Sabato scorso, 8 settembre, si è aperta la nuova stagione di corsi e incontri di teste fiorite in Querini a Venezia.Abbiamo inaugurato con un vero e proprio laboratorio di scrittura…. Che però è stato anche un po’ un laboratorio di lettura insieme a Antonio Ferrara rinomato autore e illustratore e Marianna Cappelli lettrice,attrice e fotografa d’eccezione che accompagna il marito in giro per l’Italia nei laboratori.Perché la lettura è così importante per la scrittura?Ci so può esercitare, e come, nella scrittura e nella lettura?Per scrivere bisogna leggere, o meglio, per scrivere bene bisogna leggere, leggere e ancora leggere. Non è però vero il contrario: per leggere non bisogna scrivere. Non è necessario che il lettore sia uno scrittore mentre mi pare vero il contrario. La scrittura è uno spazio e un esercizio che si può fare anche in maniera solipsistica e autoreferenziale ma che dà il meglio di sé, anche dal punto di vista di un uso privato, quando sottoposta a regome e restrizioni che costruiscono e costituiscono le strettoie attraverso cui le emozioni e ciò che si vuol trasmettere con la scrittura vengono ripulite e selezionate. Come dire: se quello che voglio scrivere, che mi preme esprimere, riesce a superare e a non soccombere alle regole allora vuol dire che era degno degli sforzi per essere scritto.Tutto sommato su questo si basano gli esercizi di scrittura messi a punto da Antonio Ferrara e Filippo Mittino nel manuale Se saprei scrivere bene, coccole books edizioni, sperimentati in anni e anni di laboratori di scrittura. Anche sabato abbiamo sperimentato alcuni di questi esercizi in cui il conduttore (o l’insegnante in una classe) danno, ad esempio, delle parole da dover utilizzare, l’indicazione di scrivere in prima persona, di raccontare qualcosa di personale, l’attenzione all’incipit, scrivere in 10 minuti ecc. Ecc.Queste regole che potrebbero sembrare un limite alla libera espressione sono invece esattamente quello che permette di liberare l’espressione permettendo una maggiore riflessione selettiva. Lo sapevano bene gli oulipiani capeggiati da Quenau e Perec (e in Italia seguiti e superati da Calvino) la scrittura ha bisogno di limiti, peggio, di costrizioni.Certo il rischio dell’artificio è dietro l’angolo ma è un rischio più vicino a chi scrive di professione (e quindi già sguazza nell’artificio), piuttosto che di chi tenta di esprimere se stesso nell’occasione della scrittura.Ma, la domanda sorge spontanea, facendo questi esercizi, dando queste regole, si impara a scrivere bene, da professionisti della parola?No, probabilmente no, non subito almeno.Però si impara a esprimere se stessi attraverso uno strumento d’eccezione come quello della parola.Attraverso la scrittura possiamo esprimere noi stessi anche attraverso mondi o situazioni parallele esattamente come con la lettura possiamp vivere tutte le vite del mondo.Dove arrivano le parole scritte vuol dire che è arrivato anche il pensiero e questo è di per sé un antidoto alla violenza e il presupposto per il vivere individuale e comune.Leggere, scrivere, sono attività solo umane, faticose, che impegnano molte parti del cervello e per questo lo sviluppano e ampliano. Ci fanno diventare più umani di quanto già la genetica non abbia designato.Raccontare storie, vere o inventate che siano, per parole ma anche per immagini, perché no, é ciò che ci fa umani e che ci permette di dare voce anche a quegli umani che voce in qualche modo, per qualche motivo, non ce l’hanno.La lettura viene ancora prima della scrittura in questo processo che potrei definire di umanizzazione prima che di acculturazione. Ed è per questo che anche durante gli esercizi di scrittura è fondamentale saper leggere ciò che si è scritto. Guardare gli ascoltatori, modulare la voce, emozionarsi.È per questo che dopo Se saprei scrivere bene la coppia Ferrara-Mittino con l’aggiunta dell’esperienza di Marianna Cappelli ha scritto il manuale di lettira Se saprei leggere bene sempre edito da coccole books.I due libri sono due strumenti assai utili per le e gli insegnanti e i corsi occasioni straordinarie di confronto tra addetti ai lavori per sperimentare in prima persona le strategie da adottare in classe per creare lettori e scrittori in grado di affrontare il mondo presente, ma anche passato e futuro, con strumenti d’eccezione.