“La gazza Rubina””

 Età: da 3-4 anni

Pagine: 64

Formato: 21×26

Anno: 2010

Editore: Feltrinelli

Genere: Filastrocca

Autore: Roberto Piumini e Giulia Orecchia

Illustratore: Giulia Orecchia

 

Chissà che “libro in cartella” vi racconterò questa volta…

Quest’anno alla scuola primaria insegno matematica e scienze. Il libro che vi proporrò oggi ha ben poco a che fare con i numeri e molto con… le parole. Si intitola “La gazza Rubina”.

Di che libro si tratta?

L’abstract lo sintetizza così: “Un gioco da leggere di immagini e parole che le descrivono; ma le parole sono fatte di lettere e, se una gazza dispettosa ne ruba una, ecco che la parola cambia e con lei cambia l’immagine. Ma cosa se ne fa questa gazza di tutte le letterine rubate? Nell’ultima pagina del libro ecco la risposta”.

Spesso il binomio lettura e scrittura è abbinato all’insegnamento dell’italiano, in realtà, pur interessando principalmente questa disciplina, non si esaurisce in essa, anzi. Lettura e scrittura infatti costituiscono i prerequisiti necessari per tutte le discipline. L’interdisciplinarietà è fondamentale: le discipline intese come materie a sé stanti si riducono a mero insieme di nozioni; se messe in relazione tra loro, si completano e si trasformano in conoscenze durature e funzionali per l’apprendimento durante l’intero arco della vita.

Nel mio orario ho alcune ore in compresenza con la mia collega che in classe prima insegna arte, storia, geografia e inglese. In queste ore cerchiamo di proporre ai bambini qualcosa che riguardi sia le mie che le sue materie.

Un elemento che sicuramente ci accomuna al mattino è la solita certezza: data e cornicetta!

La mia collega spesso propone il gioco “Caccia all’errore”, un gioco che i bambini amano! Scrive la data con qualche errore e i bambini stimolati dal gioco leggono molto velocemente e con attenzione. Spesso il luogo, il mese o la data contengono qualche imperfezione ortografica. Un giorno da ciò ho preso spunto e ho portato in classe “La gazza Rubina”, albo scritto da Roberto Piumini e Giulia Orecchia e illustrato da quest’ultima.

I meccanismi sottostanti la decodifica di segni o simboli, comunemente detti lettere e uniti insieme fra loro, sono da sempre oggetto di studi. Per me resta estremamente affascinante quel momento in cui un bambino passa dal nominare le lettere una dopo l’altra, in ordine, ma senza riuscire a legarle fra loro e senza attribuirle un significato, a quando un susseguirsi ordinato di lettere diventa parola e la parola diventa significato e significante. Come per magia quanto fino il giorno prima sembrava impossibile di punto in bianco diventa possibile. Si apre un nuovo mondo: la lettura.

L’età di lettura consigliata di questo libro è “dai 3-4 anni”.

Lessi questo libro ai miei figli quando avevano all’incirca questa età: il libro era piaciuto ma non era stato compreso appieno il suo potenziale. Letto alla primaria, a conclusione del percorso formativo della classe prima, acquista tutt’altro valore. Essendo quasi a fine anno scolastico, ormai tutti i bambini sanno leggere con discreta disinvoltura e l’incontro con la parola scritta non incute più timore, anzi. I bambini ormai si sentono sicuri e il processo di lettura può trasformarsi in gioco. I bambini adorano essere messi alla prova, adorano gli indovinelli, adorano giocare. Questo libro risulta un connubio perfetto e per questo mi piace molto.

Veniamo allora alla lettura vera e propria…

Ore 9.15 del mattino. Seconda ora. Aspettando la maestra Elisa. Bimbi già attivi, restii a sedersi tranquilli in silenzio, magari preparando quaderno, astuccio e libro di testo. Allora propongo: “Vi leggo un libro?”. La “frase magica” funziona sempre, automaticamente tutti vanno a sedersi al proprio posto e smettono di parlare.

Mi siedo sulla cattedra (lo so, non si fa, ma è più forte di me), e mostro il libro e leggo il titolo “La gazza Rubina”. Chiedo sapete chi è la gazza? Prontamente un bambino alzando la mano risponde “è un uccello che ruba gli oggetti scintillanti”.

Esatto… Comincio a leggere…

“C’è una gazza, la vedete?

Il suo nome è Rubina.

E la gazza, chiederete,

cosa fa questa mattina?

Sta rubando dai lampioni

Una I, acciderbolina,

Trasformandoli in…

La risposta arriva all’istante in un coro quasi unisono “lamponi”.

“è in rima esclama un bambino”

“gira pagina maestra, andiamo avanti esclama un altro”

E così la macchina diventa macchia perché rubina ruba la N.

Il tordo diventa toro perché Rubina ruba la D.

La bacca diventa acca.

L’orco diventa oro.

Il pianeta diviene pineta.

I pirati divengono prati.

Il bruco un buco.

L’upupa una pupa.

Un re con la corona diviene un re con le corna.

La piazza una pizza.

Gli amici diventano mici.

Infine Rubina con tutte le lettere rubate compone dei simpatici messaggi che fanno ridere i bambini:

“Audaci baroni”

Un bambino un po’ più acuto, diffidente e meticoloso ha voluto ricontrollare le lettere rubate perché non gli tornavano i conti… poi per fortuna aveva ragione Rubina.

“Un’oca di arabi”

E infine

“Ciao da Rubina”

 

Le illustrazioni sono molto belle, semplici, pulite, dirette. In origine sembrano un collage. I colori fra loro sono molto bene accostati, ogni oggetto richiama il suo colore naturale, è vivido, ma non troppo acceso. La parola da cui Rubina attinge la lettera da rubare è scritta in grandi dimensioni rispetto al resto del testo, stampato maiuscolo, ogni lettera ha un colore diverso.

Mi chiedo, ma non ho risposta certa: questo libro si può definire albo o è semplicemente un testo illustrato? Le immagini infatti accompagnano le parole, ma se nell’albo solitamente dicono qualcosa di diverso e le completano, qui le immagini sono molto belle ma dicono esattamente quanto dicono le parole.

Poi chiedo ai bambini “Vi è piaciuto questo libro?” Ed ecco le risposte sempre molto immediate e sincere:

“Ovvio maestra, che domande fai…”

“Siiiiiii….”

“A me è piaciuto molto”

“A me è piaciuto più quello dei pallini, quand’è che ce lo riporti?” (riferimento al libro di Tullet “Un libro”)

“A me è piaciuto perché è piaciuto a tutti!”

E perché vi è piaciuto?

“…perché la gazza rubava delle lettere e così le parole si trasformavano in qualcos’altro”

“Così anche per me, solo che non riuscivo a dirlo…”

“…che birichina però la gazza Rubina”

 “…perché alla fine con le lettere a disposizione si potevano fare frasi diverse”

“A me è piaciuta la macchina che si è trasformata in macchia togliendo la N!”

“Maestra potremmo prepararci anche noi tutte le lettere e poi formare delle parole”

“O delle frasi”

Chiudo il libro e pronti a ripartire con le attività quando un bimbo mi si avvicina.

Avevo visto che seduto al suo posto stava continuando a pensare. Braccio piegato a 45°, testa appoggiata, occhi rivolti verso l’alto. Gli dico “Dimmi…” e lui “Pensavo, se a spazio togli la P diventa sazio… è quando uno ha mangiato abbondantemente e non ha più fame”. Continua “Poi se da mappa tolgo 2P diventa mamma” e io “E hai aggiunto 2M…” “Sì, vero…”. Cosa non si fa per la mamma! Rientra sempre nei pensieri dei bambini, anche quando sembra non c’entra niente.

Concludo la lettura con una poesia di Gek Tessaro.

Mi piace molto e rende poeticamente l’idea di quanto avrei voluto dire in quest’articolo: quanto sia importante leggere. E leggere per il puro piacere di leggere!

Leggère son le nuvole in cielo
Leggère son le foglie del melo
Leggère son le onde del fiume
Leggère son le piume
Leggère
Lèggere invece è un’altra cosa
È come un uccellino che sbatte le ali
e sul tuo cuore si posa