Ho già citato Guy Delisle nella presentazione ma a me piace così tanto che voglio dare uno spazio tutto suo a uno dei suoi libri. Cronache di Gerusalemme è uno di una serie di libri in cui l’autore racconta città e culture diverse dal suo punto di vista.

Ciò che troveremo tra le pagine di questi libri non è la scelta mirata di raccontare un evento o di vivere un’esperienza difficile per poi trasporla a fumetti. In questo caso non c’è nulla di più del racconto della vita quotidiana di un canadese che si trasferisce a Gerusalemme per un po’. E quando dico “vita quotidiana” intendo che si è portato via la famiglia e tutto con l’evidente programma di stare lì per un po’ (quasi un anno).

Non si troveranno storie sensazionali o avvenimenti catastrofici, ma piccoli fatti e stranezze di tutti i giorni. In questa come negli altri suoi libri la scelta della città non è ovviamente casuale, ma la scelta è quella di portare un punto di vista interno e meno sensazionalistico.

In sostanza in questa lettura si avranno più di 300 pagine di aneddoti su un tizio che vaga con il suo blocchetto da disegno in mano e si ferma ogni qualvolta qualcosa stuzzichi la sua attenzione, piccola o insignificante che sia.

In questo viaggio la chiave di lettura è la leggerezza, una leggerezza però non superficiale. La sua è la leggerezza che serve a potersi integrare in una cultura e capirla al meglio: non fa un dramma di ogni cosa (per lui) assurda che incontra, ci scherza sopra. E’ un modo di affrontare le situazioni che paradossalmente permette di gestirle meglio. E’ tranquillo in tutto quello che racconta, ma dimostra allo stesso tempo di avere un occhio attento che non si lascia sfuggire nessun dettaglio.

Chiaramente, salvo necessità, Guy Delisle viaggia sempre per conto suo, senza guide o tour organizzati, il che gli permette di scoprire aspetti meno noti o chiacchierare con persone del luogo. Spesso si organizza incontri con associazioni o autoctoni per farsi presentare la città in tutti i suoi aspetti.

Il fumetto è strutturato in diverse parti scandite dai mesi di permanenza nella città, che a loro volta sono suddivise in più piccoli capitoli. Ognuno di essi è un aneddoto di qualche esperienza vissuta in quel periodo. Niente trama quindi, ma questo non rende il libro meno fruibile, anzi la scelta dello stile semplice e leggero, unita a questa suddivisione, lo rendono molto semplice e godibile anche per i più piccoli, senza però perdere di significato.00

 

Graphic che?! è una rubrica (nella rubrica) che presenta in modo sintetico il fumetto e le sue tipologie. In caso vi siate persi qualcosa: ho già trattato la nascita del fumetto, il graphic novel, il manga, i supereroi, il fumetto in Italia, Il fumetto francofono e il graphic journalism.