin Tin sono 23 volumi.

Sia in Francia che in Belgio, questa forma d’arte è molto più popolare e parte della vita quotidiana, tanto che si trova ovunque ed è molto più riconosciuta. Ricordo, sempre del mio viaggio a Bruxelles, di essere stata in un ristorante/libreria in cui ho trovato un’intera sala dedicata ai fumetti. Ho avuto modo di osservare come anche librerie non specifiche avessero una ricca varietà di opere, anche quelle meno note, e tutte in edizioni molto belle e valorizzanti, a mio parere. Lì ho acquistato la mia copia di Guardians du Louvre di Jiro Taniguchi, che è grande quasi il doppio dell’edizione italiana.

Che ci farà mai un Giapponese in un post sulla Francia e il Belgio?  Il bello (o il brutto, dipende dai punti di vista) di queste terre è che oltre alla consolidata cultura interna, sono disponibili alla pubblicazione di autori anche internazionali. Sono molti gli italiani che preferiscono e trovano più facile pubblicare in Francia. Questi, come altri autori, sono tornati in Italia dopo il successo francese.Un’altra grande autrice passata per la Francia è sicuramente Marjane Satrapi, autrice e artista, nota soprattutto per il suo graphic novel autobiografico Persepolis.

Prima di concludere non posso non citare un pilastro del fumetto francese contemporaneo: Moebius. Ha bisogno di una menzione a parte poiché i suoi lavori non sono categorizzabili dal a partire dal suo paese d’origine. Si occupa soprattutto di fantascienze e nella sua carriera ha avuto notissime collaborazioni internazionali. È infatti riconosciuto in tutto il mondo per il suo spettacolare modo di raccontare e disegnare.

Graphic che?! è una rubrica (nella rubrica) che presenta in modo sintetico il fumetto e le sue tipologie. In caso vi siate persi qualcosa: ho già trattato la nascita del fumetto, il graphic novel, il manga, i supereroi e il fumetto in Italia.