Sono sicura che tutti voi avete presente quelle piante che crescono imperterrite là dove non potrebbero, non dovrebbero, non le vorreste ecc. ecc.

Quelle parietarie che vedete spuntare e fiorire in ogni dove mentre, magari, state facendo i salti mortali per far fiorire una pianta che avete scelto voi per appagare il vostro senso estetico e pollice verde?

Ecco, proprio quelle piante lì, che qui a Venezia potete trovare anche sulla sommità di campanili in posizioni incredibili, rappresentano la curiosità del vostro giardino, grande o piccolo che sia. Diciamo che sono gli emissari della natura curiosa di esplorare e desiderosa di riprendersi i suoi spazi così indebitamente occupati dagli uomini.

Peter Brown si deve essere ispirato un po’ a queste piante, che spesso liquidiamo col nome di erbacce, un po’, come scrive in chiusura di libro, al giardino newyorkese cresciuto nella vecchia ferrovia abbandonata per narrare Il giardino curioso edito in queste settimane da Giralangolo EDT.

La storia è presto detta: in una città (l’ispirazione è proprio New York) fatta solo di cemento e industrie dove non esiste più un solo filo d’erba (sembra di stare nell’ambientazione del Lorax di Seuss) un bambino ama stare all’aperto anche nei giorni più impervi e girovagando scopre la scala che porta alla vecchia ferrovia sopraelevata abbandonata e lì trova…delle erbacce.

Liam, che deve essere un bambino molto solitario, decide di prendersi cura di queste piante che tentano di sopravvivere in condizioni estreme e nonostante tutto. Non che possa fare tutto e bene subito, ma la volontà non gli manca e col tempo Liam impara a fare il giardiniere, si procura gli strumenti del mestiere e, quel che è più importante, dà l’esempio.

O meglio, nella storia iniziano a spuntare tanti giardinieri: man mano che la natura e le piante prendono il sopravvento compaiono bambini e adulti e giardini in ogni dove MA l’autore sceglie di non mettere il centro sul genere umano, nemmeno su Liam. Sceglie di centrare e puntare tutto sul giardino che è soggetto assoluto dell’albo: non è Liam a dare l’esempio con il suo lavoro, bensì è il giardino che diventa creatore di giardinieri: senza di lui non esisterebbe nemmeno Liam!

Potere alla natura, dunque, alla natura e ai bambini, uniche creature umane su cui si può fare affidamento in questi casi. Non è la prima volta né sarà l’ultima, spero, che natura e bambini creano un connubio importante, un sodalizio per la sopravvivenza di tutti.

Come dire, se sapessimo dar voce ai bambini e spazio alla natura sarebbe fatta, avremmo un mondo migliore!