Ieri mattina ho finito di leggere L’alba sarà grandiosa di Anne-Laure Bondoux edito da San Paolo e non vedevo l’ora di raccontarvelo.

Devo dire che sono partita molto ma molto prevenuta in positivo (sì, non ci sono solo i pensieri prevenuti in negativo, ma non vanno bene lo stesso) perché la Bondoux è l’autrice de Le lacrime dell’assassino che è un libro magnifico. Quando un autore ti ha conquistata una volta è facile poi farsi delle aspettative su di lui o lei, prestare attenzione ai libri successivi e in qualche modo riconoscere una fiducia a priori. Non riesco a capire se vada bene così o se invece bisognerebbe ripartire ogni volta da zero, però così è e così siamo fatti: in noi si creano dei pre-giudizi che ci permettono di pensare e di orientarci. Quando questi pre-giudizi non si confrontano con la realtà diventano stereotipi e questo è decisamente sbagliato, ma quando di volta in volta riescono a confrontare l’idea da cui siamo partiti con la realtà che abbiamo davanti allora, secondo me, questo può andar bene.

Quando leggo un libro, anche se di un autore che conosco, in bene o in male, cerco di mantenere una buona distanza per poter valutare senza troppe suggestioni.

Nel caso de L’alba sarà grandiosa posso dire che partita bene ho chiuso il libro ancora più contenta.

Il romanzo è bellissimo, un concentrato di attesa, sospensione, giallo, mistero davvero perfetto. Giocato al millimetro con ogni effetto per catturare e non mollare il lettore peggio di una ragnatela.

Sì, ma di cosa parla questo libro?

E’ presto detto, si fa per dire perché l’intreccio è davvero complesso…. e non vi svelerò tutto altrimenti il giallo si perde…

Chiudete gli occhi e pensate di avere 16 anni, di star per andare ad una festa del liceo dove c’è il ragazzo che vi piace e che invece vostra made venga a prelevarvi fuori dalla piscina dopo un allenamento di nuoto e vi porti in una casetta immerga nel bosco, nascosta agli occhi del mondo e senza connessione.

Ci siete?

Bene, ora immaginate che sia sera e che vostra madre di prenda l’intera nottata per raccontarvi che tutto ciò che avete saputo sino a quel momento della sua vita e della vita della sua famiglia non erano vere. Tanto per cominciare vostra madre non si chiama così, poi scoprirete che la madre di vostra madre, ovvero la vostra presunta nonna, non è morta ma viva e vegeta e che avete anche due zii gemelli e che, soprattutto, tutto questo vi è stato tenuto nascosto fino alla venedranda età di 16 anni perché sotto c’è una grande mistero che finalmente può essere svelato.

Passereste una nottata più che impegnativa, esattamente come la passa Nine, la ragazza protagonista che segue la madre in questa narrazione scandita in capitoli che ripercorrono in parallelo le ore della notte che passano e gli anni della vita della madre che poi la condurranno, all’alba a scoprire tutta la verità fino alla notte appena trascorsa.

In mezzo ci sono un terrorista italiano, delle comunità Yppie degli uomini che fanno quasi da padri e che si perdono nella storia, un gruppo famosissimo di musica elettronica e…lei, Titania, la narratrice, la mamma di Nine che di mestiere fa la scrittrice di successo di libri gialli e che, appunto non si chiama in realtà Titania.

Non vi racconto nè come si dipana la storia nè come finisce ma vi posso solo invitare a leggere questo romanzo che è in tutto e per tutto un romanzo di formazione dell’identità personale in cui la pars destruens, di ripensamento di se stessi, è decisamente più ampia della pars construens. In cui tutto viene messo in discussione, a partire dalla fiducia riposta nella madre, alla figura sempre latente o trasversale dei padri, per poi accorgersi, in fondo, alla fine, che la propria identità si cela in ciò che abbiamo deciso di essere non in ciò che è stata la nostra storia. Talvolta le due cose coincidono, altre volte no, Titania, nata Consolata, non è meno vera perché per 16 anni ha mentito alla figlia sul suo passato. E Nina? Lo capirà? Come farà i conti con sua madre e la sua storia? Sceglierà la conoscenza o la fuga?

Una possibilità di scelta che tutti noi abbiamo davanti quando cambiamo noi stessi e passiamo la soglia dall’infanzia all’adolescenza e dall’adolescenza all’età adulta. Quanto siamo disposti a sapere e vedere di noi e quanto preferiamo ignorare?

La maturità si misura in verità o in resistenza?

Una cosa è certa, per chi deciderà di affrontare una notte come questa, una notte della verità con se stessi, qualunque essa sia, l’alba sarà grandiosa.