Quando mi capita tra le mani un albo illustrato di un autore giapponese resto sempre colpita da una cosa che riescono a fare solo loro: riescono a costruire dei libri bellissimi, di cui i bambini si innamorano, sostanzialmente senza  narrazione, o con pochissima narrazione, privilegiando elementi quotidiani e naturali in cui l’osservazione la fa da padrona.

Anche per questo mi sono innamorata della famiglia Topini e delle sue avventure: gli albi di Harua Yamashita e Kazuo Iwamura ci raccontano con tavole dettagliatissime momenti di vita quotidiana della numerosa famiglia topini. Non accade nulla di speciale in queste narrazioni a meno che non si consideri speciale la vita e l’ambientazione in cui essa viene messa in scena.

Lo spazio del libro diventa uno spazio di vita e di osservazione naturale in cui perdersi nell’osservazione dei dettagli che cambiano titolo per titolo seguendo i ritmi della natura.

Ho ascoltato un’intervista all’illustratore Kazuo Iwamura (ve la riporto a fine post, viene dal canale you tube dell’ècole des loisirs ed è sottotitolata in francese) e l’ho trovata illuminante non solo per il sottolineare come l’attenzione alla natura e ai dettagli, questo si deduce facilmente dalle sue tavole curatissime; quanto nel fare un paragone diretto tra natura e libro come spazio in cui il bambino può osservare e scoprire ogni volta qualcosa di nuovo soffermandosi sui dettagli. Un luogo in cui passando rapidamente non si vede niente ma che svela i suoi tesori davanti al lettore (o osservatore) armato di cura.

Il libro allora diventa, come lo spazio naturale, un luogo del ritorno, un luogo in cui andare e venire frequentemente per cercare ogni volta differenze e somiglianze.

E così in effetti accade leggendo e rileggendo, mi verrebbe da dire percorrendo, gli albi della serie della famiglia topini: ogni titolo è improntato, direi quasi marchiato, dalla stagione in cui si ambienta – i colori delle tavole ci portano immediatamente al contesto climatico e cromatico “giusto” – e al tempo stesso i vari titoli si richiamano alla ricerca di varianti e conferme. La casa dei topini è sempre la stessa, ci sono dei cambiamenti nella disposizione dei mobili, nella posizione delle radici dell’albero d’ingresso, nel carattere stesso dei topini e dei membri adulti della famiglia?

Questo è il gioco di lettura che la famiglia topini ci richiede: una disponibilità all’osservazione appagata da se stessa. Qualcosa di molto diveso, mi pare, dalla nostra cultura occidentale, tanto più in questi ultimi anni, e tuttavia qualcosa che appare immediatamente familiare per il piccolo lettore che di luoghi e tempi dilatati ha assoluto bisogno e se non riusciamo a concederceli in mezzo alla natura forse i libri sono un’ottima occasione anche da questo punto di vista.

In Italia i libri della famiglia topini dei due autori giapponesi sono pubblicati da Babalibri e sono 4, due dei quali presenti nella collana tascabile (perfetta da mettere in borsa e valigia per ogni evenienza) Bababum

La famiglia topini va al mare

Il bucato della famiglia topini

L’inverno della famiglia topini 

La famiglia topini va a scuola

Ma l’edizione di L‘ècole des loisirs, da cui Babalibri coedita i libri, ha pubblicato molti altri titoli che sarebbe bello vedere in Italia, un volume anche collettaneo delle 4 stagioni della Famiglia Topini.

Vi consiglio di prendervi qualche minuto per ascoltare  l’intervista all’illustratore pubblicata sul canale youtube della casa editrice francese.