Quando si ha bisogno di dolcezza, calore e soprattutto calma, leggere un albo di Erin E. Stead può senz’altro tornare utile.

Chi è Erin Stead? Ma si, la conoscete di sicuro, forse non ne ricordate il nome ma adesso scommetto che vi faccio capire subito chi è :

Il raffreddore di Amos Perbacco, Se vuoi vedere una balena e Finalmente primavera

dovrebbero bastare a evocare le sue atmosfere tenui e delicate. Il suo tratto realistico ma poetico che si presta magnificamente ad illustrare storie di grande impatto emotivo. Spesso queste storie la Stead le ha scritte col marito ma l’albo che vi racconto stasera è invece scritto da Michelle Cuevas, donna anche lei.

Due donne per un albo che sa rallentare il tempo.

Sto parlando de Il postino dei messaggi in bottiglia edito, come gli altri della stessa autrice, da Babalibri.

La storia è presto detta: il postino dei messaggi in bottiglia raccoglie un giorno una bottiglia con un messaggio senza destinatario che lo porta prima ad una quete tra gli abitanti del villaggio, poi ad osare… Il messaggio è un invito ad una festa in spiaggia ma nessuno sa chi sia il festeggiato e nemmeno l’inviato.

Non vi dico come va a finire anche perché, come spesso accade, il potere della ricerca è nel viaggio più che nella meta e così è per il postino. Ma mi piace ripensare a quante volte il postino torna nelle storie e negli albi per bambini, penso, ad esempio, a Una lettera per Leo o a Le case degli animali; cosa ha di così affascinante la figura del postino?

Il postino sembra sempre una creatura se si carica della cura di tutte le altre, conosce tutti, diventa un punto di riferimento per la sua piccola comunità, è simbolo di buone e cattive notizie. Pensate con quanta trepidazione ci è capitato di aspettare una lettera o un pacco….quando ancora le lettere erano fisiche e i pacchi non erano del signor Amazon.

Quando capita che arrivi una lettera a dei bambini è una festa di per sè, qualunque cosa essa contenga; ed è comprensibile che il postino, nel dispensare tanta attesa e spesso tanta contentezza possa nutrire a volte per se stesso il rimpianto di non poter essere mai lui il destinatario della posta. Il postino è il messaggero, il mezzo che mette in contatto le persone ma raramente è lui stesso il destinatario. Questo è il cruccio del postino Leo di Una lettera per Leo di Ruzzier, ed è lo stesso del personaggio senza nome che vive sul mare pronto a cogliere ogni bagliore di bottiglia che galleggia per andarla a recapitare al legittimo destinatario.

Il postino dei messaggi in bottiglia partecipa dei messaggi che porta, anche perché li deve leggere per poterli recapitare alla giusta persona; condivide gioie attese e dolori con i membri della sua piccola comunità e quando arriva il messaggio senza destinatario e destinazione tutti gli abitanti colgono l’occasione per ripagare il postino con la sua stessa moneta…

Le tavole della Stead sono bellissime nel loro colore tenue, nella loro pacatezza e nel loro trasudare un tempo lento, lontano, un tempo che fa il palio con sentimenti e reazioni e vite d’altri tempi ma che ugualmente possono suonare all’unisono con il modo di sentire bambino.

Troverete più di qualche cosa che vi farà tornare in mente gli altri albi illustrati dall’autrice: le balene innanzitutto, il naso del postino rosso come quello di Amos Perbacco o gli alberi di Orso ha una storia da raccontare.

Ogni storia ha in comune un elemento che ritorna: il tempo ed il suo rallentare. Un rallentamento esplicito o implicito ma che cadenza sempre la narrazione e ci fa sedere ad ascoltare le immagini prima ancora che le parole di queste storie.

Il postino dei messaggi in bottiglia dunque non è forse un libro che può innamorare alla prima lettura, non cattura con effetti speciali e fuochi d’artificio o avventure, ma entra dentro poco per volta, ti fa rallentare il respiro e ti torna in mano ogni volta che lo spirito lo richiede.