Avete presente quegli autori che tenete d’occhio?

Quelli di cui vi siete innamorati un giorno e che poi restate sempre lì ad aspettare al varco per vedere se sono stati all’altezza del vostro amore e della vostra attesa?

Ecco, uno di questi autori, per me, è Olivier Tallec.

Se poi Tallec esce con un nuovo libro scritto in coppia con Nadie Brun-Cosme l’attesa e l’aspettativa sono doppie.

Per chi, come me, ha adorato la trilogia di Lupo e lupetto specie il primo e il secondo (potete leggere le recensioni a tutte e 3 qui, qui e qui) capirete che trovare un nuovo albo della coppia Brun-Cosme – Tallec è piatto assai ricco in cui ficcarsi!

E allora ecco qui Passo davanti edito da Coccole Books.

La storia è presto detta: 3 personaggi, uno grandissimo e pelosissimo di nome Leon, uno piccolo e antropoforme di nome Max ed uno piccolissimo di nome Rèmi, sempre insieme, abituati a camminare in fila, il grande davanti che protegge tutti e gli altri nella sua ombra ad immaginare cose che non vedono, che un giorno scoprono che non solo gli ordini di posizione nelle passeggiate possono essere variati e invertiti ma che si può anche camminare “alla pari” tenendosi per mano e procedendo all’unisono e non in fila.

Già perchè dovete sapere che prima che l’ordine si sovvertisse Leon stava sempre davanti e indicava le cose da guardare e i pericoli (tipo il semaforo e le macchine quando si attraversa la strada) ma dietro di lui Max e Rèmi vedono solo la sua ombra e per non annoiarsi troppo invece di guardare ciò che non possono si nutrono di storie che Max racconta per Rèmi.

Poi accede però che un palloncino rosso attira così tanto la curiosità di Max da spingerlo a chiedere a Leon di passare davanti e Leon accetta ed è così che Max scropre un mondo nuovo e scopre di essere in grado da solo di fermarsi al semaforo e di guidare i compagni, e Rèmi scopre che dietro, sempre all’ombra, senza più le storie a segnare il passo camminare è troppo noioso. Ed è così che anche il piccolissimo Rèmi chiede ed ottiene di provare a stare davanti…. e la storia si ripete fino a quando….

Le storie hanno un potere straordinario, ci attirano e ci narrano di noi stessi e del mondo attorno e sono potenti quando il mondo non lo abbiamo a portata di sguardo, ma sono altrettanto potenti quando il mondo si stende davanti a noi. Leon scopre che le storie di Max sono eccezionali e che valgono più di qualsiasi gerarchia e di qualsivoglia forma di controllo, e, per la prima volta, i tre amici si danno la mano e vanno avanti così, pari e ugualmente indispensabili l’uno all’altro.

Quanti sono i temi che tornano qui da Lupo e lupetto! Temi evidentemente su cui, in forme molto diverse, entrambi gli autori vogliono tornare e continuano a lavorare: in primis il rapporto piccoli-grandi che era l’essenza stessa della narrazione dei due lupi. Qui abbiamo un grandissimo un medio e un piccolo piccolo, la relazione è più complessa ma il “gioco” affettivo è il medesimo: chi è piccolo vale tanto quanto il grande e viceversa… a patto di riconoscersi a vicenda, naturalmente.

E poi torna la scoperta, quel “per la prima volta” che era un refrain dolcissimo nel primo Lupo e lupetto e che qui, con meno forza ma allo stesso modo, si ripete per ben 3 volte a segnare ogni volta una fase conoscitiva ed uno scatto emotivo nuovo.

Questo albo è tra i finalisti del premio Andersen sezione 3/6 insieme ad altri due libri bellissimi, chissà come andrà a finire, lo sapremo il 26 maggio.