Il fumetto di cui vado a parlare oggi è un viaggio, quasi un trasferimento oserei dire, alla ricerca di sè stessi: Rovine di Peter Kuper.

La storia si presenta con un incipit “giù di morale”: Samantha ha deciso di prendersi un anno sabbatico dal suo lavoro per stare in Messico e scrivere il suo libro; mentre il suo compagno George è partito poichè è appena stato licenziato. L’atmosfera di attesa della partenza è quindi smorzata dallo sconforto della disoccupazione e la conseguente poca voglia di partire.

Ciò che accoglie i due protagonisti è una città: Oaxaca. Piena di colori caldi e vividi, ma anche di abitudini non consuete per gli americani, come per esempio la guida molto più libera e pericolosa. Geroge continua a non sembrare entusiasta, al contrario di Samantha che vede ogni elemento, anche se di disturbo o rumoroso, come folkolore da apprezzare.

La scelta della città non è casuale, infatti l’autore vi è stato per del tempo con la famiglia e questo permette di comprendere la cura nei particolari che vengono narrati. Per quanto sia cornice di avvenimenti drammatici, sia a livello politico che privato, è chiaro dalla narrazione, come l’autore abbia lasciato un pezzo di cuore in Messico.

Particolare è il fatto che abbia scelto di raccontare di una specifica protesta che era avvenuta nel periodo in cui lui ha vissuto lì. Anche in questo caso, alla fine del testo, rivela di essersi ispirato molto a fatti di cronaca realmente avvenuti per la sua narrazione.

Lo stato della relazione dei due protagonisti invece non è chiaro neppure a loro, che si trovano spesso in conflitto o in disaccordo su  scelte anche banali. Saranno gli incontri e le esperienze vissute in questa città a chiarire la loro storia.

Da un lato Smantha si dedica assiduamente al suo libro e alterna momenti di isolamento per scrivere, a momenti di ricerca ed esplorazione del territorio. Il suo libro infatti narra la storia delle invasioni di Cortes in Messico, quindi alla narrazione del presente, si alternano flashback sulla storia americana. Si può osservare da questi elementi la ricerca e la documentazione da parte dell’autore per poter raccontare le origini di Oaxaca nel modo più realistico possibile: dagli eventi fondamentali, alla quotidianità.

Gli eventi del romanzo di Samantha si intrecciano in modo armonioso con ciò ciò che accade in città in quel momento, dalla protesta ai fatti privati. Il libro diventa una chiave di lettura dell’intero fumetto poichè lei vi riversa non solo ciò che vive, ma anche sensazioni e desideri che non necessariamente esprime esplicitamente nel confronto con gli alti personaggi. Anzi, spesso l’autore lascia intendere tramite mezze frasi o immagini, ma senza dare davvero spiegazioni.

In parallelo anche George scopre di apprezzare la città, che lo aiuta a ricominciare dopo il fallimento del licenziamento. La difficoltà sta nel trovare l’ispirazione per ricominciare a disegnare, quindi a fare il suo lavoro. gli incontri che farà gli permetteranno di vedere tutto ciò che lo circonda con un occhio nuovo, meno critico, che cambierà per sempre il suo punto di vista.

Ho trovato molto affascinante come tutto il racconto sia accompagnato dal viaggio di una farfalla monarca. Queste farfalle percorrono un tragitto di mesi per raggiungere una foresta in Messico, che è il luogo in cui si riproducono. La farfalla protagonista alterna la sua storia con quella di Samantha e George, mostrando al lettore chi e cosa incontra lungo il suo cammino.

E se per caso non credeste ai miei consigli di lettura, posso dirvi che questo fumetto è vincitore dell’Eisner Awards 2016 come miglior graphic novel e del premio Boscarato 2017 come miglior fumetto straniero: meglio di così non si può avere.