Eccomi di ritorno dalle ferie con le recensioni delle mie letture estive. Per prima porto la mini serie Chiisakobe di Minetaro Mochizuki. 

Una storia che l’anno scorso si è meritata il premio di miglior serie alla fiera di Angouleme, che è il più importante a livello europeo. Un premio, che a mio parere, sembra davvero meritato.

Chiisakobe è la storia di ricominciare dopo un disastro. Un incendio distrugge una vasta zona della città e uccide i genitori del protagonista. Tutto ciò che gli rimane è una preparazione incompleta nel campo dell’edilizia, professione padre, e difficoltà economiche dovute anche alla catastrofe.

Il protagonista si troverà a convivere con le conseguenze di questa situazione e non da solo. Diverse persone che avevano collaborato con il padre cercheranno di proporgli aiuto, ma lui sceglie di non accettare, forse per orgoglio, forse per l’arrognaza delle offerte. Già solo nel primo volume è ridondante la tematica della mancanza di fondi per concludere la costruzione della casa a cui stava lavorando, ma nonostante questo Shigeij sceglie di cavarsela da solo.

Ma non è davanti ad una storia introspettiva di lutto che ci troviamo, perché insieme alla storia di Shigeij seguiremo anche la vita di Ritsu. Tornata nella sua città natale da poco, vuole essere d’aiuto in una situazione critica come quella dell’incendio. Viene quindi assunta nella casa di Shigeij, da un’assistente, come domestica.

La particolarità di questo personaggio è proprio l’umiltà e la volontà di essere d’aiuto, infatti nella casa del protagonista accoglie anche un gruppo di bambini dell’orfanotrofio, che ora non hanno più neppure una casa. Personaggi particolari, con poca educazione e rappresentati in modo più caricaturiale rispetto agli adulti, sia nella personalità che nel tratto. Aggiungono una nota di tragicomicità in un contesto di malinconia e solitudine lasciato dalle vicine macerie.

Un tratto molto pulito e ricco di dettagli accompagna una storia essenziale e guidata soprattutto dalle immagini e le scelte delle inquadrature molto particolari. Quest’ultime sono inizialmente un po’ disorientanti, ma personalmente le ho trovate molto interessanti e suggestive, una volta presa la mano nella lettura.

Infatti la storia mi ha colpita a tal punto che ho iniziato a comprare anche un’altra serie dello stesso autore, pubblicata invece da Dyint – Showcase: Tokyo Kaido. In questo caso la storia è scritta interamente dall’autore, quindi un po’ più eccentrica anche nella trama, ma comunque bella a mio parere.